Condò: «E’ stata la Juve meno forte degli ultimi 10 anni»

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L’editoriale del giornalista Paolo Condò sulla Gazzetta, in riferimento alla Juventus e alle candidate Scudetto

Paolo Condò, nel corso del suo editoriale sulla Gazzetta dello Sport, ha parlato della Juventus ma anche degli alibi e dei problemi delle contendenti allo Scudetto.

IL COMMENTO – «Perché la sudditanza psicologica degli altri club abbia fine, ricreando la competizione che un tempo era la vera ricchezza della serie A, occorrono ulteriori aumenti di fatturato. Ma serve anche un nuovo coraggio e una nuova disponibilità a esporsi, perché questa Juve è stata la meno dominante delle nove, eppure nessuno ha avuto la forza di andarle a vedere le carte. O meglio, si ha sempre la sensazione che nelle rivali dei bianconeri la preoccupazione principale sia la divisione delle colpe – all’Inter soprattutto è una costante – anziché la compattezza operativa. Tutti sbagliano, tutti discutono. Per l’intera stagione si è sussurrato di un’impazienza di Agnelli nei confronti di Sarri e soprattutto di Paratici, l’ideologo del cambio in panchina dell’anno scorso: ma nessuna voce ufficiale è mai uscita, e al momento del dunque l’abbraccio tra i vari attori è stato visibilmente sincero. Marotta e Conte continuano ad avere un rapporto altrettanto forte, ma a volte non si direbbe. A settembre l’Inter dovrebbe bruciarsi i ponti alle spalle e dichiarare di avere lo scudetto come obiettivo. Basta con i “programmi di crescita”: i trapezisti che volteggiano senza rete sono dieci volte più concentrati di quelli che sanno di poter sbagliare».

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