Iuliano: «Ho molti dubbi su quando potrà riprendere il campionato» – ESCLUSIVA

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Mark Iuliano, ex difensore della Juve, ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Juventus News 24. Le sue dichiarazioni

Nove stagioni trascorse alla Juve da calciatore sono valse un importante ‘mattoncino’ nella carriera di Mark Iuliano che, dal 1996 al 2005, ha difeso con esperienza e con 187 apparizioni totali i colori bianconeri. Appesi gli scarpini al chiodo, l’ex centrale ha intrapreso la carriera da allenatore: Pavia, Latina e Como le prime esperienze in panchina, prima dell’approdo in Albania al Partizani Tirana. Nel 2018, poi, la parentesi all’Udinese nel ruolo di vice allenatore di Igor Tudor. Iuliano ha rilasciato un’intervista – in esclusiva a Juventus News 24 – parlando della situazione vissuta attualmente in Italia in seguito all’emergenza Coronavirus e tracciando anche un bilancio della stagione della Vecchia Signora.

È stato ufficializzato lo slittamento dell’Europeo al 2021. È la decisione corretta secondo lei per consentire la chiusura dei vari campionati?

«È stata una decisione giustissima. L’importante in questo periodo è riprendere la vita normale anche se, per noi italiani, anche il calcio occupa un posto importante. Sarebbe bello poter terminare i campionati anche se al momento è tutto un punto interrogativo. Abbiamo a che fare con tanti decessi, tanti contagi, per cui non so se la ripresa sarà a breve termine. Viviamo alla giornata: ho dei dubbi sulle date anche della ripresa degli allenamenti…».

Cosa dovremmo aspettarci, ora, in vista del 3 aprile? Quale scenario pensa possa verificarsi in Serie A?

«Abbiamo tutti dei grandi dubbi per come si sta sviluppando la situazione. È difficile fare una previsione, anche perché bisogna vedere se ci saranno ancora giocatori positivi al Coronavirus. Speriamo tutti che si possa iniziare tra uno/due mesi, ma se verranno trovati altri casi di positività altre squadre verranno messe in quarantena per cui è un domino. C’è voglia di respirare calcio e tornare alla vita normale, ma in questo momento lo Sport è secondario rispetto a ciò che sta accadendo. Parlare di calcio è difficile, si può parlare di speranza ora».

Serie A che si è arrestata con il duello testa a testa tra Juve e Lazio, con un’Inter del suo ex compagno di squadra Conte più defilata. Sarà una lotta a tre fino alla fine?

«Penso di sì. L’Inter ha un’ottima squadra con un grandissimo allenatore anche se sta attraversando un periodo buio. La Lazio sta lottando meritatamente per lo Scudetto: è una squadra completa, che gioca benissimo con ottimi giocatori. La Juve ha una rosa incredibile, superiore alle altre. È la squadra da battere, ma se la giocherà fino alla fine con le altre due compagini».

A proposito di ex compagni, quest’anno alla Juve è tornato Gianluigi Buffon dopo la parentesi al Psg. Che importanza ha la sua figura all’interno dello spogliatoio bianconero?

«Gigi è un ragazzo splendido, intelligente, ha scritto la storia del calcio in questi anni. Averlo come compagno di squadra è fantastico: è sempre pronto ad aiutarti, a fare la differenza quando viene chiamato in causa. Nello spogliatoio è un uomo, in grado di far sentire la sua esperienza, la sua positività. Ha sempre il sorriso sulle labbra e in gruppo è fondamentale avere persone con questo carattere. La Juve ha fatto benissimo a riportarlo a casa e lui è contentissimo».

Fino a questo momento l’ha convinta la squadra di Maurizio Sarri o pensa che il potenziale della Juve non sia stato ancora espresso interamente?

«La Juve non ha il centrocampo più forte del campionato, visto che quello della Lazio è più bello da vedere. Ha una grande abbondanza della rosa però, con la difesa e l’attacco che fanno la differenza. È bello vedere Cristiano Ronaldo in bianconero: bisogna essere contenti che sia nel nostro campionato e fare una statua a chi l’ha portato in Italia. Avere un Dybala così poi… A me piace molto anche Higuain, che si fa sentire in attacco. Sarri è stato intelligente ad adattarsi ai giocatori che ha, ritrovandosi dei calciatori importanti. Ha fatto crescere in fretta De Ligt, facendo anche i conti con qualche esclusione eccellente come Emre Can e Mandzukic. La Juve non può sbagliare perché, a differenza degli altri anni, ha parecchie squadre che le stanno dietro. Penso comunque che Sarri sia un grandissimo allenatore, un insegnante di calcio che va rispettato per il suo passato e per ciò che ci ha fatto vedere in Serie A».

Tra i volti da lei conosciuti in questa stagione alla Juve c’è anche quello di Fabio Pecchia, con il quale ha condiviso lo spogliatoio nel 1997/1998. Quale ricordo conserva dell’attuale allenatore della Juventus U23?

«Fabio è un ragazzo splendido, simpaticissimo, preparato. È una persona molto positiva, che ho incontrato in Serie A da ‘avversario’ quando ero il vice allenatore dell’Udinese e lui in quella stagione allenava il Verona. Sta facendo molto bene alla Juventus U23, sono contento perché è un ragazzo che merita. La Juve ha fatto benissimo ad affidargli la panchina della Seconda squadra, dimostrando di avere una struttura societaria fantastica».