Juve-Inter, da Mourinho a Capello: le frecciate più micidiali
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Juve-Inter, da Mourinho a Capello: le frecciate più micidiali

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Juve-Inter, da Mourinho a Capello: queste le dichiarazioni più significative che hanno caratterizzato la storia del derby d’Italia

«Abbiamo vinto sul campo. Calciopoli ci ha tolto Scudetti che ha regalato ad altri». A riaprire la ferita, ancora sanguinante, sulla vicenda del 2006 è stato Fabio Capello che, al Corriere dello Sport, ha ‘rivendicato’ la revoca dei due titoli conquistati «sul campo». Continue provocazioni tra Juve ed Inter che hanno radici profondissime, intersecate nel tempo da tanti eventi che hanno acceso la rivalità tra le due squadre. Capello ma non solo: dall’allarme lanciato dall’ex procuratore federale Pecoraro sulle colonne de Il Mattino legato a Inter-Juve del 2018 ai botta e risposta tra Chiellini, Balotelli e Felipe Melo. Giorni, settimane senza calcio, sì, ma colorate da un duello infinito. Tra Juventus ed Inter, nella storia, le frecciate non sono mai mancate…

QUESTIONE DI STELLE. Ascia di ‘guerra’ che trova le sue fondamenta in epoche ben lontane, quando la Juve e le due milanesi, Inter e Milan, duellavano per la vittoria dello Scudetto. Ma l’indimenticato Gianni Agnelli sembrava avere una visione diversa del confronto e dell’ambizione tra le squadre, ponendolo su piani totalmente differenti. «La vera gara fra noi e le milanesi sarà tra chi arriverà prima: noi a mettere la terza stella, loro la seconda».

GLI AVVERSARI. Le stelle, ben presto, lasciarono spazio a ‘frecciatine’ sempre più pungenti, da una parte e dall’altra. Lo storico vicepresidente dell’Inter dal 1963 al 2001, Peppino Prisco, era solito a utilizzare termini originali per descrivere i suoi sentimenti nei confronti della Juventus, ‘rivale’ sportiva sul terreno di gioco di mille battaglie. «Sono tifoso dell’Inter e di tutte le squadre avversarie che a turno incontrano Milan e Juve», quasi ad evidenziare in maniera lampante l’odio covato per i cugini e gli avversari bianconeri.

L’USCITA ANTICIPATA. L’evento che rafforzò questo scontro infinito avvenne il 26 aprile 1998. Allo Stadio Delle Alpi andava in scena Juventus-Inter e, al minuto 70, l’arbitro Ceccarini non fischiò il rigore per il contatto in area tra Ronaldo e Iuliano. Al termine della partita, l’ex Presidente nerazzurro Moratti sentenziò così, con le sue parole riportate da Repubblica: «Sono amareggiato e arrabbiato, è la prima volta nella mia vita che lascio lo stadio prima della fine. Ma non avevo voglia di essere preso in giro fino alla fine. Non volevo credere a una cosa del genere, mi pareva che solo pensarlo sconfinasse nel ridicolo. Invece è proprio capitato. Devo dire che non immaginavo a una cosa così sfacciata».

ATTO DI FEDELTA’. Quel 26 aprile è rimasto scolpito nella storia, separando ancor di più le due squadre come l’yin e lo yang. E i passaggi dei calciatori da un club all’altro non erano visti sempre di buon occhio… L’atto di fedeltà, in questo caso, riguarda Pavel Nedved, che nel 2009 ai microfoni del quotidiano ceco iDNES.cz rivelò il suo ‘No grazie’ pronunciato all’Inter. «Mourinho sapeva che ero terribilmente attratto dalla Champions perché non l’avevo mai vinta, ma non poteva succedere. Avesse allenato qualsiasi altro club al mondo sarei andato, ma all’Inter proprio no».

POLEMICHE INTERMINABILI. A proposito di José Mourinho, l’ex allenatore dell’Inter era solito a scoccare frecciatine pungenti nei confronti della Vecchia Signora. In una conferenza stampa del 2010, alla vigilia di Inter-Sampdoria, il tecnico portoghese lanciò la sua provocazione per il rigore concesso ad Alessandro Del Piero contro il Genoa. «Non capisco, oggi tutti parliamo di quello che è successo in Bayern-Fiorentina e dovremmo fare gli struzzi su quello che succede a Torino? Solo in Italia c’è un’area di rigore di 25 metri», facendo riferimento al fatto che il fallo sul capitano bianconero sarebbe avvenuto fuori dall’area.

L’ABITUDINE A PERDERE. I derby d’Italia, come detto, non sono mai state partite tranquille… Un esempio è dato da Juve-Inter del 5 febbraio 2017, deciso da un gol di Juan Cuadrado. La lente d’ingrandimento dei nerazzurri si era posata sui contatti in area tra Lichtsteiner e D’Ambrosio, Mandzukic e Icardi, che l’arbitro Rizzoli aveva giudicato regolari. La ventata di polemiche dei giorni successivi, poi, era stata spazzata via dalle parole, all’inaugurazione della mostra per i 150 anni del quotidiano “La Stampa”, di John Elkann. «È stupefacente la capacità dell’Inter di non saper perdere, nonostante dovrebbe averne l’abitudine. Ero allo Stadium, è stata una bella partita, positiva anche da parte dei nerazzurri. Mi spiace che poi si debbano creare polemiche dopo una bella sfida che la Juve ha meritato di vincere giocando bene. La cosa importante è comprendere bene quello che succede in campo e riconoscere la sportività che la Juve ha sempre dimostrato di avere».

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