Esclusiva, Fausto Rossi: «Contro il Milan sarà dura. Qui grazie alla Juve»

fausto rossi
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Intervista in esclusiva all’ex bianconero Fausto Rossi, attuale centrocampista del Craiova: «Bonucci? Nel calcio è normale e quel gol al Barcellona… »

C’è anche un pò di Juve nella sfida al Milan con vista Play-off di Europa League. Il Craiova di Devis Mangia si gioca la permanenza in Europa dopo lo 0-1 rimediato in casa. E nel centrocampo della formazione rumena col numero 21 c’è Fausto Rossi, l’ex Juve “esiliato” in Liga fra Real Valladolid e Cordoba. Da quel gol che decise il match di campionato contro il Barcellona alla Serie B a Vercelli e Trapani per poi ripartire con una nuova avventura all’estero. Perchè «il calcio ormai è globale e non ho nessun tipo di preclusione».

Fausto, come sarà il ritorno contro il Milan?

Sarà molto difficile. Abbiamo meno del 50% di possibilità di passare il turno: loro partono forti dell’1-0 dell’andata e in più giochiamo a San Siro…Però qua a Craiova ho sensazioni positive, anche se sono arrivato da appena due settimane. Questa è una società che nel giro di due anni vuole vincere qualcosa di importante. Poi conoscevo già il mister (Devis Mangia ndr) dai tempi della nazionale under 21. Siamo un pò come una grande famiglia.

Cosa ti è rimasto della Juve?

E’ stato un periodo molto importante. Per un anno e mezzo sono stato a contatto con la prima squadra, anche se sono andato solo molto vicino ad esordire in campo. Ho però fatto panchina, tanta panchina (ride): 24 partite in tutto, tra cui in Champions. 

E poi quel gol a Valladolid contro il Barcellona…

Mi ha dato sicuramente tanta visibilità. Ma il gol è relativo. A prescindere da tutto è il risultato del tanto lavoro dietro, specialmente nel periodo alla Juve. In Liga ho disputato 55 partite fra Real Valladolid e Cordoba. Lo considero un bel risultato a livello personale. Poi sono tornato ai bianconeri, in ritiro con Conte. Ad Agosto ho deciso per motivi personali di stare vicino a casa, accettando l’offerta della Pro Vercelli in Serie B. 

Che idea ti sei fatto della questione Bonucci?

Oggi nel calcio di clamoroso non c’è nulla. Da giocatore lo capisco, nel momento in cui si concretizzano opportunità importanti a fronte di determinate situazioni che si sono venute a creare. Poi agli occhi dei tifosi, dopo sette anni e sei Scudetti vinti, appare come una forma di tradimento.

Pensi ancora alla Juve e all’Italia?

La bontà della scelta di venire a giocare qui verrà valutata alla fine. Ho scelto anni fa di andare a giocare in Spagna e non ho nessuna preclusione verso l’estero. La Juve si sta consolidando, ha avuto un grandissimo processo di crescita e tutti i successi che è riuscita a raggiungere sono frutto della programmazione e della scelte fatte in passato. 

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