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Chiellini: «Indagini? Abituati ai titoloni. Quando c’è la Juventus di mezzo…»

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Chiellini: «Indagini? Abituati ai titoloni. Quando c’è la Juventus di mezzo…». Le dichiarazioni del capitano bianconero

Giorgio Chiellini ha parlato a Sky Sport dall’evento degli Insuperabili con Topps, affrontando anche alcuni temi dell’attualità della Juventus.

PROGETTO INSUPERABILI CON TOPPS – «Siamo cresciuti. Insuperabili è nata 10 anni fa e ora ha più di 15 sedi in Italia ed è un riferimento a livello internazionale. La partnership con Topps è importante e ne vado molto orgoglioso. Insuperabili sta crescendo e si sta facendo apprezzare. Oggi ci sono qui sei ragazzi, in Italia sono centinaia. Dare loro una gioia con queste figurine ci rende orgogliosi. Oggi è un giorno speciale per la disabilità. È bello vedere il sorriso negli occhi di tanti ragazzi».

COMBATTERE LE DISCRIMINAZIONI – «Noi abbiamo la fortuna di avere tanta visibilità, è un onore e un onere. I ragazzi ci vedono come punto di riferimento, invecchiando questo lo percepisci e diventando genitori ti entra dentro. Cerchiamo di mandare messaggi positivi, le dinamiche e le forme di discriminazione che vanno avanti nel mondo sono inaccettabili. Non devono esserci più o comunque devono essere molto limitate. Per noi deve essere un obbligo morale combattere queste dinamiche. Insieme lanciamo un messaggio molto più forte».

JUVE GIOVANE – «Partita con la Salernitana? Ero l’unico vecchio e dovevo compensare coi ragazzotti, ha detto bene Allegri. Fa parte del gioco e dei cicli. Ora sta nascendo un ciclo giovane, qualche anno fa eravamo tra i più vecchi. Questo comporta chiaramente delle difficoltà. Ma i giovani sono bravi, non cerchiamo di aiutarli e loro devono spingerci quando noi non ce la facciamo». 

INDAGINE – «Ho parlato abbastanza chiaramente dopo Salerno. Ho detto parole semplici ma credo importanti riportando il mister. Era il sentimento che provavo anche io e mi ha colpito particolarmente. Le indagini lasciano il tempo che trovano. Ci sono i titoloni ma siamo abituati: quando si parla di Juventus tutto viene amplificato per un milione. Noi dobbiamo essere responsabili,  fare un passo indietro e dare sostegno a chi non ci ha mai fatto mancare niente. Dispiace vivere certe difficoltà. ma abbiamo l’obbligo morale di sostenerci ancora di più. Possiamo uscirne rinforzati e si può creare qualcosa di ancora più bello».

FINE CARRIERA – «Ho imparato a vivere alla giornata. Ti capitano delle situazioni che possono stroncarti. Gli infortuni a questa età valgono triplo perché è difficile recuperare. Finché riesco ad avere un buon rendimento vado avanti perché mi diverto. La cosa bella sarebbe capirlo un attimo prima. Gigi può andare avanti fino a 50 anni, lo fanno ancora buttare abbastanza… (ride ndr). Quest’anno tra lui, mio fratello e Balzaretti mi fanno seguire la Serie B».