Estadio Do Dragao, il teatro dei dragoni è un tabù

Estadio Do Dragao
© foto Estadio Do Dragao - Wikimedia Commons

Inaugurato nel 2003, è lo stadio in cui ci fu il debutto assoluto di Messi. Per le italiane l’Estadio Do Dragao di Porto è un tabù: non hanno mai vinto

Estadio do Dragao, ovvero “Il Drago”, il simbolo storico della città di Porto, in bella mostra anche nel logo societario. Da quando infatti la città, nei primi anni dell’800, venne liberata dalla dittatura furono costruite delle decorazioni a forma di Drago nella Chiesa di Lapa, per rappresentare i valori dimostrati durante la guerra: spirito combattivo, forza e invincibilità. Da allora il Drago è l’emblema di tutta Oporto. Lo stadio viene costruito dall’architetto Miguel Salgado ed inaugurato nel novembre 2003, con una capienza di 52.202 posti (è il secondo stadio più grande del Portogallo). Il tutto in sostituzione del vecchio Estadio das Antas, poi demolito nel 2004. Venne anche proposto in alternativa di intitolare la struttura al presidente attuale Pinto Da Costa, che però rifiutò.

DEBUTTO DI MESSI – La partita per inaugurare il nuovo stadio si gioca il 16 novembre 2003 fra Porto e Barcellona. Gli spalti sono pieni in ogni ordine di posto, si tratta solo di un’amichevole ed il Barcellona si impone per 2-0 al termine dei 90′. E’ però il giorno dell’esordio assoluto di Lionel Messi (appena sedicenne) con la maglia della prima squadra. L’argentino subentra a partita in corso giocando gli ultimi 16′ di gara.

EURO 2004 – Il neo-nato Estadio do Dragao naturalmente è il fiore all’occhiello degli Europei portoghesi del 2004. Qui si svolge la cerimonia inaugurale e la partita d’esordio (Portogallo-Grecia 1-2, arbitrata da Pierluigi Collina), oltre che la semifinale Grecia-Repubblica Ceca (vinta 1-0 dai greci, poi futuri campioni d’europa). E in questo stadio l’Italia compromette le proprie chances di passaggio del turno pareggiando 1-1 con la Svezia, nella partita del famoso gol di tacco di Zlatan Ibrahimovic.

PRECEDENTI – L’ultimo precedente in ordine di tempo di squadre italiane risale a quest’estate, quando la Roma di Spalletti, nell’andata dei preliminari di Champions, pareggiò 1-1, prima di essere poi eliminata al ritorno. In generale però il Do Dragao è un vero e proprio tabù perchè nessuna italiana qua ha mai vinto. L’ultimo successo in trasferta contro il Porto risale al 1995, merito della Sampdoria di Roberto Mancini, ma si giocava naturalmente ancora nel vecchio Estadio das Antas. Nel nuovo stadio invece Milan, Lazio, Inter per due volte, Napoli e Roma non sono ancora mai riuscite a vincere. La Juve per ora non ci ha ancora mai giocato.

IMBATTIBILITA’ – Il Porto ha comunque preso alla lettera il Drago come simbolo di imbattibilità. In casa infatti in questa stagione non ha mai perso e l’ultima sconfitta risale al 22 maggio del 2016, quando andò k.o ai rigori contro il Braga nella finale della “Taça de Portugal”, la coppa nazionale.

ROLLING STONES E ONE DIRECTION – L’Estadio do Dragao è famoso anche per la sua polivalenza: non solo eventi sportivi, ma anche tappa dei più importanti tour musicali mondiali. Nel 2004 ha ospitato i Deep Purple, nel 2006 i Rolling Stones, poi i Coldplay (2012), i Muse (2013) fino ad arrivare agli One Direction nell’estate 2014. In mezzo anche le finali dell Race of Champions del 2009, evento motoristico di rally.

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