Chiellini e Trezeguet protagonisti di “A casa con la Juve” – VIDEO

Giorgio Chiellini e David Trezeguet protagonisti della terza puntata di “A casa con la Juve”: le interviste dei due

Terzo appuntamento con “A casa con la Juve“. Venerdì, alle ore 15:00, Giorgio Chiellini e David Trezeguet sono stati ospiti di Zambruno e Zuliani. Il capitano bianconero e l’ex attaccante, ora brand ambassador della Juve, hanno risposto alle domande dei tifosi.

CHIELLINI

ISOLAMENTO«Sto bene prima di tutto, che è la notizia più importante. Abbiamo fatto il tampone ieri e sono in attesa di notizie ma non ho sintomi. Ho deciso di rimanere al J Hotel perché ho la famiglia a Livorno da quasi due mesi. Passo la giornata come tanti, faccio qualche esercizio, leggo, ho rispolverato la playstation. Faccio videochiamate con famiglie e amici».

TREZEGUET«Di David ho un ricordo molto bello nei miei primi anni. Ero molto giovane, l’età media era abbastanza elevata e David insieme al suo gruppo di amici sudamericani mi ha fatto subito sentire a mio agio. Stavo sempre con Giannichedda. Quando uscivamo con David mi ha aiutato ad abbattere barriere che un ragazzo di 21 anni aveva in un gruppo di questi campioni. Ci siamo trovati con i suoi amici di una vita e mi sono sentito uno da Juve. L’Argentina è amante di carne e vino rosso, io son toscano e in Toscana è lo stesso. Mi sono trovato a mio agio, siamo entrati subito in sintonia».

FIGLIE«Olivia è ancora piccola, fa 9 mesi oggi. È più della mamma che del papà, io me la coccolo un po’. Con Nina trattiamo sulla quantità dei libri da leggere, per me sono 2-3 libricini. Ci sono storie di orsetti e lupetti. Le leggo prima di metterla a letto».

TREZEGUET IN ALLENAMENTO«È riuscito a farmi fare anche qualche assist quando giocavo terzino. David si metteva a fine allenamento e facevano destro e tiro, aveva quella coordinazione che non ho rivisto in nessuno. Quei poveri terzi portieri che stavano lì venivano sbeffeggiati. Si metteva lì e diceva “Prendi questa” e faceva gol. A fine allenamento provava le sue grandi caratteristiche».

GOL«Più che di testa ne ho fatti molti di più su seconde palle, come l’ultimo con il Parma a inizio stagione. Altri gesti invece si migliorano ripetendoli e su quello ho lavorato tanto anche io».

ULTIMO SOGNO«Io dormo ma sogno sempre. Non ricordo tantissime cose, spesso cerco di rimettere in piedi situazioni nella gestione del gruppo».

CHIAMATA JUVE«È stata una scena surreale. Ero in comproprietà con la Roma. Il presidente del Livorno mi sveglia e mi dice di andare a Milano e mi dice: “Ti mando ad una delle 3 massime squadre d’Italia ma devi accettare qualunque cosa”. Entro in una stanza, ad un certo punto vedo Moggi, Giraudo e Bettega. Lì ho capito che sarei andato alla Juve».

SERIE TV«Io ho guardato Criminal Minds che mi è sempre piaciuto e quindi mi piace particolarmente. Anche Sherlok, per non andare sui vecchi Lost, Prison Break. Sono serie che mi hanno appassionato negli anni».

BARZAGLI«È una roccia».

BUFFON  – «Superman».

PIRLO «È poesia».

BONUCCI«Lo sceriffo, è il nostro sceriffo là dietro».

LICHSTEINER«Lui è svizzero, sempre e comunque».

TREZEGUET «Le roi, il bomber. Sarà sempre e solo il bomber, giusto che sia così».

IN GOL CON TREZEGUET «Cagliari Juventus 2-3, un caldo pazzesco. Nel primo tempo ci hanno massacrato, io ho segnato nel recupero».

TREZEGUET

ISOLAMENTO«Io mi sono ritrovato per caso a Madrid, ho iniziato il corso di direttore sportivo. Sono qui con la famiglia e sono rimasto qui perché tutti questi problemi. Per fortuna la famiglia famiglia è qui, stiamo benissimo. Io ho anche il bimbo e devo giocare molto spesso con lui a tutto salone. Passiamo il tempo in questa maniera, positivi».

CHIELLINI «La Juve voleva ritrovare la sua idea vincente, la squadra non riusciva a dare il meglio tra il 2007 e il 2010. Con Camoranesi ci volevamo inventare qualsiasi cosa per migliorare la rosa, la squadra, l’anima di questa squadra. Volevamo creare questa maxi grigliata a Vinovo per vedere se la squadra riusciva a migliorare, a ritrovarsi tutti insieme. In quel periodo di pensava che l’unione fosse anche oltre al campo. Non ci siamo riusciti a farla a Vinovo perché gli allenatori e la società pensavano che non fosse molto professionale ma ce la siamo goduta a casa mia, ad agosto. La gente era tutta in vacanza e la squadra si ritrovava a casa mia per passare momenti più stretti, che sono serviti a poco perché non siamo riusciti a vincere niente ma abbiamo creato un’amicizia importante in un periodo in cui la Juve si stava ritrovando. Giorgio ha ricreato la linea vincente insieme ai più vecchi».

FIGLIO«Io faccio tutto il contrario di Giorgio. Il maschio diventa più cattivo, più da tv per farlo dormire. Ha due anni, piano piano cresce e capisce di più quando sono i momenti dove deve andare a riposare. Adesso ha preso questa abitudine di prendermi la mano prima di andare a dormire e andiamo insieme. È un momento magico, ne approfitto al massimo in questo momento. È una cosa unica».

BATTUTA «Giorgio ha segnato una volta in rovesciata? Ma a favore o contro? Credo sia falso!»

GOL«Io sempre al posto giusto in campo? Su questa idea dico che il lavoro e l’allenamento, per quello che mi riguarda, rimanevo davanti la porta. Ho imparato moltissimo dai giocatori che vedevo dopo l’allenamento, che si fermavano sempre dopo a lavorare sui punti deboli e forti, come Del Piero e Zidane. Piano piano sono rimasto sempre in allenamento davanti alla porta con qualche compagno e portiere e lì questa voglia e questo lavoro lo vedevo dal voler imparare sempre, conoscere i miei compagni e sapere i loro punti forti. È stata sempre questa la mia idea fin da giovane, questo mi ha ripagato alla Juve».

ULTIMO SOGNO«L’ultimo sogno? Ultimamente sogno che sto tornando a giocare. Sto diventando matto in questa quarantena. Mi ritrovo non con i miei ex compagni ma con diversi giocatori, in uno stadio pieno. Non so il motivo ma sono questi ultimamente».

CAMORANESI «Il principe».

DAVIDS «Killer».

BUFFON «Volevo dire anch’io Superman. Dico “Supereroe”».

GIOVINCO «Piccolino, fenomeno. Lo stimo moltissimo, è un personaggio unico».

CHIELLINI«Tecnica pura! È migliorato molto. È un professionista unico, lo ammiro moltissimo. L’ho visto arrivare, ho visto la sua umiltà. Oggi vedo uno dei difensori più affidabili, completi e disciplinati che hanno fatto la storia. Quando è arrivato non era nessuno, ora è diventato la storia. In allenamenti e partite Giorgio ha sempre dato il massimo, e questo parla da sé. Questo lo fanno solo i campioni».

ARRIVO ALLA JUVE«La mia storia è molto interessante e drammatica. Io firmo per la Juve insieme a Bettega due giorni prima degli Europei del 2000. Allora sicuramente per me nel mio primo ritiro non è stato molto semplice. Gli stranieri all’inizio vogliono capire l’ambiente e la storia. È stato un momento non semplice, eravamo in Valle d’Aosta insieme al pubblico non molto grato nei miei confronti. Poi piano piano mi sono ritrovato nella loro storia, sono diventato parte della storia di una società unica. Dico sempre che in difficoltà vera ero io, adesso tutto è più semplice».