Caso Suarez: cosa rischia la Juve per apertura fascicolo della Procura FIGC

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Caso Suarez: cosa rischia la Juve per apertura fascicolo della Procura FIGC. Il materiale investigativo sarà mandato a Roma

Nella mattinata di ieri la Procura della FIGC guidata da Giuseppe Chinè ha aperto un fascicolo sul caso Suarez. La Gazzetta dello Sport spiega che nelle prossime ore Chinè scriverà a Raffaele Cantone (capo della Procura di Perugia) per chiedere gli atti dell’inchiesta sull’esame di italiano di Luis Suarez. L’articolo 129 del Codice di Giustizia Sportiva della Figc prevede espressamente questa possibilità “qualora il Procuratore federale ritenga che, presso l’Ufficio del Pubblico ministero, ovvero altre autorità giudiziarie dello Stato, siamo formati atti o raccolti documenti rilevanti”. A quel punto, il procuratore di Perugia avrà due possibilità: aspettare la chiusura delle indagini o inviare delle carte ritenendo superato il rischio di “inquinamento probatorio”. È probabile ci possa essere un invio immediato di una parte del materiale da Perugia a Roma.

La Procura calcistica comincerà a valutare i documenti, cosciente che ci potrebbero essere significativi aggiornamenti investigativi. Le due inchieste procederanno comunque in parallelo. A un’archiviazione penale potrebbe corrispondere anche una condanna sportiva.  Il codice Figc ha istituito dopo la tempesta di passaportopoli del 2001 un reato specifico previsto dall’articolo 32, comma 7: “Le società nonché i loro dirigenti, tesserati, soci e non soci di cui all’art. 2, comma 2, che compiano direttamente o tentino di compiere ovvero consentano che altri compiano atti volti ad ottenere attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o comunque alterati al fine di eludere le norme in materia di ingresso in Italia e di tesseramento di calciatori extracomunitari, ne sono responsabili applicandosi le sanzioni di cui ai successivi commi 8 e 9”. Sanzioni che prevedono, a seconda della gravità, un’ammenda solo per la responsabilità oggettiva, e per la diretta con penalizzazioni, retrocessione all’ultimo posto o esclusione dai campionati.

«L’elemento della telefonata fra la consulente legale e l’università non porta a individuare responsabilità nell’ottenimento della cittadinanza da parte del giocatore. Fermo il principio di non colpevolezza, si potrebbe indagare per mancata lealtà. In quel caso, però, si arriverebbe al massimo a un’ammenda», è quello che sottolinea l’avvocato Mattia Grassani, essendo la presunta implicazione legata a una fase pre-embrionale di un tesseramento.

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