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Chiellini ricomincia da tre: Nedved, Conte, Cannavaro e il destino Juve

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Giorgio Chiellini per altri due anni alla Juventus: una storia gloriosa che comincia con Nedved e continua con lui

Lunedì è arrivata l’ufficialità del rinnovo di Giorgio Chiellini con la Juventus fno al 2023. Una formalità, come spesso si è detto, e una sorpresa con il numero tre che va avanti per altri due anni portando a 18 le primavere al servizio della Vecchia Signora. Il capitano visto ad Euro 2020 è uno dei difensori ancora più impattanti a livello europeo e, va da sè, mondiale. La sua tecnica difensiva, definita così da Bruno Fernandes, rappresenta un unicum nel calcio attuale: Chiellini è l’ultimo esemplare della specie dei difensori puri, marcatori, che si appiccicano all’attaccante e godono nel negargli un gol o una giocata. Re Giorgio lo ha ribadito più volte ma è necessario sottolineare come Chiellini abbia attraversato i decenni e sia una figura trasverale tra due concezioni di calcio profondamente diverse. E proprio qui che sta il suo segreto di longevità che ha fatto le fortune della Juventus e anche della Nazionale di Mancini, con le “Notti Magiche” di Euro 2020 e il trionfo sotto al cielo di Londra. Numero tre in Nazionale, numero tre alla Juventus, dunque l’associazione – abbastanza elementare – è quella di individuare tre momenti raffigurativi della storia di Chiellini tra l’azzurro e il bianconero, i colori della sua vita calcistica.

1. Esordio e rinnovo: c’entra sempre Pavel Nedved

15 ottobre 2005, l’inizio della storia in campo tra Giorgio Chiellini e la Juventus. Il difensore classe 1984, poco più che ventenne, si presentava allora come un lungagnone sgraziato che occupava il ruolo di terzino sinistro. Spinta e grande grinta il suo motto, come dimostrato nell’anno in prestito alla Fiorentina con tanto di gol alla Juventus. Dentro al 74′ al posto di una leggenda del club, Pavel Nedved nella gara contro il Messina allo Stadio Delle Alpi contro il Messina di Bortolo Mutti. Da allora una carriera piena di soddisfazioni e ben 535 presenze con la maglia bianconera con 36 gol e ben 24 assist. Due giorni fa è arrivato il rinnovo ufficiale con la Juventus, l’ultimo da calciatore: avanti insieme fino al 2023 per alzare nuovi trofei e magari puntare al Mondiale 2022. Ed accanto a lui, come quell’ottobre di 16 anni fa, chi c’era? Pavel Nedved, questa volta in giacca e cravatta, nelle vesti di vicepresidente della Juventus a far apporre al capitano la firma sul rinnovo.

2. Il gol contro Conte e l’esplosione con Conte. I capitani

Il 19 maggio del 2007 è una data a suo modo storica nella storia della Juventus. Stava per concludersi l’anno in Purgatorio in Serie B dopo la retrocessione con penalità per le vicende di Calciopoli. La Juventus arriva alla gara contro l’Arezzo con un solo obiettivo: vincere e chiudere una delle pagine più cupe della sua storia. L’ostacolo non è insormontabile ma ha scelto allenatori che hanno segnato un pezzo della storia recente della Serie A e della Juventus: si alternano sul pino toscano Maurizio Sarri e Antonio Conte. Quel giorno di maggio c’è l’ex capitano bianconero in panchina: gara senza storia con l’1-5 della Juventus che raggiunge la Serie A. In quell’occasione Chiellini si scopre bomber: doppietta del numero 3 bianconero contro quello che sarà il suo mentore. Dopo l’anno con Deschamps e l’evoluzione da centrale, targata Ranieri-Legrottaglie, Chiellini esplose definitivamente come eccezionale difensore con Antonio Conte in panchina, al seguito delle tribolati stagioni con Ferrara-Zaccheroni-Delneri in panchina. Da capitano passato a futuro capitano, l’evoluzione di King Kong: perfetto per la difesa a 3 e migliorato anche in costruzione. La sua posizione viene consolidata in bianconero fino ad oggi: Chiellini ha messo il compianto Scirea nel mirino, a sole 15 presenze di distanze. Irraggiungibili Del Piero (705) e Gianluigi Buffon (685). Di Buffon fanno gola gli Scudetti – 9 per Chiellini, 10 per Gigi – e anche i trofei totali con l’ex portiere a 21 e Giorgio a 19.

3. Chiellini in azzurro: da capitano abbattuto a capitano sul tetto d’Europa

«L’ho confortato; poverino era a pezzi. Ma lui non c’entra. Altrimenti invece di perdere un giocatore ne perdiamo due. Gli ho spiegato che sono cose che accadono, che deve guardare avanti. Anzi che alla prima occasione deve anche segnare un gol. E lui sa già a chi dedicarlo». Con queste parole Fabio Cannavaro, campione del mondo nel 2006 con l’Italia e capitano azzurro anche a Euro 2008, cerca di confortare Chiellini da Casa Azzurri. Uno scontro tra Chiello e Cannavaro è costato l’Europeo al capitano: lesione del legamento peroneo astragalico anteriore totale e lesione parziale del legamento peroneo calcareale, operazione e stop sostanzioso. Il giovane Chiellini (24 anni al tempo) chiamato a non cadere nella trappola di una colpa che a conti fatti non aveva, in quanto gli scontri di gioco sono tali e involontari. Chiellini rispose presente disputando un Europeo da protagonista e prendendosi il suo spazio anche in azzurro. Poi momenti gioiosi (Euro 2012 almeno fino alla finale contro la Spagna) e il dolore più grande della mancata partecipazione al Mondiale 2018, perdendo lo spareggio con la Svezia. Ma la forza di un campione sta nell’inglobare nuova energia e nuove motivazioni dalle delusioni più cocenti: Euro 2020 è stata la manifestazione di Chiellini con l’iconica immagine della “cravatta” a Saka che è simbolo del suo modo di giocare, duro nella legalità, impedendo a tutti di segnare. Dal 2008 al 2021, 13 anni per riscattare il sogno Europeo: la coppa alzata a Wembley e portata a spasso a Roma lo ha fatto entrare definitivamente nel cuore di tutti gli italiani, non solo degli juventini, con attestati di stima da ogni dove. E dunque, a 37 anni, Chiellini si prepara a vivere i due anni più intensi della sua carriera, paradossalmente, con la voglia di incidere ancora col sogno di Qatar 2022.