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Giovanni Manna: «Juventus U23 progetto unico in Italia. Ecco il nostro obiettivo»

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Giovanni Manna, Juventus Under 23’s Manager, ha rilasciato un’intervista a Juventus TV. Queste le sue dichiarazioni

Ai microfoni di Juventus TV, Giovanni Manna ha rilasciato un’intervista. Queste le parole dello Juventus Under 23‘s Manager.

PRIMA STAGIONE IN U23 «La vivo con tanto entusiasmo e orgoglio. Sono entrato alla Juventus quasi due anni: inizialmente con l’Under 19, quest’anno con l’Under 23 che qui rappresenta qualcosa di unico in Italia. Sono veramente orgoglioso di poter far parte di questo progetto».

U23 ESORDIENTI IN PRIMA SQUADRA«L’obiettivo del club nel medio-lungo periodo è quello di portare il maggior numero di giocatori, che arrivano dalla propria filiera, in prima squadra. E’ un percorso lungo: quest’anno è eccezionale, difficile, per quelle che sono le dinamiche del Covid. Quindi alcuni ragazzi ne hanno tratto vantaggio, ma l’obiettivo del club e della Seconda Squadra è questo. Lavoriamo ogni giorno in funzione di portare il maggior numero di giocatori a realizzare il proprio sogno, ossia vestire la maglia bianconera della prima squadra».

GOL RAFIA IN COPPA ITALIA – «L’emozione che abbiamo provato in tribuna è stata di grandissima gioia, soddisfazione personale per ognuno di noi. Passare il turno di una partita importante con il gol di un ragazzo dell’Under 23, che si allenava da tempo in prima squadra, è stato il coronamento di un percorso. È stata una gioia incredibile, diciamo che l’esultanza non è stata contenuta».

STAGIONE JUVENTUS U23 – «Per me è un’annata positiva. Abbiamo attraversato molte difficoltà, siamo stati dentro queste difficoltà e ne siamo usciti più maturi. Ci sono ancora sette partite davanti a noi e abbiamo il dovere di mantenerla positiva. Rispetto al percorso di settore giovanile o altre esperienze, si vive un campionato che ha valori tecnici inferiori rispetto a quelli che possiamo avere noi, perché pensiamo di avere giocatori che, in prospettiva, possono ambire a categorie maggiori. Ci sono valori, aspetti che i ragazzi devono formare nel quotidiano».

MOMENTO DELICATO ORA – «Forse delicato no, ma più caldo sì. Andiamo verso la fine, gli obiettivi si decidono il mese di aprile. Arrivavamo da due vittorie importanti, col Novara allo scadere e poi col Grosseto. Fermarci non ci ha aiutato, ma è successo a tanti quindi non è assolutamente un’alibi. Abbiamo lavorato, anche abbastanza bene, forse abbiamo peccato di presunzione con la Pergolettese. Dobbiamo restare in campionato, restare in partita, fare fatica e ragionare che non ci è dato nulla per scontato».

ZAULI – «È un allenatore molto intelligente, entusiasta, che ha sposato il progetto con determinazione. Lavoriamo quasi da due anni insieme, stiamo facendo un percorso perché ogni giorno è una scoperta. Ci sono tante difficoltà, si cerca di affrontarle al meglio, ed è importante valorizzare i ragazzi che la Juventus ci mette a disposizione».

VIVERE LE PARTITE – «Io sono uno molto emotivo, quindi a volte di pancia penso ‘Non va tanto bene’, ‘Oggi va bene’ ma cerchiamo di rimanere più lucidi possibili».

SCEGLIERE UN MOMENTO PARTICOLARE DELLA STAGIONE – «Più che un’esultanza su un gol o a chiusura di una partita, ho nella mia testa due momenti di cui parlo ai ragazzi: uno a Carrara, dove alla ripresa eravamo un po’ in numero limitato, abbiamo fatto una vittoria importante e nello spogliatoio c’era quella felicità e quell’emozione che solo il calcio può darti. La porto dentro, è una fotografia per far capire ai ragazzi quello che bisogna essere. L’altro momento è a Grosseto: la vittoria segnata da Da Graca con assist di Miretti. E’ un tassello importante del percorso dal basso che la Juventus sta facendo. Questo deve darci fiducia nel percorso che stiamo facendo».

CARATTERISTICHE PER ARRIVARE IN U23 – «In primis noi cerchiamo di valorizzare il più possibile i ragazzi che vengono dall’Under 19, perché c’è un percorso interno e un lavoro dietro non indifferente già negli anni passati. Già lì arriva la selezione del giovane calciatore. Sicuramente la Juventus non è una società per tutti: bisogna avere dei valori importanti, l’aspetto intellettivo è importante. Scegliamo i nostri giocatori in base a tanti aspetti e ne valorizziamo il percorso».

AKE’ E DABO – «Dabo è un giocatore che la Juventus ha seguito in passato. A 17 anni giocava in Ligue 1 con mister Ranieri. Ha grande potenziale, ha avuto una piccola interruzione di percorso nonostante sia un 2001 e noi abbiamo colto l’opportunità, cercando di capire se ci possono essere i margini per avere un giocatore in prospettiva importante. Un’altra opportunità è stato Aké: un giocatore con caratteristiche tecniche importanti, rapido, veloce, che attacca la profondità. Sono due calciatori che hanno una buona prospettiva e un entusiasmo incredibile».

FELIX CORREIA – «È un giocatori di grande qualità, di prospettiva, che ha già fatto qualcosa in passato. Ha fatto un girone d’andata importante, in questo momento magari non è brillantissimo ma sicuramente ha un futuro roseo davanti. È un ragazzo un po’ taciturno, ma che in realtà vede calcio e lavora quotidianamente in modo importante».

MIX TRA GIOVANI E OVER – «Penso che quest’anno abbiamo fatto giocatori tanti giovani, spesso non avevamo Over in campo. Penso che la possibilità che ci viene data, di dare spazio ai quattro Over, è importante. Non tanto in campo, ma nel quotidiano: nel lavoro, nell’abnegazione. Prima abbiamo parlato di Felix Correia con 7 gol, così come ne ha segnati Brighenti, che ha saltato due mesi di campionato. Ha lavorato sempre, è un esempio per tutti i compagni. Queste sono le cose che i ragazzi quotidianamente devono guardare».

FANTASIA, DRIBBLING DEI GIOCATORI ESTERI – «Il calcio, soprattutto ora, va in questa direzione: è fantasia, è qualità, uno contro uno. Questi giocatori qui, che hanno queste caratteristiche sono determinanti, soprattutto in una squadra come la nostra che è piena di talenti. Un giocatore con un colpo può sparigliare le carte della partita in qualsiasi momento».

COSA SI ASPETTA DAL FINALE DI STAGIONE – «Noi non dobbiamo perdere l’entusiasmo che ci ha caratterizzato fino a questo momento. La nostra esuberanza deve essere alla base, essere spensierati senza troppe pressioni. Cercare di fare le nostre partite come sempre, anche perdendo ma non snaturandoci. La partita di sabato è bella, che vorremmo giocare tutti, alle 20.30 quindi anche con quel pizzico di grande calcio. D’altra parte troviamo una squadra costruita per vincere, che sta facendo ottimi risultati con giocatori di categorie superiori abituati a vincere. Loro faranno una partita per centrare la quarta vittoria consecutiva, noi andremo in campo come sempre per ottenere il risultato migliore».

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