Delio Rossi: «Non so cosa pensi Lotito. La salute viene prima» – ESCLUSIVA

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Delio Rossi in esclusiva su Juventus News 24. Le dichiarazioni dell’ex tecnico della Lazio sul futuro del campionato e non solo

Delio Rossi, ex allenatore di LazioPalermo e Sampdoria tra le altre, ha parlato in esclusiva su JuventusNews24. Il destino del campionato, la fretta di Lotito, il futuro di Simone Inzaghi e la Juventus di Maurizio Sarri. Questo e molto altro nella chiacchierata con il tecnico.

Rossi, quando e in che modo si tornerà a giocare a calcio?
«Nessuno ha la pietra filosofale, nessuno ha la sfera di cristallo. Anche chi dovrebbe sapere cambia idea ogni giorno, sento sempre date diverse. L’unica cosa furba che si potrebbe fare in questo momento è prendere tempo. Mancano dodici partite? Dodici partite vanno giocate, non importa quando. Poi, la cosa importante, è ricominciare nel modo in cui si era finito, terminando un torneo che è ancora in corso».

Quindi al bando i playoff?
«Assolutamente, non scherziamo. Non si possono cambiare le carte in tavola. Non puoi dire a un certo punto: “Cambiamo le regole”. Bisogna finire quello che si è iniziato, sono contrario a qualsiasi tipo di format alternativo. Se poi si vuole cambiare qualcosa, quel qualcosa è la prossima stagione».

Sarà quando sarà: la Juventus rimane favorita?
«La Juventus è sempre favorita a prescindere perché è superiore a tutte le altre. La Lazio stava vivendo un momento di entusiasmo, secondo me spingendosi anche oltre le proprie possibilità. Bisognerà capire se alla ripresa questo entusiasmo sarà rimasto tale o meno».

Lotito ha davvero tutta questa fretta di ricominciare?
«Sono sincero, sto leggendo poco di quello che viene detto e pensato. Io sono un allenatore e tendenzialmente mi importa del calcio giocato, che in questo momento non c’è. Non so cosa pensi Lotito. Quello che posso dire è che la vita delle persone si basa sulla salute, il resto viene dopo. Se non ci saranno le condizioni per ricominciare, non bisogna ricominciare. Questa è la realtà: ma vedo che ognuno tira l’acqua al suo mulino, ognuno la vede come vuole».

Per la Lazio si tratta di un’occasione irripetibile?
«Questo non so dirlo, sicuramente è un’occasione molto grande. C’erano tutti i presupposti per una stagione eccezionale. L’ultimo ad andare in Champions League fui io 12 anni fa, ora c’è la possibilità di andarsi a prendere anche qualcosa di più prestigioso. Ciò non toglie che la rosa della Juventus sia più forte».

Uno come Simone Inzaghi lo vedrebbe bene alla Juve?
«Io Simone l’ho allenato, gli voglio bene e sono di parte. Non è importante quello che penso io ma quello che pensa la Juventus. Anche io potrei essere un profilo da Real Madrid, ma non sta a me dirlo. Quello che so è che sta dimostrando qualità importanti».

Le ha anche Sarri: di quello che sta facendo lui cosa ne pensa?
«Faccio questo mestiere, chi fa questo mestiere non deve mai dimenticare che prima di tutto vengono gli obiettivi concordati con la società. Il modo in cui si centrano è un altro discorso. Non è facile vincere, nemmeno con i più forti. Poi è chiaro: da un punto di vista estetico il suo Napoli giocava meglio».

Intanto, tra i tifosi, aumenta la nostalgia per Allegri…
«Ho grande rispetto di chi paga il biglietto. Quando uno paga e non ha secondi scopi, è libero di esprimere liberamente la propria opinione. Non mi sorprende che la pensino così. Ma saranno i primi che saliranno sul carro se si vincerà qualcosa con Sarri».

Icardi è suo “figlioccio”, come lo vedrebbe in bianconero?
«Mauro ha esordito con me. È nato nel momento in cui la mia Sampdoria vinse in dieci contro undici allo Stadium, grazie a una sua doppietta. Sta facendo una carriera importante e importante potrebbe essere per la Juve. Dipenderà molto da lui. La cosa che mi lascia perplesso è che ogni anno abbia bisogno di cambiare squadra. Alla terza volta non può essere sempre colpa degli altri. Ma lui è giovane, deve dare ancora il meglio».

Dybala in questa stagione si è consacrato: vincerà mai il Pallone d’Oro?
«Dybala ha genialità. Ci sono i buoni giocatori e i fuoriclasse, lui si avvicina di più alla seconda categoria. Quello che gli manca è un po’ di continuità».

Si ringrazia Delio Rossi per la disponibilità e la cortesia mostrate in occasione di questa intervista

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