Compleanno Allegri, 51 sfumature di genio e spensieratezza

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Il tecnico livornese spegne oggi 51 candeline: ne ripercorriamo una carriera luccicante vissuta con spirito leggero. Tanti auguri allo scanzonato Max Allegri: buon compleanno

È l’11 agosto 1967, a Livorno nasce un fenomeno. Non lo definisci in modo diverso uno così. Massimiliano Allegri è il volto ammiccante e beffardo del calcio moderno, quello che sorride, quasi irritato, quando sente filosofeggiare gli “scienziati del pallone” (come ama definirli lui stesso). Così semplice e allo stesso tempo sofisticato: maestro di lucida gestione, calcolata comunicazione e scanzonata umiltà. Giocatore apprezzabile, allenatore sensazionale, uomo unico. Oggi Max compie 51 anni e JuventusNews24.com sentiva la necessità di fargli degli auguri speciali ripercorrendone la storia. D’altra parte se uno così non ci fosse bisognerebbe inventarlo… oppure farlo entrare al 70′ dalla panchina.

L’Allegri calciatore: dal Cuoiopelli alla Serie A

Ruolo: centrocampista di qualità. Primi passi da calciatore mossi nel Cuoiopelli: siamo nella stagione 1984-1985 e la categoria è Interregionale. La qualità del ragazzo già si tocca con mano. Seguono tre stagioni in amaranto nella sua Livorno, dove ancora oggi è solito tornare con immenso gaudio, per riassaporarne freschezza e spensieratezza. L’11 giugno 1989 l’esordio in Serie A con la maglia del Pisa in un match contro il Milan. Ma è fuoco di paglia, al termine della stagione torna al Livorno per giocare in C2. L’esperienza al Pavia è puro intermezzo prima dell’intensa parentesi a Pescara. Qui Max Allegri cresce esponenzialmente sotto la guida di Giovanni Galeone: una figura destinata a cambiarne completamente il modo di pensare calcio. Due stagioni al top in Abruzzo: nella prima centra la Serie A, nella seconda mette a segno 12 centri nel massimo campionato. A seguire tre stagioni col Cagliari e il ritorno in Serie B al Perugia dove conquista la seconda promozione della sua carriera in A. Poi il Padova in cadetteria e infine il Napoli. Il ritorno a Pescara coincide l’inizio della parabola discendente della sua carriera che si conclude nel 2003 nell’Aglianese.

L’Allegri allenatore: l’ascesa di un fuoriclasse

Il percorso da allenatore di Massimiliano Allegri non ha nulla a che vedere con quello, se pur rispettabile, da calciatore. Si parte proprio dall’Aglianese, subito dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. Nella stagione 2003-2004 è primo allenatore in C2. A stretto giro di posta le esperienze in C1 alla guida di Spal e Grosseto. La clamorosa impresa di Sassuolo, con la conquista della promozione in Serie B, gli garantisce il premio “Panchina d’oro” come miglior tecnico della Lega Pro Prima Divisione e la lussuosa chiamata del Cagliari in Serie A. Le due stagioni in rossoblù sono un pezzo di bravura e Max, nel 2010, riceve la “Panchina d’oro” come miglior allenatore italiano della stagione 2008/2009. Ciò nonostante, qualche mese dopo, arriva l’esonero da parte del presidente Cellino. Non è un problema: il 25 giugno 2010, per volere dell’ad Adriano Galliani, Allegri diventa il nuovo tecnico del Milan. Al primo anno è subito scudetto, poi il secondo posto dietro la Juve di Conte e infine il burrascoso esonero in seguito alla debacle di Sassuolo. Nel luglio 2014, dopo le improvvise dimissioni dello stesso Conte, il tecnico livornese viene ingaggiato dalla Juventus. È l’inizio di parentesi fantastica – nonostante lo scetticismo iniziale e le enormi pressioni – costellata da quattro scudetti, quattro Coppe Italia, una Supercoppa italiana, e due finali UEFA Champions League. Roba da stropicciarsi gli occhi.

E se non è questo un fuoriclasse, non sapremmo davvero chi potrebbe esserlo…

Auguroni Max!

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