Higuain: «Messi e Ronaldo sono l’élite del calcio. Giocare con loro…»

higuain juve
© foto www.imagephotoagency.it

Gonzalo Higuain parla del suo futuro, dei suoi compagni e non solo. Le parole dell’attaccante argentino

Intervenuto ai microfoni di Fox Sports, Gonzalo Higuain ha parlato della Juve e del suo futuro. Le parole dell’attaccante.

MESSI E RONALDO – «Non so se Messi lascerà il Barça e non so cosa stia pensando ora. È una situazione difficile e drammatica in un club dove ha vinto così tante cose. È una domanda per lui e solo lui può dare la risposta. Spero che accada il meglio per lui, ciò che lo rende felice. Giocare con Messi e CR7? Condividono il fuoco interiore di voler rimanere nell’élite del calcio per così tanto tempo. Non è facile. Negli ultimi 15 anni hanno vinto undici Palloni d’Oro e hanno dominato nell’ultimo decennio».

NAPOLI«Ora che c’è il coronavirus potrei tornarci indossando la mascherina, tanto nessuno mi riconosce. Non credo che dobbiamo parlare di perdono per un tradimento. Alla fine sono scelte che si fanno in carriera, per migliorare, per essere felici. Bisogna pensare a questo e non mi pento di quel trasferimento. Pensate a quanti giocatori sono passati dal Boca al River, dall’Inter al Milan, come Ronaldo o Pirlo, o dal Barcellona al Real Madrid. Anche mio padre. A Napoli stavo bene, ho fatto il record di gol con 36 in un solo campionato, cantavo e ballavo con loro, poi è arrivata la Juve e che dici no?».

JUVE«Adesso sto bene, riposo e penso. Il 24 torno ad allenarmi e ho ancora un anno di contratto in Italia. Devo presentarmi qui e vedere cosa succede con il nuovo allenatore. Sicuramente ci saranno dinamiche diverse».

STAGIONE PERSONALE – «Prima dello stop stavo bene, poi sono stato condizionato anche dalla situazione di mia madre. Ho passato due o tre mesi terribili e per me riuscire a rimettermi in moto e ritrovare il giusto ritmo è stato complicato».

STAGIONE DELLA SQUADRA – «Abbiamo vinto lo Scudetto e abbiamo avuto un cammino importante in Champions League. Per noi era importante vincere il nono campionato consecutivo, ma uscire contro il Lione è stata una figuraccia. Quanto successo sarà importante per il futuro».

MLS «Molti giocatori vanno alla MLS, sarebbe bello sì, ma adesso sono qui, vediamo cosa succede».

FUTURO«Non diventerò un tecnico a causa dello stress mentale e fisico che questo implica. Tutti gli allenatori arrivano con i capelli neri e tre anni dopo diventano grigi».

CALCIATORE «Voglio che la prossima generazione possa imparare e sapere cosa significa essere un calciatore, che non è giocare in piazza con i propri amici. Voglio mostrare loro quello che ho vissuto. Non lo proietto nel mio Paese perché la società non è quella giusta. Oggi i bambini sono molto consapevoli di ciò che diranno e sono influenzati da ciò che i loro genitori hanno detto loro di me. Quindi, il bambino imparerà in un modo diverso. Penso che in Europa quella crescita sia stata diversa, mi rispettano più all’estero che lì».

RIVER «Non mi manca il calcio argentino, mi piace guardarlo, ma no. Sono partito giovane e oggi l’Argentina dovrebbe aprire gli occhi perché tanti giocatori esitano a tornare, soprattutto per il futuro delle loro famiglie. Molti ora vanno negli Stati Uniti, in Cina. o l’Arabia Saudita con 25 anni. Me ne sono andato solo perché era il Real Madrid».

Condividi