Godin: «Rispettati i protocolli, anche se a volte si è trascurato qualcosa…»

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© foto www.imagephotoagency.it

Nel Cagliari Godin è risultato positivo al covid-19. Notizia che riguarda la Juve e Rodrigo Bentancur, suo compagno di Nazionale

Dopo la pausa per Nazionali, tutti i giocatori hanno fatto rientro nei propri Club. Nel Cagliari Diego Godin, difensore centrale uruguagio e capitano della Celeste, è risultato positivo al covid-19. Notizia che riguarda la Juve e Rodrigo Bentancur suo compagno di Nazionale. La Selección Uruguaya rischia una multa da parte del Ministero della Salute del paese sudamericano in quanto accusata di non aver rispettato alla lettera i protocolli anti contagio. In merito alla situazione, durante un’intervista rilasciata a Telemundo, lo stesso Godin ha cercato di fare il punto sulla questione.

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GODIN RISULTA POSITIVO AL COVID – «Sono partito dall’Uruguay che i risultati del tampone erano negativi. Anche il tampone rapido fatto in aeroporto assieme a Nandez prima di tornare in Italia era negativo. Quello che ho fatto la mattina seguente del nostro arrivo invece era positivo. Ora sto bene. Ho avuto un po’ di malessere iniziale, un po’ di mal di testa e dolori in tutto il corpo, come se avessi l’influenza, ma sto già meglio. Ho preso del paracetamolo che mi ha aiutato e ora va meglio».

COSA POTREBBE ESSERE SUCCESSO – «Durante il periodo passato in Nazionale, è come se vivessimo dentro una bolla, alla quale possiamo accedere solo se dai Club arriva la comunicazione che siamo tutti negativi. Evidentemente il virus è riuscito ad entrare lo stesso. È possibile che sia successo durante le giornate passate in Colombia. Noi abbiamo rispettato tutti i protocolli, ma come ogni essere umano, a volte qualcosa la trascuri, soprattutto quando sai di essere tutti negativi. Non mi sembra giusto che per una foto fatta tutti insieme si traggano conclusioni che non sono vere. Il virus stava già circolando quando eravamo in Colombia ma non lo sapevamo perché appunto risultavamo tutti negativi. Noi abbiamo comunque cercato di seguire tutti i protocolli e di prestare la massima attenzione in tutte le situazioni possibili. Il contagio c’è stato ma non credo sia dovuto al fatto di essere stati tutti insieme attorno al fuoco. Era solo una foto dove eravamo seduti tutti per strada attorno al focolare, a parlare. Non abbiamo nemmeno condiviso il mate. Non posso garantire che tutti i miei 25 compagni non abbiano condiviso nulla l’uno con l’altro nelle loro camere, non posso metterci la mano sul fuoco, però non credo sia stato fatto. Abbiamo solo fatto l’errore di scattare una foto senza la mascherina, ma venivamo da un momento storico, una grande partita contro la Colombia e non ci abbiamo nemmeno pensato. Ma ripeto, non credo sia questa l’origine del contagio. Per questo mi sembra ingiusto fare polemica e ipotesi sui contagi soltanto per questa foto».

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