Causio consiglia la Juve: «Serve gente di carisma. Mancano anche una punta da 20 gol e un play di livello. Su Kolo Muani...»
Hanno Detto

Causio consiglia la Juve: «Serve gente di carisma. Mancano anche una punta da 20 gol e un play di livello. Su Kolo Muani…»

Causio in un lunga intervista ai microfoni di ‘Tuttosport’ ha parlato di Juventus soffermandosi anche sui singoli giocatori

In una lunga intervista ai microfoni di Tuttosport, Franco Causio ha parlato di Juventus: «E’ una squadra in fase di ricostruzione. Purtroppo, per via dei tanti infortuni, Spalletti non ha potuto ancora sviluppare appieno tutto il potenziale tecnico-tattico della rosa. Poi c’è stato il ribaltone societario. Tante cose, insomma. Non bisogna avere fretta, ma ponderare bene le scelte e analizzare cosa funziona e cosa no. Il tutto senza tralasciare i risultati, perché ti aiutano a crescere».

Promossa a pieni voti, invece, la nuova struttura dirigenziale: «Conosco molto bene sia Carnevali che Massara e sono certo che la Juve ora sia in buone mani. Sono ottimi professionisti e mi pare che il connubio stia funzionando, quindi non posso che augurare loro il meglio. L’importante è non sbagliare le prossime mosse, a cominciare dal mercato di gennaio».

Entrando nel dettaglio della rosa, Causio evidenzia le carenze strutturali della squadra, a partire dal reparto mediano fino al reparto avanzato: «Manca gente di carisma. In questo momento, forse, hai solo Bremer che piano piano ha ricominciato a rivelarsi decisivo. Poi mancano una punta da 20 gol stagionali e un play di livello. Un centrocampista che faccia girare la squadra. E questo al netto del rientro di Douglas Luiz che ha iniziato bene la stagione. Seguo questo ragazzo dai suoi primi anni in Premier, quando era uno dei migliori in assoluto, e mi faceva specie vederlo così in difficoltà in Italia. Spalletti gli sta dando fiducia e qualche risposta è arrivata, ma non è ancora tornato ai suoi livelli. Vorrei vederlo più coinvolto nel gioco».

Per quanto riguarda la regia, l’ex bianconero parla anche di Locatelli: «È un profilo molto sottovalutato. Luciano sta provando a fargli fare il Pizarro, davanti alla difesa, e credo che fin qui abbia fatto un ottimo lavoro. Ma ribadisco: a centrocampo manca ancora qualcosa. Sono in pochi a poter fare la differenza, anche dalla panchina. Penso agli anni in cui gli allenatori della Juve si giravano e vedevano seduti Dybala, Pogba, Marchisio… Risorse cruciali che potevano incidere a partita in corso. Oggi – e mi scuso con i diretti interessati – non abbiamo giocatori simili».

L’analisi di Causio si sposta poi su Conceicao, sottolineando la necessità di maggior concretezza negli ultimi metri: «È bravo, ma non concretizza mai. Come Zhegrova, che mi pare la sua fotocopia. Ci vuole più personalità in quelle porzioni di campo. Starà a Lucio tirargliela fuori».

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Il problema non riguarda soltanto il carattere, ma il lavoro quotidiano sul campo: «No, credo che dipenda da come si allena in settimana». Ricordando la propria esperienza personale, l’ex campione spiega l’importanza dell’allenamento individuale: «Ai miei tempi, a fine seduta mi fermavo sempre con Bettega e Anastasi. Facevo su e giù sulla fascia, dribblavo i conetti e poi provavo a servire cross il più puliti possibile ai miei compagni. Stessa cosa all’Udinese con il mio amico Zico. Quando gli altri lasciavano il campo, restavamo sempre un’oretta a provare cross, calci di rigore, punizioni. Tutti i piazzati, insomma. Sono cose che se affini nel corso della settimana, poi ti vengono naturali in partita. Consiglio a Chico di fare lo stesso. Deve imparare a servire meglio il centravanti di turno».

Un’attenzione particolare va riservata anche alle prestazioni di Kolo Muani: «Contro l’Atalanta ha fatto una buonissima partita, però è ancora troppo inconcludente. E questo anche perché gli arrivano troppo pochi palloni giusti. Va messo nelle condizioni di poter calciare in porta. Ma sono certo che Luciano metterà a punto i giusti correttivi tattici. Lui è bravissimo in questo».

Sulle prospettive di Alajbegovic, Causio osserva: «Deve crescere ancora tanto. Le qualità non gli mancano. Discorso simile per Yildiz che ha margini di miglioramento pazzeschi. Pure lui, una volta rientrato dall’infortunio, dovrà assumersi maggior responsabilità, convincersi di potersi caricare sulle spalle il peso della squadra. Non può isolarsi e pensare solo alla sua porzione di campo. Mi auguro che faccia questo salto perché è giovane».

Tra le risorse offensive capaci di cambiare l’inerzia dei match, Causio punta deciso su Nico Gonzalez: «In questo momento direi Nico, perché ha sicuramente qualcosa in più rispetto agli altri. Non solo l’esperienza, ma pure per quella cattiveria, quella garra che appartiene solo agli argentini. È il tipico giocatore a cui non devi dare compiti. Dove lo metti sta, ti garantisce dribbling e crea superiorità numerica nell’uno contro uno: è il suo punto di forza. Mi è piaciuto in tutte le posizioni in cui ha giocato: da trequartista alle spalle della punta come da esterno».

Resta però aperto il tema del gruppo storico e dell’ossatura della squadra: «Questo è un altro aspetto su cui occorrerà lavorare. Avere uno zoccolo azzurro all’interno della rosa è fondamentale. Sono quelli che formano lo spogliatoio. Non penso ai miei tempi, in cui eravamo tutti italiani, ma alle rose più recenti: Buffon, Barzagli, Chiellini, Bonucci, Marchisio, Pirlo… Leader veri».

Infine, una battuta su Vicario: «Ma, sa, forse oggi non ha più senso dire “da Juve”, perché dipende dal periodo. Non è paragonabile a Buffon, Zoff, Tacconi… Montagne invalicabili. Però parliamo comunque di un buon portiere, che seguo da quando giocava nel settore giovanile dell’Udinese». .

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