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Calvarese-Irrati, disastro totale tra campo e VAR. Perché si discute solo di Cuadrado?

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Continua a far discutere l’arbitraggio di Calvarese in Juve Inter. Contestato il rigore di Cuadrado, ma è solo l’ultimo dei tanti disastri

Valeva la speranza per la Champions da una parte, l’orgoglio dello scudetto dell’altra. Eppure, il giorno dopo, di Juve Inter restano solo le polemiche e le tante, tantissime analisi di un arbitraggio sbagliato quanto discusso. Quel che rimane, a qualche ora da quella gara sempre così sentita, è il viso di Calvarese, che figura su tutti i maggiori quotidiani sportivi d’Italia e d’Europa. La direzione di gara è stata un susseguirsi d’errori di valutazione – da parte dell’arbitro di Teramo – ma allo stesso modo errori di interpretazione del regolamento – da parte di Irrati al VAR. Rigori, cartellini generosi, un gol annullato erroneamente, un’espulsione a dir poco esagerata e ancora un rigore. «Se qualsiasi decisione l’avesse presa al contrario, avrebbe arbitrato meglio» scrive qualcuno in giro sui social, dove gli hashtag “Calvarese” e “Juve Inter” sono diventati (inevitabilmente) virali.

Disastri su ogni fronte, ma c’è chi guarda solo in una direzione

«Un disastro». Non c’è dubbio su quanto accaduto in campo e al VAR in Juve Inter. Calvarese sbaglia praticament ogni decisione: i tre rigori, l’espulsione di Bentancur e il l’autogol annullato per un presunto fallo di Lukaku su Chiellini. Errori importanti da ambo i lati, ma il giorno dopo la sfida c’è un solo episodio che balza agli occhi aprendo i social e i giornali: il rigore di Juan Cuadrado.

Varriale parla di «ombra inquietante sulla Serie A», giornalisti di Espn scrivono: «Il rigore scandaloso per la Juventus contro l’Inter fa parte di quelle rapine calcistiche per una squadra che deve andare in Champions League». In Inghilterra ci ridono su e in Italia si sprecano i commenti sui social, di opinionisti, giornalisti e tifosi.

Disparità di trattamento o semplicemente capro espiatorio? Quello che succede il giorno dopo la sfida è emblematico. Calvarese e le sue decisioni puniscono entrambe le squadre. Rigori a parte, la folle espulsione di Bentancur lascia la Juve a giocarsi 3 punti fondamentali per la Champions in 10 uomini a partire dal 55′. Eppure sui social, nelle telecronache e sulle pagine di giornali, trova spazio soltanto il rigore di Juan Cuadrado.

Tre rigori, tre errori. E l’espulsione…

Sul rigore concesso per spinta di Darmian su Chiellini, arriva il primo errore del match. Il VAR non sarebbe dovuto intervenire perché non si tratta di chiaro ed evidente errore. Indipendentemente da questo, non sbaglia solo Irrati a richiamare Calvarese. Quest’ultimo giudica male l’episodio: la trattenuta è reciproca, con Chiellini che tiene Darmian e viceversa.

Anche sul rigore concesso per fallo di De Ligt su Lautaro, il regolamento dice che il VAR non sarebbe potuto intervenire. Anche qui sbagliano entrambi: De Ligt appoggia il piede e si trova sotto il tallone di Lautaro per un normale contatto di gioco che viene giudicato fallo da rigore.

L’espulsione di Rodrigo Bentancur è l’ennesimo disastro. Calvarese estrae un secondo giallo che lascia tutti perplessi, anche i giocatori avversari. Un normalissimo fallo su Lukaku viene considerato come un episodio da punire con la seconda ammonizione perché, a detta di Calvarese, il belga era diretto verso la porta. In realtà l’attaccante si trovava a 12 metri dall’area di rigore. Rosso che arriva al 55′ e che costringe la Juve a giocare altri 40 minuti in 10.

L’arbitro sbaglia anche sull’autogol di Chiellini, considerando una strattonata su Lukaku sul difensore, che non c’è. Anche sta volta lo chiama il Var e corregge il tiro ma – anche sta volta – non sarebbe potuto intervenire.

Arriviamo al rigore concesso a Juan Cuadrado. Il colombiano allarga la gamba e cerca il contatto con Perisic. Calvarese, lontano, assegna il rigore. Questa è l’unica azione in cui il VAR sarebbe potuto intervenire perché il direttore di gara non vede direttamente ciò che succede.

Il Var non è la moviola in campo. Calvarese non rovina l’Inter, ma la gara

«Il protocollo non è materia interpretativa a seconda dei sentimenti. È un regolamento che deve essere applicato da tutti. Il Var può intervenire solo in caso di chiaro ed evidente errore, non basta che ci sia un episodio non visto» conferma Marelli, ex arbitro, il giorno dopo la sfida. In Juve Inter il VAR si è trasformato nella moviola in campo, richiamando praticamente tutto nonostante le norme lo impediscano.

Il problema, dunque, non è il rigore di Cuadrado, o almeno non è l’unico. La coppia Calvarese-Irrati combina un disastro sotto tutti i punti di vista, indovinando di fatto un solo episodio: l’espulsione di Brozovic, arrivata per doppio giallo sul finale. Il giorno dopo, analizzando con calma quanto accaduto in campo, resta una sola certezza: a rimetterci non è stata l’Inter ma il calcio italiano.