Claudio Filippi: chi è l’uomo che prepara i numeri uno della Juve

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Dal Chievo al Chievo: Claudio Filippi si appresta a cominciare con nuovi obiettivi la sua nona stagione alla Juve

L’inizio di campionato per la Juve sul campo del Chievo sarà inevitabilmente speciale. Riflettori puntati su Cristiano Ronaldo, che esordirà in Serie A allo Stadio Bentegodi come fece Maradona. Ma sarà un inizio speciale anche per Claudio Filippi, preparatore dei portieri della Juventus, giunto in bianconero in punta di piedi nel 2010 dopo essersi messo in luce proprio nello staff tecnico dei clivensi. A lui, col tempo diventato il massimo riferimento della scuola juventina dei portieri, si deve l’ottima prestanza di Gigi Buffon in questi anni e la crescita di tutti gli altri estremi difensori.

Claudio Filippi: l’allenatore dei numeri uno

Metodi di allenamento innovativi, con l’ausilio della macchina “spara-palloni” e dello “scudo”, al fine di lavorare al meglio sulle traiettorie dei cross. Claudio Filippi è anche tra i principali riferimenti della scuola portieri italiana moderna, che tra qualche anno potrebbe tornare a dare grosse soddisfazioni. Buffon deve tanto al lavoro svolto con Filippi, professionista impeccabile e in pieno stile Juve, che quest’anno dovrà affrontare nuove sfide. Dovrà infatti consacrare Szczesny, che la scorsa stagione ha lavorato sodo all’ombra di Gigi per coglierne l’intera eredità; ma anche far compiere il definitivo salto di qualità a Perin, che forse ha scelto la Juve anche per non farsi scappare l’opportunità di lavorare con lui; e, non ultimo, dovrà far proseguire il percorso di crescita di Pinsoglio, che finora non ha perso l’occasione di migliorarsi sulle sue indicazioni.

Szczesny-Perin: una maglia per due

Claudio Filippi sarà dunque il primo giudice del duello tra Szczesny e Perin, che si contenderanno la maglia da titolare. Nella massima armonia e nel rispetto dei ruoli, con la consapevolezza che Szczesny è già stato indicato come primo portiere e l’ex genoano come secondo. Ma quello dei portieri, nel calcio, è quasi un mondo a parte. Al di là dei novanta minuti in campo, durante i quali si vede tutto da un’altra prospettiva, c’è da lavorare sodo in settimana, da sudare in allenamento, da non staccare la spina fuori dal campo e da allentare la pressione quando serve. Il tutto affidandosi a un preparatore che sa il fatto suo. E in questo senso, anche quest’anno, il fantastico mondo dei numeri uno bianconeri è in ottime mani sicure.

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