IL FOCUS - Inter Juve, le differenze di valori e i leader che tradiscono: ma si è giocato davvero per vincerla?
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IL FOCUS – Inter Juve, le differenze di valori e i leader che tradiscono: ma si è giocato davvero per vincerla?

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Inter Juve, il giorno dopo si parla di differenze di valori e di flop dei leader bianconeri, ma la sensazione che traspare è un’altra

Una Juve stanca quella vista nell’ultima settimana, solamente copia sbiadita della squadra che aveva iniziato il 2024 con un filotto convincente di vittorie che l’avevano portate addirittura al primo posto solitario, approfittando anche dell’impegno dell’Inter in Supercoppa Italiana. A San Siro si è vista una formazione mai veramente in partita, che può vantare tra le occasioni create il mancato stop di Vlahovic nel primo tempo e ben poco altro, se è vero che Sommer è tornato a casa con i guantoni non sporchi da tentativi di parate. Una di quelle gare da zero errori, da giocare con la massima concentrazione, ma che alla fine dei conti si è trasformata in una recita nerazzurra, con Szczesny che ha dovuto superarsi in più di un’occasione per evitare il secondo gol, che avrebbe chiuso definitivamente i giochi ancora prima.

La strada da seguire per questa squadra è ancora bella lunga e anche i suoi leader, a parte due o tre, devono ancora maturare per poter competere su palcoscenici importanti come quello di San Siro. Ci si aspettava in particolar modo una reazione nella ripresa, dopo un primo tempo anemico e privo di occasioni, ma le risposte non sono arrivate. Un Vlahovic in serata no, solo lontano parente del treno che aveva iniziato il nuovo anno segnando gol a ripetizione. Un passo indietro anche per Yildiz, probabilmente tradito dall’emozione di giocare dal primo una gara così importante, come per molti altri giovani. Credere che questa squadra abbia giocato per vincere lo scontro diretto viene francamente difficile dopo quanto visto, ma anzi sale ancora di più la sensazione che dalle parti di Torino fossero venuti con l’intenzione in primis di non perdere, così da tenere le distanze dalla prima invariate. E invece Inzaghi scappa a +4 con una partita ancora da dover recuperare e il primo match-point per una fuga che potrebbe risultare decisiva.

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