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Conferenza stampa Allegri: «Vincere non è normale, ma abbiamo il dovere di farlo» – VIDEO

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Conferenza stampa Allegri: le parole del tecnico alla vigilia di Juve Sassuolo, valida per la prima giornata di Serie A 2022/23

(inviato all’Allianz Stadium)La Juve affronta il Sassuolo, nella prima giornata di Serie A. Bianconeri che vogliono partire subito con il piede giusto, davanti ai propri tifosi.

Nel giorno di vigilia, domenica 14 agosto, Massimiliano Allegri è intervenuto in conferenza stampa alle ore 13.00 per presentare l’incontro davanti ai media presso l’Allianz Stadium. Juventusnews24 ha seguito LIVE le sue parole.


Prende la parola Allegri:«Solo per un saluto e un ben trovati a tutti. Inizia la stagione e inizia il divertimento. Ora possiamo partire».

COME STA LA SQUADRA – «La squadra ha lavorato bene in questo mese, quello che conta è la partita di domani sera. La prima incuriosisce sempre, contano i tre punti contro un Sassuolo che l’anno scorso ci ha battuto in casa. Sono tecnici, bisogna fare una bella partita. È la prima, non abbiamo una condizione massimale com’è normale che sia, ma dobbiamo giocare da squadra. Giocheremo in casa, ci sarà lo stadio pieno, ci vorrà grande entusiasmo da parte nostra ma anche da parte di tutto l’ambiente. Abbiamo fuori Rabiot e Kean per squalifica, anche lì è una situazione da rivedere perché i giocatori che saltano la prima partita per l’ultima ammonizione dello scorso anno è da rivedere. Ne va dello spettacolo e del bene di tutte le squadre, indipendentemente che sia la Juventus o un’altra squadra: un conto è un cartellino rosso alla fine del campionato, un altro è la somma di ammonizioni dopo 38 partite che ti fa saltare la prima dell’anno dopo. Bisogna valutare e riflettere un po’, ma ci saranno gli organi di competenza. Questa è la mia modesta idea. Abbiamo degli indisponibili: Szczesny che è in via di recupero, Aké che ha la frattura del perone, Pogba che ha un problema meniscale e sta lavorando e speriamo di averlo prima possibile, Chiesa sta lavorando e vediamo di riaverlo a livello massimale come condizione a gennaio. Poi Arthur ha un problema alla caviglia, non è venuto con noi in America, sta lavorando e poi ci sono voci di mercato quindi al momento non è disponibile. Anche Kaio, che si è operato al tendine rotuleo. Gli altri sono disponibili. McKennie è disponibile».

STATO D’ANIMO DELLA SQUADRA – «Posso capire l’umore di questi alti e bassi. Abbiamo giocato 3 amichevoli contro squadre importanti come Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid finita male. Dovevamo andare a giocare a Tel Aviv, poi non siamo partiti, avevamo lavorato molto in settimana. Loro hanno fatto una partita più vera rispetto alla nostra. Questa bella sconfitta con l’Atletico ci ha fatto bene e ci ha fatto alzare le antenne. Ho sentito troppi trionfalismi in giro. La Juve ha il dovere di puntare a vincere come tutti gli anni, com’è stato l’anno scorso. Farlo è difficile perché ci sono squadre attrezzate. Il Milan campione d’Italia, l’Inter ha preso ottimi giocatori. La Roma si è rinforzata molto. È un campionato con 4/5/6 pretendenti e noi siamo in mezzo a quelle. Dobbiamo lavorare in silenzio, quello che conta è vincere le partite, migliorare la squadra sotto tutti i punti di vista: sotto l’aspetto del gioco, della fase difensiva. È un lavoro che stiamo facendo quotidianamente e sono contento. La società è stata molto brava a sostituire chi è partito. Ora dobbiamo pensare al campionato, abbiamo 4 partite prima della fine del mercato, di cui 3 in casa e una fuori. Domani sera ci sarà da soffrire. Dobbiamo avere grande rispetto dell’avversario, non snobbarlo: vincere è fatica, dobbiamo fare bene quando abbiamo la palla e quando non l’abbiamo. Abbiamo preso 8 gol in 3 partite. Questa è una cosa che va migliorata. La squadra è serena, tranquilla e ha entusiasmo domani sera per giocare questa partita perché incuriosisce tutti».

KOSTIC – «È un giocatore che crossa molto bene, ha un controllo di palla in uscita ottimo. È arrivato da due giorni, ha fatto avanti e indietro Torino-Francoforte. Devo ancora decidere tra lui, Cuadrado e McKennie: di questi 3 ne giocano 2. Ci sono anche i cambi, la partita è lunga. Sono contento, è un calciante e ne trarrà beneficio Vlahovic».

VLAHOVIC – «Sta bene. È rientrato dal problema avuto quest’estate, a fine dello scorso campionato, ci vuole un attimo di pazienza per riaverlo al 100% della condizione. Da quando ha ripreso con la squadra sta decisamente meglio, ha tutte le possibilità per fare una grande stagione e sicuramente la farà».

INTER E MILAN – «Mi dice che hanno 3 punti e noi ancora 0. Dobbiamo essere bravi a rimanere con loro. Inter e Milan sono avanti agli altri, la Roma mi incuriosisce. Mourinho e la società sono stati molto bravi a fare acquisti mirati, hanno fatto un ottimo lavoro. Per noi domani è un ottimo test. Rispetto agli anni precedenti cambia una cosa: nei campionati in cui non c’era la sosta, l’obiettivo era essere a marzo tra le prime 4 per giocarsi lo Scudetto e il primo obiettivo era il passaggio del turno di Champions. Quest’anno, visto che il primo campionato finisce il 13 novembre, gli obiettivi diventano due. Essere nelle prime 4 il 13 novembre, per stare a contatti, e giocarsi il campionato da gennaio in poi, e poi passare il turno di Champions. Abbiamo 21 partite, 15 di campionato e 6 di Champions, e dobbiamo fare bene. Abbiamo due settimane di lavoro e poi giocheremo ogni 3 giorni, ma è anche bello».

SI ASPETTA COLPI IN ATTACCO E A CHE PUNTO E’ LA SQUADRA – «È inutile parlare di mercato, al mercato ci pensa la società. Sono stati sostituiti i giocatori che sono andati via e noi dobbiamo pensare solo a lavorare e alla partita di domani che è molto importante. Non dobbiamo farci distrarre delle notizie di mercato, anche perché diventano deleterie. Non è alibi ma dobbiamo sfruttare le opportunità di queste prime 4 partite, iniziando da quella di domani. Il Sassuolo ha preso un giocatore importante come Pinamonti ed è sempre difficile da affrontare, gioca sempre, è pericolosa e ha giocatori tecnicamente molto validi. Dovremo fare una grande partita».

DIFESA A 3 – «Non ricordo quando ho difeso a 3 l’ultima volta… Magari in costruzione, ma difficilmente le mie squadre hanno difeso a 3. Abbiamo sempre difeso con la linea a 4: mi ricordo in una sua ultima partita, Barzagli poverino disse: ‘Mister smetto, almeno non faccio più il terzino”. Era un 3, ma nella fase difensiva era un terzino. Poi c’era Lichtsteiner che dava una mano a Cuadrado a difendere, ma non abbiamo mai difeso a 3. Di Bremer sono contento di quello che sta facendo: uno perché è un ottimo giocatore, due perché tutti i giorni viene al campo per migliorare e lo sta facendo. Direi che sono molto contento».

VERRA’ SOSTITUITO PELLEGRINI – «Abbiamo 4 terzini: De Sciglio, Alex Sandro, Danilo e Cuadrado che può giocare anche da terzino. Abbiamo anche la fortuna di avere Danilo e De Sciglio che possono giocare a destra e sinistra. Per Pellegrini è un’ottima possibilità. Lo ringrazio di quello che ha fatto l’anno scorso, 21 partite alla Juventus facendo bene. È stata una piacevole  sorpresa ma quest’anno non potevamo tenere 5 terzini, quindi ha avuto questa possibilità ed è andato».

MCKENNIE GIA’ PRONTO DALL’INIZIO – «Buttiamolo in campo poi vediamo».

DI MARIA NEL 4-4-1-1 – «Va sfruttato per le sue caratteristiche tecniche che sono nettamente superiori alla media. Dovremo essere bravi a cercarlo per metterlo in condizione di fare assist e soprattutto cucire gioco».

PRESSIONE DOPO IL MERCATO – «La società ha lavorato bene e ha sostituito chi è partito. L’anno scorso la Juve ha fatto un’ottima stagione. Perché ci chiamiamo Juventus, perché arriviamo da 9 anni di vittorie e dobbiamo vincere tutti gli anni non è così. C’è un ricambio generazionale. Poi è inutile che ripeta le stesse cose dell’anno scorso. Ognuno interpreta le cose a suo modo: se uno le vede in modo chiaro dice cose giuste, altrimenti in modo sbagliato. È molto semplice, dobbiamo avere l’umiltà di accettarlo: l’anno scorso abbiamo fatto 16 punti in meno del Milan, anzi mettiamo 10 perché dopo aver raggiunto il 4^ posto abbiamo mollato mentalmente. Dobbiamo recuperare 10 punti al Milan. Con pazienza e con lavoro ci arriveremo. L’anno scorso siamo partiti col dovere di vincere, ma ci sono state varie situazioni: abbiamo avuto una falsa partenza. Quest’anno è un altro campionato, abbiamo il dovere di puntare a vincere ma non giochiamo da soli. Ci sono squadre che han fatto meglio di noi l’anno scorso e questo deve essere uno stimolo, cercare di arrivare a raggiungere le altre. Bisogna essere pratici nella vita».

MIRETTI RESTERA’ TUTTA LA STAGIONE – «Con la società siamo pienamente d’accordo sui giovani. Non abbiamo ancora deciso chi rimane e chi no: uno/due rimarranno alla Juventus, altri faranno un altro percorso per andare a giocare. È inutile tenerli tutti qui e non farli giocare ma dipende come si evolverà il mercato, da quello che succederà in questi 20 giorni. Una cosa è certa: i giovani che abbiamo sono molto bravi. Sono contento e stanno lavorando bene. Un conto è valutare che sono bravi, un altro è scegliere il percorso giusto. Questa è la cosa giusta da fare».

JUVE PIU’ FORTE DELL’ANNO SCORSO – «Non lo so, abbiamo sostituito giocatori ottimi che sono partiti con altri giocatori ottimi che sono arrivati. E di questo sono contento».

MENO ENTUSIASMO RISPETTO AD ALTRE PIAZZE – «Bisogna avere entusiasmo ma anche la consapevolezza che bisogna fare qualcosa di importante per cercare di arrivare a vincere il campionato. Bisogna lavorare, in silenzio. Ciò che conta nel calcio è vincere le partite: dobbiamo essere bravi, belli ma poi serve vincere. Dobbiamo lavorare su questo, soprattutto sull’atteggiamento. Con l’Atletico Madrid non abbiamo vinto un contrasto, i ragazzi lo sanno. Se li perdi tutti è difficile vincere, se perdi tutti i duelli aerei è difficile vincere. Poi quando trovi squadre fisiche come l’Atletico diventa un problema giocarci contro. Stiamo lavorando su questo, sono sereno. Bisogna avere grande entusiasmo, domani ci sarà lo stadio bene, sapendo che ci sono difficoltà. Ma ci sono quest’anno, ci sono state l’anno scorso, 10 anni fa e ci saranno tra 3 anni. Vincere non è una cosa normale. Dobbiamo avere rispetto dell’avversario, togliere la presunzione, nessuno ci regala niente. Ciò che abbiamo fatto 10 anni fa rimane, quello che faremo domani siamo tutti in discussione. Tutti: allenatore, giocatori, perché ciò che conta è il rettangolo verde. Non bisogna mandare missili sulla luna, bisogna solo vincere le partite. Con entusiasmo, con voglia e praticità. Tenendo il profilo molto basso, per questo dico che ci sono troppi trionfalismi in giro e non mi piace».

COME RECUPERARE 10 PUNTI AL MILAN – «Va fatto un passetto alla volta, intanto dobbiamo cerchiamo di battere il Sassuolo poi le cose cambiano. L’anno scorso l’8/9 gennaio eravamo morti, poi abbiamo fatto un girone di ritorno straordinario fino alla partita dell’Inter, in cui avevamo tenuto una media impressionante. La nostra stagione finisce a quella partita lì. Abbiamo rincorso una partenza sbagliata. Ci vuole attenzione. Le partite sono diverse rispetto ad ottobre, perché tra un mese e mezzo saremo più in condizione. Domani ci vuole una partita giusta, da Juventus».

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