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Commisso tuona: «Perché Juve, Milan e Inter non hanno parlato con me?»

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Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, ha parlato nel corso di un’intervista della SUper League e della reazione della FIFA

Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso, nel corso di un’intervista ai canali ufficiali della Viola, ha parlato della Super League. Le sue parole sul comportamento delle società, ma anche della FIFA.

SUPER LEAGUE – «È molto che non parlo, tutti mi chiedono di parlare della Superlega, ma io l’ho già fatto due anni fa in America. Io sono scappato dall’America perché mi piace il calcio com’è qui, in cui tutti possono partecipare».

AMERICA – «In America i campionati sono tutti chiusi, senza promozioni e retrocessioni, ed è la cosa peggiore che si può introdurre in Europa. U nostri valori e i princìpi di meritocrazia non esistono in America, lì il concetto è non perdere soldi: questa è una buona cosa se sei un imprenditore come me, però a me non piace come è stata fatta»

ITALIA – «Io sono venuto in Italia rispettando le regole e il sistema verso il calcio italiano ed europeo. Nello spazio di due anni, vedere che le regole cambiano non va bene a me, ai tifosi e alla Fiorentina».

PROGETTO – «Di questi progetti ne ho fatti, ma non ricordo mai che i partecipanti siano arrivati al punto di ritirarsi dopo due giorni. Come mai non si sono consultati con i loro tifosi, specialmente quelli inglesi? Come mai le tre di Serie A non hanno parlato con me? Come mai non c’è stata la trasparenza tra i soci che ci deve essere? Queste tre squadre hanno ricavi di circa 600 milioni prima del covid; la Fiorentina li ha di 90, non gli bastano tutti questi soldi?».

SANZIONI – «Devo essere assicurato che una cosa così non succeda mai più, perché in campo siamo nemici, ma fuori siamo soci e le cose alle spalle non devono più succedere».

REAZIONE FIFA – «La reazione della Fifa mi ha molto sorpreso. Non capisco come la Fifa, che gestisce le cose anche nel campionato americano, in cui non ci sono retrocessioni e partecipano le squadre a numero chiuso, dica una cosa in Europa e non negli Stati Uniti. Spero che il signor Infantino ripensi a quello che ha fatto e che applichi le stesse regole a tutti».

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