Iuliano e il ricordo del 5 maggio: «Una goduria incredibile» – ESCLUSIVA

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Mark Iuliano ricorda, 18 anni dopo, il 5 maggio 2002. L’intervista esclusiva su JuventusNews24

Quel 5 maggio 2002, Mark Iuliano era in campo ad Udine. In una delle giornate più iconiche del calcio italiano, l’ultima di quel campionato, la Juventus trionfava a sorpresa grazie ai gol di Trezeguet e Del Piero mentre l‘Inter gettava via uno scudetto a Roma contro la Lazio. L’ex difensore bianconero ne torna a parlare in esclusiva su JuventusNews24.

5 maggio 2002: cosa significa per Marc Iuliano questa data?
«Fu una goduria incredibile, un ricordo ancora vivissimo e bellissimo. Quello era uno scudetto praticamente già dell’Inter, alla fine trionfammo noi in maniera rocambolesca ma con pieno merito. Rimango convinto che furono loro a perderlo con quella sconfitta sul campo della Lazio, una squadra che non aveva più nulla da dire. Noi a Udine facemmo il nostro su un campo difficile, ma non difficilissimo. Durante quei 90′ eravamo più concentrati sulle reazione del pubblico rispetto a quello che succedeva in campo».

Quella festa nello spogliatoio a titolo conquistato?
«Fu strano, non eravamo neanche preparati. Già era tanto che i magazzinieri avessero stampato le maglie celebrative. Ma la gioia fu incontenibile, nello spogliatoio esplodemmo letteralmente. In quel campionato non eravamo stati straripanti, ma avemmo il grande merito di non mollare mai».

Conte dopo la gara disse: «Questa è l’amarezza di due anni fa, c’è qualcuno che ci sta guardando che era a Perugia…». Per voi fu una rivincita?
«Dopo quella partita di due anni prima – giocata in condizioni assurde – logico che qualcuno potesse avere voglia di rivalsa. Avevamo buttato via uno scudetto con 9 punti di vantaggio e poi fummo costretti a giocare quella gara su un campo che era impraticabile. Prima di allora mai nessuno aveva aperto bocca, come da stile Juventus».

Oggi più che mai fa un certo effetto pensare ad Antonio Conte sulla panchina dell’Inter
«Conte è un professionista, un grande allenatore. Penso sia normale che possa allenare l’Inter. Questo non significa che non sia juventino».

E a Materazzi che oggi festeggia il Triplete del 2010 cosa dice?
«Festeggi pure, normale sia così. D’altra parte non ho mai visto nessuno festeggiare per le sconfitte».

Chissà invece se, prima o poi, si festeggerà per la ripresa de campionato
«Stanno facendo un po’ di confusione a livello politico. Si sta dicendo tutto e il contrario di tutto. La speranza di tutti è che si possa tornare a giocare, sarebbe un bene per la collettività. Siamo tutti affamati di calcio».

Da ex calciatore: sarebbe preoccupato dall’idea di tornare ad allenarsi?
«Sinceramente no. È comunque meglio in un centro sportivo super controllato che in un parco. Su quello non ci sono dubbi francamente».

De Ligt e Demiral saranno i pilastri della Juventus del futuro?
«Sono due profili molto diversi. De Ligt è stato un grande colpo. Lui è più forte che giovane, ma già si sapeva. Demiral è più una sorpresa: dopo aver fatto bene al Sassuolo, si stava prendendo anche la Juve prima dell’infortunio. Credo che possano essere entrambi due punti fermi per il futuro di un reparto che aveva bisogno di essere rinnovato».

Si ringrazia Marc Iuliano per la cortesia e la disponibilità mostrate in occasione di questa intervista