Diego Confalonieri: «Calcio e scherma, il contraccolpo alla ripresa sarà forte» – ESCLUSIVA

© foto Facebook Diego Confalonieri

Diego Confalonieri, schermidore italiano e tifoso della Juve, ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Juventus News 24

Un palmarès che non ha bisogno di tante presentazioni. Diego Confalonieri ha scritto pagine importanti della storia della scherma italiana, nella specialità della spada. Bronzo alle Olimpiadi di Pechino del 2008, argento ai Mondiali del 2007 a San Pietroburgo, quattro bronzi agli Europei del 2003, 2006, 2008 e 2009 e quattro primi posti ai Campionati italiani a completare la sua ricca bacheca. Una vocazione, unita al talento, che lo ha portato a salire sui podi più prestigiosi in giro per il mondo. Ma Confalonieri, oltre alla scherma, è un vero appassionato di calcio, con il tifo per la Juve ad avere un ruolo importante nella sua vita. Lo schermidore – in esclusiva su Juventus News 24 – ha tracciato un bilancio di quella che sarà la situazione alla ripresa, tra calcio e scherma, parlando anche della sua passione per i colori bianconeri.

Diego, qual è il primo ricordo che le viene in mente legato alla Juve? Dove nasce la sua passione per i colori bianconeri?

«Io vengo da una famiglia di milanisti, purtroppo. A 6 anni ho iniziato a praticare scherma, e il mio primo maestro mi ha regalato un poster di Platini. Da lì è nato il mio amore per la Juve e le prime discussioni con i miei genitori (ride ndr)».

Ha mai pensato o provato a diventare un calciatore?

«Nella mia testa sì, perché il calcio è il mio sport preferito. Quando posso gioco, lo guardo in televisione, sono veramente un appassionato. Mia madre, però, ha preferito lanciarmi in altri sport, visto che il calcio era per tutti. Quando ero piccolo praticavo pallavolo, nuoto e scherma, scegliendo poi quest’ultima disciplina che alla fine mi ha portato alle Olimpiadi. Il calcio, comunque, è sempre stato presente nella mia vita».

C’è un aneddoto particolare, o una fotografia speciale, che la unisce al mondo Juve?

«Mi reputo un tifoso fortunato, perché ho avuto il privilegio di conoscere il Presidente, la squadra, ho visto da vicino gli allenamenti e quando posso vado in tribuna allo stadio. Sono molto legato alla Juve, e sono vicino a questa dirigenza. Questo è molto importante, perché avvicina i campioni dello sport alla società».

Il calcio e la scherma, parti importanti della sua vita, unite dall’esposizione della sua spada allo Juventus Museum. Cos’ha significato per lei ricevere questo riconoscimento?

«Per un tifoso juventino come me, ha un significato davvero forte. È un qualcosa che mi lega alla Juventus e mi inorgoglisce, visto che tutti possono ammirare un mio cimelio esposto al museo. Questo mio attaccamento ai colori bianconeri deriva proprio da questa vicinanza alla famiglia Juventus».

Volendo legare ancor di più questi due sport, c’è qualche calciatore appassionato di questa disciplina che lei ha conosciuto?

«Di appassionati non mi viene in mente nessuno, però quando ho parlato delle mie esperienze parecchi calciatori erano curiosi, felici di potermi conoscere perché siamo sportivi. Sono mondi diversi, però la fatica che facciamo ogni giorno per raggiungere i risultati è la stessa. Quando ero più giovane ho conosciuto Del Piero: a Vinovo abbiamo scattato alcune fotografie, abbiamo parlato, e sia lui e sia Buffon erano colpiti dal mio sport. Questo penso sia importante».

La Federazione Italiana Scherma ha sospeso l’attività agonistica fino al 31 agosto, anche in conseguenza allo slittamento delle Olimpiadi di Tokyo 2020. Quali effetti porterà, a suo parere, questa situazione?

«Gli effetti, secondo me, non possiamo ancora conoscerli. La base, ossia le palestre, subirà un contraccolpo. Questo blocco creerà delle difficoltà, non solo nella scherma ma a livello mondiale. Lo slittamento delle Olimpiadi è stata una decisione corretta, perché non c’erano le condizioni per poterle svolgere così come non ci sono tuttora. Non metterei neanche la mano sul fuoco che si possano disputare nel 2021, perché devono esserci le condizioni idonee al 100%. Io reputo il mondo del calcio come lo specchietto della realtà: se non riparte questo sport, dubito lo facciano gli altri… Il contraccolpo sarà fortemente economico, e come nel calcio gli effetti più pesanti potrebbero averli i club più piccoli, potrebbe essere così anche nella scherma».

Dal 4 maggio, ripartono gli allenamenti degli sport individuali. Come immagina questa ripresa? Su cosa si concentreranno maggiormente i vari atleti?

«Ricominceremo molto lentamente, perché in Lombardia potranno ripartire soltanto gli atleti di alto livello, dunque non bambini e fasce d’età più piccole. Vedremo dal 4 al 18 maggio come andrà. Sicuramente ci concentreremo a riaprire le palestre, poi piano piano penseremo anche a tutti i bambini e a quelle attività che fanno vivere il mondo della scherma».

Il Viminale ha dato il via libera anche agli allenamenti individuali per gli sport di squadra. Anche i calciatori, dunque, possono ripartire con le proprie sedute…

«Giusto, non trovo grandi problemi in questa situazione. Le squadre professionistiche possono svolgere allenamenti individuali, quindi vedremo come si evolverà questa situazione. Vedremo anche i rientri dei vari calciatori dall’estero, porte chiuse o porte aperte. Nulla va dato per scontato in questo momento».

Riguardo alla ripresa della Serie A, in che modo vede la possibile ripartenza dell’attuale campionato dopo lo stop per l’emergenza Coronavirus? Assegnerebbe comunque, in caso di mancata conclusione, lo Scudetto a tavolino?

«Guarda, è paradossale, avrei voluto che la Juve fosse seconda in questo momento (ride ndr). Credo che si potrebbe ripartire, ma allo stesso tempo potrebbe essere una forzatura. Se non si dovesse ricominciare, però, credo che sarebbe meglio non assegnare lo Scudetto. Potrebbe essere un boomerang, visto che la Juventus purtroppo è sempre al centro di polemiche e quant’altro. Penso che nessuno vorrebbe uno Scudetto di questo tipo, anche perché se si dovesse ripartire sarebbe comunque un campionato ‘falsato’, particolare».

Serie A che è stata sospesa con la Juve in vetta alla classifica, davanti a Lazio ed Inter. Un campionato più combattuto del previsto, no?

«Partiamo dal presupposto che c’è stato il cambio di allenatore quest’anno, che ha portato novità dal punto di vista del gioco e della mentalità. Sono un acceso sostenitore di Sarri, perché credo che tutto ruoti attorno al cambio di mentalità che si è voluto dare alla squadra. Penso che la Juve si sia voluta avvicinare alle filosofie di gioco del Liverpool, del Barcellona, quindi mentalità europee. Non era facile, perché questo avvicendamento poteva portare anche a non vincere. La Lazio ha disputato un campionato al di sopra delle proprie possibilità, così come l’Inter con Antonio Conte. La Juve, però, è sempre in testa, con alti e bassi che porteranno comunque a dei miglioramenti».

Si ringrazia Diego Confalonieri per la disponibilità e la cortesia mostrate in questa intervista