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Conferenza stampa Allegri: «C’è poco da chiacchierare, bisogna reagire» – VIDEO

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Conferenza stampa Allegri: le parole del tecnico alla vigilia di Juve Zenit, valida per la quarta giornata di Champions League

(inviato all’Allianz Stadium) – La Juve è chiamata a riscattare gli ultimi risultati negativi in campionato, blindando la qualificazione in Champions League. All’Allianz Stadium arriva lo Zenit e, in caso di vittoria, i bianconeri staccherebbero il pass per la fase ad eliminazione diretta.

Nel giorno di vigilia, lunedì 1 novembre, Massimiliano Allegri è intervenuto in conferenza stampa alle 14.30 per presentare il match davanti ai media. Juventusnews24 ha seguito LIVE le sue parole.


VINCERE – «Domani è il primo obiettivo della stagione quindi centrarlo sarebbe una bellissima cosa. Ci metterebbe nelle condizioni di lavorare più tranquilli e concentrarci più sul campionato».

INDISPONIBILI – «De Ligt e Chiesa stanno bene. Gli indisponibili sono Kean, De Sciglio e Ramsey. Domattina deciderò chi far giocare».

LOCATELLI ARTHUR – «È difficile avere una coppia fissa con così tante partite».

ARRABBIATURA PER IL RITIRO – «In questo momento tutti siamo arrabbiati e dispiaciuti perché in cinque giorni abbiamo buttato in mare quanto costruito in un mese e mezzo. Questo ci deve riflettere e su questo dobbiamo migliorare. Abbiamo preso 11 gol in 6 partite con squadre di tutto rispetto che meritatamente ci hanno battuto. ».

CAMBIARE MODULO – «Se avessi la garanzia che se passassimo a 3 vinceremmo tutte le partite, passerei anche a 7 in difesa. E’ questione di migliorare la fase della difesa, soprattutto in alcune partite perché anche a San Pietroburgo non avevamo fatto una fase difensiva buonissima, lasciando loro azioni favorevoli. Quando affrontiamo squadre di questo tipo bisogna alzare di più le antenne perché finora abbiamo pagato tanto».

PROBLEMA FISICO O MENTALE ORA – «Bisogna trovare la soluzione. Ora bisogna stare zitti: chi vince ha ragione, chi perde ha torto. È un senso di responsabilità che dobbiamo avere tutti. Spiegare perché hai vinto o perché hai perso non serve praticamente a niente. In questo momento bisogna mettere un mattoncino alla volta per cercare di costruire».

TRIDENTE CHIESA-DYBALA-MORATA – «Hanno già giocato con il Sassuolo. Le squadre si possono permettere tutto, dipende come approcci la partita. Chiesa domenica non era a disposizione, domani sì. Magari giocherà dall’inizio».

MORATA – «Il calcio è questo. Morata non sta facendo gol, da domani può segnare e iniziare a farne per mesi. Non è diventato scarso, ci sono momenti in cui ti gira bene. Dobbiamo mantenere inalterata stima e fiducia: dobbiamo pensare poco e lavorare tanto».

TORNARE ALLA JUVE – «Mi sento allenatore della Juventus. Ho accettato questa sfida per dare una mano alla società e tornare a vincere. Non è facile, perché non puoi farlo in un giorno ci vuole una costruzione. Insieme a società e giocatori stiamo lavorando per questo. Dobbiamo continuare a lavorare e fare un pezzettino alla volta».

CENTROCAMPO – «Giocare contro squadre come il Verona è semplice. Per quanto riguarda Locatelli-Arthur, potranno giocare insieme. Dipende anche da chi metterò in campo oltre a loro, ma dipende anche dal momento. L’importante è lavorare e avere una compattezza di squadra. Il mio giudizio sulla squadra non è cambiato: abbiamo un’ottima rosa».

ZENIT – «È una buona squadra con giocatori tecnici. Fa molti gol e domani sarà una partita difficile. Poche squadre dei gironi di Champions hanno la possibilità di chiudere già la qualificazione. Dipende solo da noi passare il turno».

ALZARE LA VOCE DOPO IL VERONA – «Ho una squadra intelligente che capisce che dopo questi momenti non c’è neanche bisogno di alzare la voce. Fare due sconfitte di seguito nessuno se lo aspettava: c’è poco da chiacchierare bisogna reagire».

CAMBIAMENTI DRASTICI – «Non è una questione di valori tecnici, è una questione di un approccio diverso tra quando giochiamo le grandi partite e quando giochiamo le partite normali. Visto che i campionati passano dalle partite normali, noi abbiamo sbagliato quelle».

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