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Conferenza stampa Spalletti post Torino Juve: «Senza gruzzolo della Champions dovremo essere bravi comunque a operare nel mercato. Va costruita una squadra forte per essere competitivi»

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Conferenza stampa Spalletti post Torino Juve: le sue dichiarazioni dopo il match della 38ª giornata di Serie A 2025/26

(inviato allo Stadio Olimpico Grande Torino) Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa dopo Torino Juve, sfida valida per la 38ª giornata di Serie A 2025/26.


CHE JUVE SARA’ L’ANNO PROSSIMO – «La Juve di tutti. Bisogna lavorarci tutti insieme, ora che non abbiamo a disposizione il gruzzolo della Champions dovremo essere bravi comunque a operare nel mercato. Comolli ha parlato correttamente, dovremo costruire una squadra forte per essere competitivi. Siamo un gruppo serio, sano, che ha qualità, poi altre caratteristiche e qualità un pochino mancano. Il campo non dice mai bugie, racconta sempre la verità. Poi sono fortunatissimo, quando mi sono capitate cose brutte può darsi che sia la cosa che ti ricrea una situazione nuova. Tutti ci sono passati. L’essenziale è lavorare in maniera corretta e mettere carattere dentro questa squadra. In alcuni momenti ci siamo modificati, non siamo stati bravi ad esercitare e far vedere la mia qualità. Se trovi squadre forti ma hai carattere vieni fuori lo stesso. Noi abbiamo sofferto avversari, momenti della partita. Puoi essere messo a cuccia dall’avversario ma puoi reagire, invece noi in due/tre partite ci siamo fatti governare. Il carattere è una caratteristica che va calcolata».

TERREBBE QUALCHE GIOCATORE RIENTRANTE DAI PRESTITI? – «Ma è finita la partita ora e io devo pensare…Domanda troppo difficile per le mie qualità ora. So che l’anno scorso sono venuti a giocare calciatori forti e sono andati a giocare in squadre altrettanto forti. Bisogna ricreare i presupposti per andare a lottare contro chiunque, lo dice la nostra storia».

SUO GIUDIZIO SUL PRE-PARTITA – «Il Questore di Torino, che era in spogliatoio, l’ha gestita in maniera corretta per quanto si è visto successivamente. C’era del rischio che potesse venir fuori del casino. Poi non bisogna mettere in condizione le persone di farsi del male, è assurdo che ci sia un tifoso della Juve all’ospedale con la faccia spaccata per vedere una partita. Non si può accettare, la dobbiamo smettere di venire allo stadio per far casino. Gli stadi van lasciati puliti. Poi anche la comunicazione di ieri non mi è piaciuto, vietare il bianco e nero: sono discorsi assurdi in questo momento in cui vogliamo creare un calcio migliore. Se i colori diventano un limite allora non sono questi i problemi, i problemi sono altri».

COME SI COMPRA IL CARATTERE SUL MERCATO – «Comprando giocatori con carattere. Locatelli è uno che ha carattere, si vede che lotta su tutti i palloni. McKennie è un calciatore di carattere. Le rincorse che ha fatto Kenan per venire a difendere è qualcosa che non fa parte delle sue caratteristiche. Poi quando ci siamo persi dentro una situazione è stata un qualcosa di non carattere. Ci sono cose fatte bene e non bene. Le partite si giocano dentro e fuori: fuori narrazione, contesto, dentro c’è il campo, il pallone che rimbalza e vediamo chi lo prende. Io metto nella condizione di scegliere chi voglio. Il campo racconta di che livello sei. Se vince il fuori si reagisce, se vince il dentro faccio ciò che la partita vuole».

SI CONVINCONO I GIOCATORI FORTI A VENIRE CON L’EUROPA LEAGUE? – «Essere competitivi. Quando si crea l’aspettativa è quello il modo di fare un fallito. C’è un lavoro, c’è un corpo, c’è un progetto. I giocatori forti ci sono, poi ci vuole il consenso di John Elkann per creare una squadra forte. Quando comincia il mercato ci saranno tante cose che succederanno, strada facendo. Dovremo essere bravi, e un qualcosa ce lo voglio mettere anche io altrimenti passo delle notti senza vita».

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