Juve senza vittoria fuori, ma Pirlo non piange e la gioventù fa ben sperare

morata
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La Juve di Pirlo deve crescere tanto. Ma il tecnico non si scompone, e le assenze di Cristiano Ronaldo e Dybala passano in secondo piano

L’arrivo di Andrea Pirlo sulla panchina della Juventus ha dato un incredibile equilibrio nei giudizi. Ha riaperto la scena al collettivo e rispedito gli alibi ai camerini. Così sotto i riflettori di Crotone, delle pesanti assenze di Cristiano Ronaldo e Paulo Dybala (quest’ultimo in panchina ma evidentemente non ancora in piena condizione) quasi nessuno ne parla, e certamente nessuno recrimina.

portanovaMENTALITA’. La capacità di allargare il ventaglio delle scelte coinvolge sin da subito Chiesa, in campo seppur con un solo giorno di lavoro con i nuovi compagni, e Portanova, uno che qualche settimana fa sembrava con le valigie in mano dopo la buona formazione in Under 23, salvo poi vedersi bloccare proprio dal neo allenatore bianconero che vedeva spazi anche per lui nel corso della stagione.

CERTEZZE. Morata non si fa attendere una seconda volta: si carica le maggiori responsabilità della serata e va a segno due volte (la seconda in posizione di fuorigioco per pochissimi centimetri) oltre a beccare un palo. Mentre Kulusevski, che è un classe 2000, appare già un leader capace di prendere decisioni importanti nei momenti più confusi del match. Tutto fieno in cascina che farà la differenza quando le cose di normalizzeranno.

AUTOMATISMI. Certo: è una Juventus che deve crescere tanto. Giovane e sperimentale sì, ma la sofferenza sulle ripartenze avversarie è un fattore che si ripropone ancora una volta, a Roma era costata cara. Un aspetto preoccupante, da risolvere. Come la difficoltà a tenere alto il ritmo di manovra, a tratti bassissimo e lontano dagli standard di una squadra ambiziosa a livello europeo. Ma la gioventù della rosa, come detto, in questo senso rende la visione del bicchiere comunque mezzo pieno.

PIANO GARA. L’ingenuità di Bonucci, in ritardo su Reca, concede il vantaggio al Crotone e complica sin da subito la gara. L’equilibrio ristabilito da Morata non trova continuità e al sessantesimo, forse troppo severamente, il signor Fourneau estrae il rosso diretto a Chiesa e lascia in dieci i bianconeri. Il match resta in bilico, Pirlo preferisce risparmiare anche Dybala, reduce da qualche problema intestinale durante la pausa in Nazionale e che forse, in caso di risultato acquisito, avrebbe messo qualche minuto nelle gambe.

RUOLINO. La Juve torna a casa con un punto e manca ancora l’appuntamento con la prima vittoria in trasferta in questo campionato. Che non è semplice contro nessuna squadra – lo si sapeva – e che dalla gara di Kiev, in programma martedì, comincerà ad alternarsi anche con la Champions League. Di ciò che sarà la Juve di Pirlo, della sua identità in particolare, è ancora prematuro parlarne. Un normale periodo di sperimentazione nel pre campionato, in tal senso, avrebbe giovato un po’ a tutti.

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