Eva Schatzer: «Lo scudetto Primavera significherebbe tanto. Ecco cosa ha visto Salvai in me»
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Eva Schatzer: «Lo scudetto Primavera significherebbe tanto. Ecco cosa ha visto Salvai in me» – ESCLUSIVA VIDEO

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Eva Schatzer: «Lo scudetto Primavera significherebbe tanto. Ecco cosa ha visto Salvai in me». La centrocampista della Juventus Women in esclusiva

La più giovane giocatrice della Juventus Women ad aver firmato un contratto da professionista: è soltanto l’ultima tappa bruciata da Eva Schatzer, centrocampista classe 2005 che pensa già da campionessa. Da mesi frequenta la Prima Squadra di Montemurro, dove capisce i segreti e assorbe i consigli di tecnico e compagne. Eva si è raccontata a JuventusNews24.com riuscendo a nascondere la sua proverbiale timidezza, meno l’eccitazione per un’imminente final Four Scudetto da disputare insieme all’Under 19 bianconera, di cui è capitana. Parla tre lingue ed arrossisce quando le ricordiamo che ‘schatz‘, in tedesco, significa ‘tesoro’.

Ciao Eva, quante lingue conosci?
Io vengo dal Trentino e a casa parlo il tedesco. Ma so anche l’italiano e l’inglese. 

È lì che è iniziato il tuo sogno da giocatrice?
Quando avevo 3 o 4 anni ho iniziato a giocare a calcio a casa mia insieme ai miei due fratelli più grandi e a mio papà. Dopo qualche anno mi sono iscritta alla società del mio paese dove ho giocato insieme ai maschi. Dopo due-tre stagioni ho cambiato squadra e ho cominciato con le ragazze a Bressanone. Da lì poi è arrivato il passaggio alla Juve nel 2020 insieme a mia cugina Elisa che ora gioca con me in Prima Squadra.

Sei molto legata a tua cugina, Elisa Pfattner?
Con lei ho un rapporto molto stretto perché conviviamo ormai da cinque anni. Già prima di arrivare alla Juve giocavamo insieme in un posto a due ore da casa nostra. Eravamo in convitto tutta la settimana e poi tornavamo a casa nel weekend. Gioco con lei da quando avevo otto anni e in campo ci siamo sempre trovate bene. Ci capiamo anche senza guardarci: lei sa sempre quando correre e io le passo la palla senza neanche vederla. È una persona molto legata a me e ci troviamo bene insieme.

Ti manca mai casa?
All’inizio è stato un po’ difficile per me. Il primo anno non tornavo quasi mai per il lockdown ed era impossibile lasciare la regione. Ora invece mi sono abituata, quando è possibile torno a casa oppure vengono i miei genitori a trovarmi. Anche le ragazze in convitto mi aiutano tanto.

La prima volta che sei entrata a Vinovo… Ricordi?
È stato un momento di orgoglio, credo sia il sogno di tante ragazze in Italia e nel mondo. La Juve è la società più grande d’Italia, ci sono pochi posti disponibili. Cerco di dare il massimo giorno dopo giorno per meritarmelo. Le strutture sono bellissime: è il posto ideale per migliorarmi. 

A scuola dicono che te la cavi molto bene…
Mi piace studiare e imparare nuove cose, quest’anno ho la maturità che mi fa più paura di una partita. L’anno scorso hanno dato un premio alle ragazze che hanno avuto un buon rendimento a scuola e una buona condotta all’interno del convitto. Io sono stata premiata con Shara Grilo che quest’anno è in stanza con me.

Quanto conta la mentalità in una calciatrice?
La parte mentale è quella decisiva. Tante ragazze sono brave a giocare a calcio con i piedi e la tecnica… Ma la scossa finale è nella testa. Devi imparare a gestire le pressioni dentro e fuori dal campo.

Cecilia Salvai ha detto di te: ‘Una che avrà un grande futuro è Eva Schatzer, una centrocampista. Non si vede ma si vede’. Cosa intendeva dire secondo te?
Credo l’abbia detto per il mio modo di giocare. Io sono una centrocampista, ma non sono una giocatrice che fa giocate assurde che si vedono subito da fuori. Serve un po’ di tempo per notarmi in campo. Ma quando poi presti attenzione al mio gioco capisci che faccio cose semplici ma importanti.

Che rapporto hai con la pressione?
Cerco di non darmi troppe pressioni, anche la mia famiglia è tranquilla con me. Non mi dicono mai di fare o non fare qualcosa. Se ottengo un risultato meglio ma anche non dovessi farcela non è un problema. Anche gli allenatori che ho qui mi trasmettono tranquillità in campo. Quando la avverto cerco di ascoltare la musica, di rilassarmi e di pensare solo a giocare a calcio.

Passi dall’essere capitana dalla Primavera a una giovane aggregata alla Prima Squadra. Come gestisci questo doppio ruolo?
Sono due ruoli molto diversi. In Primavera sono un punto di riferimento per la squadra. Cerco di dare indicazioni in campo e di includere le ‘piccole’. È quello che stanno facendo con me in Prima Squadra, sono molto contenta che le ragazze mi abbiano accolta da subito. Mi trovo bene con loro e con il mister. A volte è difficile ma è un percorso che stanno affrontando anche altre ragazze della Primavera, ci aiutiamo a vicenda. La differenza più grande è la velocità di gioco e di pensiero, con le grandi non hai quei secondi in più per pensare alla giocata. Devi pensare prima di ricevere la palla ed essere sempre pronta a reagire.

Tu alla Juve sei cresciuta con coach Silvia Piccini
È un’allenatrice che mi ha trasmesso tanto in questi due anni. Io arrivavo dall’Under 17 con tante cose da migliorare, dovevo trovare il mio spazio in campo. Con lei sono sempre stata il play davanti alla difesa, ruolo in cui mi trovo bene. Mi ha dato fiducia e mi ha permesso di crescere. Ripensando alle due stagioni che ho fatto con lei sono molto contenta e vedo tanti progressi.

‘Eva è la giocatrice che è cresciuta di più in questa stagione’. Lo ha detto Montemurro qualche giorno fa: in cosa ti senti migliorata?
È un onore sentire questa frase detta da lui. Sono migliorata nel ricoprire più ruoli nel centrocampo, all’inizio ero molto più statica davanti alla difesa. Con lui ho imparato a ruotarmi e a capirmi meglio con le altre, a essere più offensiva, a cercare anche la conclusione. Lui presta grande attenzione al centrocampo.

Come stai vivendo l’avvicinamento a questa Final Four Scudetto?
Si sente l’importanza dell’evento che ci sta aspettando. Ci stiamo preparando tutte bene e siamo pronte. Questo scudetto significherebbe tanto per la società. È l’unico trofeo che la Juve femminile non ha mai vinto. Io ho giocato due finali che abbiamo perso con la Roma. Quest’anno dobbiamo farcela perché abbiamo una squadra forte. Se diamo tutto e facciamo il nostro gioco e vinceremo.

Vorresti di nuovo la Roma in un’eventuale finale?
Se succede sì, così possiamo ottenere la rivincita. Ma anche il Milan quest’anno è forte.

Quel contratto che hai firmato recentemente cosa significa per te?
Non me lo aspettavo a 18 anni, sono la giocatrice più giovane della Juve ad aver firmato un contratto da professionista. Ha un valore molto importante per me ed ha un significato di fiducia e apprezzamento da parte della società. Sono contenta che il direttore stia pensando di pianificare il futuro insieme a me.

Qual è il tuo modello tecnico come calciatrice?
Mi ispiro ad Aitana Bonmatì del Barcellona, ma anche qui alla Juve ho molti modelli da seguire. Di Pedersen guardo la posizione in campo e l’equilibrio, di Grosso e Caruso gli inserimenti offensivi; di Rosucci la personalità che ha in campo e il modo in cui trascina le compagne; Cernoia è mancina come me e cerco di prendere spunto dalle punizioni che batte a fine allenamento.

Qualcuna di loro ti ha dato qualche consiglio utile?
Pedersen una volta mi ha detto che prima di ricevere palla devo sempre stare attenta e guardarmi le spalle per vedere se arriva qualcuno dietro di me e se posso aprirmi o meno. Questa è una cosa molto utile per un centrocampista, posso far guadagnare un tempo di gioco alla squadra. È un consiglio molto utile.

Cosa significa Juventus per te?
Inclusione, famiglia. Quando entri a Vinovo senti che tutti hanno lo stesso obiettivo: vincere. Ti senti parte di qualcosa, di un gruppo, di una famiglia. È un onore essere qui e cercherò di starci il più a lungo possibile.

Fuori dal campo come sei?
Sono una ragazza molto tranquilla e abbastanza riservata, anche se mi sono aperta con gli anni. Nel tempo libero mi piace ascoltare la musica, incontrare gli amici e tornare ogni tanto a casa. Non ne ho tanto tra allenamento, scuola e autoscuola.

Sogni?
Mi piacerebbe giocare in Prima Squadra alla Juve e diventare una giocatrice di livello europeo e della Nazionale italiana. Mi piacerebbe vincere una Champions con la Juve e magari un Mondiale con l’Italia.

Si ringrazia Eva Schatzer e l’ufficio stampa della Juventus per la disponibilità mostrata in occasione di questa intervista

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