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Gravina: «Superlega evento negativo, la UEFA ha dato grandi segnali»

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Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha parlato del tema della Superlega e del Salary Cup: ecco le sue parole

Gabriele Gravina ha parlato durante l’evento de Il Foglio sportivo “Lo Sport che verrà”.  Queste le parole del presidente FIGC.

SUPERLEGA – «Abbiamo preso spunto da un evento che ha destato grandissima preoccupazione a livello europeo, il progetto Superlega è stato un evento che ha creato fibrillazione in 48 ore di grande tensione governate molto bene dalla UEFA, riuscita a dare un segnale importante di grande partecipazione da parte di politica e tifosi. L’evento, in tutta la sua negatività, ha generato momenti di grande riflessioni in chi ha voglia di ispirarsi al senso di responsabilità. Siamo preoccupati perché quando percepisci che 12 società sono tra le 14 più indebitate nel mondo e ritengono che attraverso un progetto alternativo avviano un percorso che mira a incrementare le risorse trascurando una politica di contenimento costi, è qui che dobbiamo fare una riflessione».

SALARY CUP – «La mia proposta è quella di cominciare a mettere sotto controllo la politica dei costi. Non potendo ispirarci a un salary cap vero e proprio perché potrebbe entrare in rotta di collisione con le norme europee o che disciplinano la libera economia di mercato. L’idea di porre un limite nel non superare i costi della stagione 2020/21 per la stagione 2021/22 è un primo step, puoi superarlo se vuoi dando garanzie reali o mettendo risorse di finanza verePer quanto riguarda la norma nel 2022/23 si scende al 90% e poi 80% nella stagione successiva. Questo aiuterà a calmierare per il futuro la politica dei costi, ma c’è un altro elemento su cui faremo grande attenzione e cercheremo di portare avanti per sensibilizzare i cosiddetti mezzi di produzione. Non possiamo pensare che il costo del lavoro incida con percentuali così alte sul fatturato al netto delle plusvalenze. Dobbiamo capire che tutti devono fare sacrifici, tutti. I dirigenti devono fare maggiore attenzione a costi e ricavi. Non dobbiamo mai dimenticare che ci sono assunzioni di impegni onerosi da parte delle società sulla base di ricavi che non ci sono stati. In un momento pre-pandemia, questo va tenuto in considerazione».

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