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Del Piero ritorna al 2006: «Quello che stava accadendo alla Juve era inspiegabile anche per noi dentro

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Del Piero in una intervista ai microfoni di Sky Sport ha ripercorso quel 2006 e si è soffermato anche su quanto accaduto in casa Juve

A distanza di venti anni dal trionfo di Berlino, il nome di Alessandro Del Piero torna a legarsi indissolubilmente ai ricordi del Mondiale 2006. L’ex capitano della Juve ha rivissuto le tappe di quella cavalcata leggendaria ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sia sulle emozioni del campo sia sul clima surreale che circondava il ritiro azzurro.

Nel ripercorrere la sua firma indelebile nella semifinale di Dortmund e il successivo trionfo,l’ex attaccante ha dipinto un quadro fatto di nostalgia e orgoglio, sottolineando quanto quell’impresa appartenga a un intero Paese: «Quel gol alla Germania ha un sapore speciale, è stato il Mondiale di tutti. Di quelli che l’hanno vissuto, sognato e voluto: c’è sempre tanta emozione. Oggi che non gioco più è molto più facile gioire per i trofei, questo in particolare. E poi c’è la chat che teniamo viva, le interviste: credo comunque nel bilanciamento, anche nelle analisi, e questo parte dalla storia che sono felice di aver scritto in questo modo epico, ma anche dall’attualità e dal riconoscere dove siamo. Vedendo questi Mondiali si capisce che certe Nazionali hanno fatto grandi passi avanti e qualificarsi oggi non è più così scontato».

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Oltre alle gioie sportive, Del Piero ha voluto fare chiarezza sulla straordinaria forza mentale del gruppo azzurro, capace di isolarsi completamente dalla tempesta mediatica e giudiziaria che in quel momento stava travolgendo il calcio italiano: «Quello che stava accadendo era inspiegabile nel mondo Juve, anche per noi dentro. Oggi sono cambiate le cose e c’è un attimo più di controllo, all’epoca però era fondamentale riuscire a rimanere concentrati. Certi momenti sei più accondiscendente, altri critico o scherzoso: lì volevamo tutto riportare su certi discorsi. Nel gruppo vivevamo benissimo, eravamo tutti concentrati e non volevamo che notizie esterne potessero ledere la serenità. Non ci nascondiamo, tutto ciò che riguarda la Juventus riguarda anche le altre di Serie A, il messaggio però era forte e chiaro, ci sarebbe stato tempo e modo. C’era grandissima tensione, quel Mondiale alcune volte era disarmante per tutto ciò che stava succedendo. Però siamo stati bravi a rimanerne isolati, quello sì».

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