Endt: «Accuse alla Juve? Non ho ragionato. Spero giochi Ronaldo»

Champions League 1995-96 Juventus FC
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Endt ha fatto chiarezza sulle parole pronunciate qualche tempo fa sulla Juventus del 1996

Ha voluto fare chiarezza David Endt, ex team manager dell’Ajax che qualche tempo fa aveva pronunciato frasi pesanti contro la Juve, accusata dall’olandese di essere arrivata alla finale di Champions del ’96 dopata. Endt ha parlato ai microfoni di TuttoMercatoWeb.

ACCUSE ALLA JUVE«Ogni volta che parli, ci sono delle interpretazioni che cambiano. Io non ho detto “la Juve era drogata”, il mio era un sentimento da tifoso che non ragiona, che reagisce a caldo e senza pensare. Intorno a quella Juventus c’era la sensazione di ‘frode’ e ridendo ho detto “sarà una motivazione in più”, ma non mi riferivo al doping. Non volevo essere cattivo, non volevo ferire la Juventus: hanno preso questa frase seriamente, hanno fatto una grande storia su questo… Non c’erano pensieri alla preparazione della Juventus, ripeto, è stato solo un fraintendimento e mi sono espresso male a riguardo: il peggio è venuto fuori dopo… È un argomento che crea confusione e ho voluto chiarire, ripeto: nessuna malizia né accusa, mi spiace».

AJAX-JUVENTUS«Il sorteggio? Da un punto di vista tecnico per l’Ajax, totale sfortuna: la dirigenza temeva la Juventus, la tifoseria pure. Volevamo evitare lei, soprattutto, forse anche le inglesi però i bianconeri hanno giocato una gara pazzesca con l’Atletico. Dopo il 73′, dopo la finale di Belgrado, non abbiamo più battuto la Juventus ad alto livello. Volevamo evitarla ma ora dobbiamo rovesciare le cose: servirà orgoglio, per affrontare una delle più grandi d’Europa. Vincere sarebbe un’impresa, perdere sì ma solo con onore. Dobbiamo ribaltare la questione: la Juventus per me era il massimo, ma lo dico da amante del calcio italiano, qui però tutti pensavano che sarebbe stato meglio evitarla».

CRISTIANO RONALDO «Amo il calcio, i campioni, sarebbe un piacere rivederlo all’Arena. È eccezionale in ogni senso, non solo tecnicamente ma soprattutto a livello mentale: ha un carattere unico, prova di essere un grande campione così. Ci sono tanti giocatori ma pochi campioni e lui lo è: in ogni gara, in ogni club, dà il massimo. Le sue qualità si intravedevano allo Sporting, poi al Manchester, ma è diventato campione a Madrid e ha portato queste qualità alla Juventus. Non è facile entrare in uno spogliatoio come quello della Juventus: tante personalità, tante grandi figure, è un esempio per tutti, anche sul campo. Segna sempre gol pesanti: i tre con l’Atletico Madrid, certamente col supporto dei compagni, lo dimostrano. Io spero giochi: so che Allegri ci sta pensando, lui vuole giocare ogni gara, ogni minuto. A me piacerebbe vederlo ancora, qui in molti pensano sia meglio che stia fuori. I quarti di finale di Champions sono fatti per i campioni».