Carrarese-Juventus U23 per Buffon e Bernardeschi: quel legame indissolubile con la città

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Carrarese-Juventus U23 per Buffon e Bernardeschi: quel legame indissolubile con la città per i due calciatori bianconeri

(inviato allo Stadio dei Marmi di Carrara) Carrara-Juventus U23 avrà certamente due spettatori d’eccezione questa sera. Federico Bernardeschi e Gianluigi Buffon rappresentano perfettamente l’essenza della sfida tra le due squadre: loro, nati e cresciuti a Carrara ed ora simboli della Juve.

Bernardeschi è nato nella città toscana il 16 febbraio 1994 ed è qui che ha mosso i suoi primi passi nel mondo del calcio nell’Atletico Carrara. Stessa sorte per Gianluigi Buffon, che a Carrara è nato nel 28 gennaio 1978 e dal 2012 al 2015 è stato azionista di maggioranza del club. Una lunga lettera del portiere, poi, ha posto fine alla sua esperienza con la Carrarese.

«Ho voluto attendere il termine della stagione per fare il bilancio di questa esperienza. Lascio la Carrarese. Il mio è stato un gesto d’amore non ripagato dall’ambiente. Ho maturato questa decisione nel corso di quest’anno. In questa situazione, che va avanti da tre anni, è molto difficile continuare a fare calcio a livello professionistico e la città e il suo primo cittadino sono da tempo al corrente di queste mie riflessioni. Sono deluso e amareggiato. In questo momento non credo ci siano le condizioni affinché la città si possa permettere una squadra di calcio in un campionato importante come la Lega Pro. Per due volte in cinque anni ho scelto di essere parte di due cordate imprenditoriali desiderose di risollevare le sorti della Carrarese. Il primo gruppo si è sciolto dopo due anni, lasciandomi solo. Il secondo, nonostante le promesse, non si è neanche mai concretizzato. E in entrambe le occasioni mi sono ritrovato solo e con la responsabilità di decidere se far fallire la società o garantirle un futuro, attraverso l’impegno delle società della mia famiglia. Ho sempre scelto la via dell’investimento, pur consapevole che si sarebbe trattato di una scelta d’affetto e non di business. Forse dovremmo tutti prenderci un periodo di riflessione, città, imprenditori e tifosi, per capire se realmente interessa una squadra che rappresenti la nostra realtà nel campionato di Lega Pro».

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