Cassano bombarda: «In Serie A solo tre campioni, Dybala mi fa ridere»

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L’ex attacante, ritiratosi in estate, preannuncia un suo ritorno in Serie A. E intanto Cassano dice la sua sulla stagione corrente, sulla Juventus e su Paulo Dybala

Fantantonio e le sue sentenze non ci mancavano neanche un po’, sinceramente. A circa sei mesi dal suo ritiro dal calcio giocato, Antonio Cassano dichiara la sua volontà di tornare a vestire una maglia di Serie A. A suo dire condizione fisica, classe e peso forma sono ancora quelli di un tempo: «Sono un calciatore perché mi alleno ogni giorno, ma non ho richieste soddisfacenti. Tutti pensano che abbia smesso e che non ce la faccia più… Non è vero. Pancia non ne ho e sono 85 chili, il peso forma quando sono andato al Mondiale in Brasile“, non ha mancato di sottolineare a Il Corriere dello Sport.

Il talento di Bari Vecchia non ha nessuna intenzione di mettersi da parte, scegliendo magari un campionato esotico di livello meno probante, come hanno fatto gli amici Del Piero e Pirlo: «Parliamo di un’esperienza o di una perdita di tempo? In certi campionati si smette di giocare perché non sono competitivi e io, con il mio carattere, dopo 2 giorni verrei via. E poi in Serie A posso fare la differenza».

E, per carità, guai a fare come Totti. La scrivania non fa proprio per lui: «Ha sbagliato a smettere. Di fronte alle prime difficoltà di Dzeko, piuttosto che Schick, avrei messo dentro Francesco. Dirigente? Mi sembra triste, uno che non c’entra niente con quel ruolo ma nell’arco di poco tempo diventerà bravo».

 

Cassano si è poi dilungato in un’analisi della Serie A corrente, spendendo parole importanti per il tecnico bianconero, Massimiliano Allegri: «Vincerà ancora la Juventus. Facilmente. E’ di un altro livello e in panchina c’è uno troppo più forte degli altri. Allegri è un tipo di persona che non si vende: lui dimostra sul campo, gli altri fanno interviste organizzate. Ma chi porta a casa i punti e gli scudetti è lui».

Ma la posizione dell’ex attaccante del Real Madrid su Paulo Dybala, rimane sempre la stessa: «E’ un ottimo calciatore, ma non un campione. Lo scorso anno quando era sulla cresta dell’onda è stato paragonato a Messi e io… ridevo. Higuain, Pjanic e Buffon sono gli unici tre campioni che ci sono in Serie A». 

Ma non sono parole al miele nemmeno per Maurizio Sarri, non al livello dei grandi tecnici d’Europa: «Sarri fa giocare bene una squadra di ottimi giocatori, ma gestire i campioni e fare i risultati come fanno Allegri, Mourinho, Ancelotti, Capello e Guardiola è molto più complicato. Se mi piacerebbe essere allenato da lui? No».

E infine sul Milan e su Bonucci: «San Siro per i buoni giocatori è dura perché si c… addosso. Bonucci è diventato forte perché aveva ai suoi lati due mostri come Barzagli e Chiellini, dietro SuperGigi e davanti Pirlo. La Juve per 80’ attacca e lui a impostare è molto forte; al Milan invece deve difendere uno contro uno, con tanto campo alle spalle ed è durissima».