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Juve Standard Liegi: le tre cose che non hai notato

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Juve Standard Liegi: le tre cose che non hai notato del match dell’Allianz Stadium. Gli episodi sfuggiti all’attenzione dei più

Juve Standard Liegi: le tre cose che non hai notato.

1. Fagioli-mania, anche tra i più piccoli

Nicolò Fagioli ha scalato le gerarchie nella prima parte di stagione. Dopo un inizio in cui è stato poco impiegato da Allegri, ha saputo cogliere il suo momento (visti anche i tanti infortuni), risultando anche decisivo nelle 7 partite di campionato con i gol pesantissimi a Lecce e Inter. Ecco, piccolo quadro doveroso a racchiudere l’essenza di un altro gesto. Quello di alcuni piccoli tifosi, accorsi in tribuna per assistere all’amichevole odierna. Una sorta di Fagioli-mania, perché i baby sostenitori erano lì per vedere da vicino il centrocampista classe 2001, con tanto di cartellone personalizzato: «Mi puoi firmare la maglia?». Che dire, Nicolò ha saputo ritagliare un posto importante nel cuore dei tifosi della Juventus, in pochissimo tempo.

2. Nuovo cerchio in campo, ma questa volta è diverso

Il primo tempo è finito da diversi minuti, in campo ci sono solo i giocatori delle due panchine a riscaldarsi in attesa di subentrare nella ripresa. Qui una fotografia emblematica: le “riserve” della Juventus, formate perlopiù da giovani oggi allo Stadium, si sono riunite in cerchio poco prima che scattasse il loro momento. Qualche parola d’incitamento, la giusta carica, un modo per scaricare la tensione per poi indossare la casacca e scendere sul terreno di gioco. Un cerchio che la Juve ha più volte proposto nell’arco della sua stagione, soprattutto prima e dopo la partita: questo pomeriggio in una vesta nuova, per momento di svolgimento e interpreti.

3. Pinsoglio, altro gesto da leader

La Juventus ha finito la sua partita con ben otto giovani in campo: Huijsen (2005), Barbieri (2002), Barrenechea (2001), Fagioli (2001), Sersanti (2002), Iling (2003), Compagnon (2001) e Soulé (2003). Ad ognuno di loro, dopo il fischio finale, Carlo Pinsoglio ha rivolto le sue attenzioni. Un abbraccio, una pacca sulla spalla: tutti modi per complimentarsi per il positivo secondo tempo e la prestazione di personalità per trovare l’1-1. Uno per uno, nessuno escluso: altro gesto da leader puro per il terzo portiere bianconero.

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