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Giletti: «Che rimpianto Donnarumma! A centrocampo voglio questo ritorno» – ESCLUSIVA

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Giletti: «Che rimpianto Donnarumma! A centrocampo voglio questo ritorno, con Locatelli formerebbe una coppia importante»

Massimo Giletti, giornalista e conduttore televisivo, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di JuventusNews24. Tanti i temi toccati, tra i quali il punto sulla situazione in casa Juve con un occhio sempre rivolto al calciomercato, tra rimpianti passati e possibili affari per il futuro. Di seguito le sue parole.

In queste prime giornate di campionato abbiamo visto una Juventus molto discontinua dal punto di vista dell’atteggiamento e, conseguentemente, dei risultati. Come si spiega questa partenza a singhiozzo?

«Io credo che ci siano troppi giocatori che all’inizio avevano la sindrome di credersi Dio in terra. Pensavano che indossare la maglia della Juventus significasse avere in automatico i tre punti. Questo è uno status che invece ti devi ogni volta guadagnare con il sudore e la fatica. Penso ci sia innanzitutto un problema psicologico, poi è evidente e sotto gli occhi di tutti che a centrocampo non c’è la qualità di una volta: Allegri deve trovare delle strade alternative».

Nel corso dell’ultima sessione di mercato la Juventus ha investito nel proprio centrocampo acquistando Manuel Locatelli. Pensa possa essere un elemento su cui costruire attorno la squadra nei prossimi anni?

«Penso che con Pjanic affianco andrebbe a costituire una coppia molto importante e io ho la speranza che a gennaio qualcosa possa succedere. È importante avere in rosa un giocatore come Locatelli: è giovane, ha una buona visione di gioco e lo ha già fatto vedere in queste prime partite. Soprattutto ha la qualità per segnare, cosa che manca a tutti gli altri centrocampisti che fanno invece molta fatica. Io sono sconcertato dal rendimento di McKennie: lo scorso anno sembrava potesse funzionare, mentre all’inizio di questa stagione è stato abbastanza disastroso. C’è bisogno per la Juventus anche dei gol dei propri centrocampisti».

I bianconeri però sembrano voler continuare a rinforzare il proprio centrocampo. Tanti i nomi sul taccuino di Cherubini: dal sogno Pogba all’obiettivo Tchouaméni, passando per la suggestione Van de Beek? Come e con chi rinforzerebbe la mediana?

«La Juventus ha bisogno di cercare un cervello di centrocampo. I nomi ci sono e sono importanti, ma costano tutti milioni e milioni di euro, e bisogna tenere a mente che la Juventus non ha in questo momento la forza economica per acquistarli. La società dovrebbe dare via Ramsey: si tratta di un giocatore che secondo me è assolutamente inutile ed è il simbolo un po’ degli errori fatti negli ultimi anni. Se partisse lui si potrebbe provare a prendere Pjanic. Io ad oggi vedo molto difficile investire milioni e milioni di euro su giocatori importanti: bisogna andare a cercare i giovani e avere la speranza che questi possano essere efficaci».

La partenza negli ultimi giorni di mercato di Ronaldo può avere influenzato in qualche modo la squadra in questo avvio di stagione?

«Bisognerebbe vivere la squadra e parlare con i giocatori. Ronaldo è un fenomeno e non si discute, punto. I giocatori negli ultimi anni possono aver pensato che, avendo un fenomeno in squadra, questo bastasse per risolvere le partite. Oggi non c’è più il fenomeno e ognuno si deve sobbarcare qualche responsabilità in più. Oggi che sono orfani di un fenomeno, tutti i giocatori della Juve devono dimostrare, come ha fatto la Nazionale di Mancini ai campionati europei, che pur non avendo fenomeni si può vincere e creare un gioco di squadra. La vera scommessa è questa: provare a giocare senza Ronaldo e vedere cosa succede».

Pensa sia stato un errore per la Juve lasciarsi scappare un portiere come Donnarumma?

«Donnarumma è un errore che la Juve paga da tanto tempo. Forse non tutti lo sanno ma Donnarumma era della Juventus, credo avesse addirittura la residenza a Torino. La Juve è stata la prima a credere in Donnarumma. Il dispiacere più grande è che lo avevamo nelle nostre mani e poi non se ne fece nulla. Quindi c’è un doppio rammarico. Per me avere giocatori italiani è sempre importante, fondamentale per chi come me crede nell’Italia e pensa che solo chi è nato in Italia sappia quale sia la forza della Juventus e il DNA di questa squadra. I migliori vanno presi, sempre».

Quale pensa possa essere la stagione della Juve? Quali obiettivi sarà in grado di raggiungere Allegri?

«La Juve sta attraversando una fase di ricostruzione e tutte le fasi di ricostruzione, anche se ti chiami Juventus, necessitano di tempo. L’importante è entrare tra le prime quattro, dopodiché l’obiettivo è sempre quello di provare a vincere qualcosa. Bisogna però anche essere onesti. Abbiamo vinto tanto e dobbiamo raccontare che oggi la squadra non ha quella forza che aveva un tempo. Per cui non bisogna illudere nessuno, ma dobbiamo essere uniti con la squadra: i veri tifosi si vedono nei momenti di difficoltà, non quando si vince, altrimenti è troppo facile. Vorrei sentire allo Juventus Stadium un incitamento continuo come nei primi anni, cosa che invece si è persa nell’ultimo periodo. Non siamo a teatro, siamo in uno stadio o in un’arena, per parafrasare il titolo del mio programma. Io vorrei come giocatore sentire il calore del mio pubblico, anche se sono in difficoltà, e invece ho una percezione molto diversa. Non vedo il tifo che mi aspettavo di vedere».

Si ringrazia Massimo Giletti per la disponibilità e la cortesia dimostrata in occasione di questa intervista