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Juve, ultimo sforzo Champions

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E davanti si infiamma la sfida per il titolo

Dopo la sconfitta contro l’Inter gli uomini di Allegri cercano il riscatto a Cagliari. Per le tre big in lotta per lo scudetto gare ricche di insidie

C’è voglia di ripartire dopo la sconfitta nel derby d’Italia e l’obiettivo numero uno è quello di blindare l’ultimo posto utile per la qualificazione alla Champions League del prossimo anno: con questo stato d’animo la Juventus si prepara alla sfida esterna che la vedrà impegnata a Cagliari, dove i bianconeri si presenteranno reduci dalla sfortunata gara dello Stadium contro l’Inter. La partita, insieme a tutte le altre sfide di Serie A e di tutti gli altri campionati, sarà come sempre possibile seguirla live con tutti gli aggiornamenti in tempo reale su Diretta.

Cagliari-Juventus

Contro l’Inter non è certo andata come sperato: i sette punti dalla vetta davano ancora alla Juventus qualche chance di poter rientrare nella lotta per il titolo, ambizione legittima non fosse altro per la serie di risultati utili dai quali venivano i bianconeri in campionato, ben sedici. Allungare questa striscia con un successo avrebbe significato mettere pressione alle tre squadre davanti in classifica, a maggior ragione dopo lo scialbo pareggio del Milan contro il Bologna, e potersela magari giocare, come recita il motto, “fino alla fine”. Niente di tutto questo: il VAR e un avversario molto determinato come è stata l’Inter di domenica sera si sono frapposti tra la Juventus e i suoi sogni di rimonta, ma ora c’è da difendere con i denti l’ultimo posto disponibile per giocare la prossima Champions League. Alle spalle, pronte ad approfittare di qualsiasi eventuale passo falso dei bianconeri, ci sono Roma e Atalanta. I giallorossi inseguono a cinque punti, e il prossimo wee-kend ospitano all’Olimpico la Salernitana ormai quasi retrocessa, mentre l’Atalanta dista otto punti, ma ha ancora da recuperare la gara con il Torino, e domenica se la vedrà a casa del Sassuolo. Prima di guardare in casa altrui la Juventus deve però pensare alla trasferta di Cagliari, dove troverà una squadra in crisi – ben quattro le sconfitte consecutive per gli uomini di Mazzarri – e reduce dal pesante 5 a 1 subìto alla Dacia Arena di Udine, che lascia i rossoblu invischiati nel pieno della lotta per la salvezza. In Sardegna il recente bilancio della Juventus è più che positivo: nelle ultime dieci gare giocate aldilà del Tirreno sono arrivate ben nove vittorie, e l’unica sconfitta, nel luglio 2020, è giunta a campionato oramai deciso. Se poi consideriamo anche il recente andamento della Juventus nelle gare in trasferta, possiamo dire che si può guardare alla sfida di Cagliari con una certa fiducia: gli uomini di Allegri non perdono fuori casa dalla gara di Verona del 30 ottobre scorso, alla quale sono seguite sette vittorie e tre pareggi. In sostanza, le uniche sconfitte fuori casa degli ultimi cinque mesi sono state quella in Champions League contro il Chelsea e ai supplementari contro l’Inter nella gara secca di SuperCoppa Italiana, giocata a San Siro. 

Nella lotta per il quarto posto, in virtù dell’attuale situazione di classifica, la Juventus è decisamente favorita, ma con sette giornate ancora da disputare è bene non cullarsi sugli allori e provare a dimenticare subito la partita contro l’Inter. C’è un obiettivo da conquistare, a quell’obiettivo si chiama un posto in Champions League. 

E se la Juventus deve concentrarsi verso l’obiettivo Champions, là davanti Milan, Napoli e Inter continuano a dare vita a una lotta per il titolo che ormai da anni non si vedeva così combattuta. Un punto separa i rossoneri in vetta dal Napoli secondo in classifica, mentre i nerazzurri distano quattro punti dai cugini ma con una partita da recuperare. Sulla carta domenica avranno tutte e tre degli incontri tutt’altro che impossibili, ma in Serie A le insidie sono dietro l’angolo. Andiamo a vedere quali potranno essere, partendo dalla capolista, il Milan di Pioli.

Torino-Milan

Nel posticipo di lunedì sera il Milan è uscito dalla gara interna contro il Bologna con l’amaro in bocca: Ibrahimovic e compagni non sono andati oltre lo 0 a 0 contro una formazione che si è presentata a Milano in modo molto determinato. Nonostante le numerose azioni create – ben 33 tiri totali contro i soli 8 degli avversari – i rossoneri sono andati a sbattere contro una squadra ben disposta in campo e vogliosa di dedicare un buon risultato a mister Mihalovic, di nuovo alle prese con l’importante problema di salute che lo aveva colpito mesi orsono. Non è la prima volta che il Milan appare incapace di risolvere partite sulla carta meno complicate di altre, e la sensazione è che al termine del campionato i punti persi contro formazioni di media e bassa classifica potranno pesare non poco sul bilancio finale. Pensiamo ai pareggi contro la Salernitana e l’Udinese, o alla clamorosa sconfitta casalinga contro lo Spezia: punti lasciati per strada che incidono non poco sul campionato dei rossoneri. E adesso toccherà stare attenti al Torino, tornato al successo lo scorso week-end grazie allo 0 a 1 di Salerno dopo una lunga striscia di partite senza vittorie, ben otto, nelle quali ha ottenuto appena quattro punti. Non un grande momento per i granata, specie in casa, dove dopo un ottimo periodo vissuto tra la fine di ottobre e l’inizio di gennaio, con ben sei successi su otto sfide casalinghe, da un po’ di tempo non riescono più a esprimersi al meglio tra le mura amiche: due pareggi e due sconfitte nelle ultime quattro apparizioni all’Olimpico. Al contrario, il Milan in trasferta è una macchina da guerra: ben undici vittorie su quattrodici incontro disputati lontano da San Siro, con l’unica sconfitta rimediata nella roccambolesca gara di Firenze del 20 gennaio scorso. Le statistiche, che vanno ad aggiungersi alle forze in campo, sono quindi nettamente dalla parte del Milan, ma è lecito aspettarsi di tutto. 

Napoli-Fiorentina

Sulla carta, del terzetto in lotta per il titolo, il Napoli ha la sfida più complicata. La gara contro una Fiorentina ancora in lotta per un posto in Europa non va presa sottogamba. I viola in classifica hanno 50 punti, uno in meno dell’Atalanta e due in meno rispetto alla Lazio, che occupa il sesto posto, quello utile per qualificarsi alla Conference League. Biraghi e compagni vengono da una striscia di quattro risultati utili consecutivi, con due pareggi e due vittorie, e negli ultimi sette turni hanno perso solamente una volta (a Sassuolo). Gli uomini di Vincenzo Italiano sembrano quindi non aver subìto alcun contraccolpo dalla partenza di Dusan Vlahovic, ma hanno invece trovato nella compattezza della squadra e nella attenzione difensiva – soli due gol concessi nelle ultime quattro partite – le chiavi per disputare un buon finale di campionato. Il Napoli dovrà quindi prestare la massima attenzione. Gli uomini di Spalletti si presentano alla sfida del Maradona reduci dal netto successo per 1 a 3 in casa dell’Atalanta, dove Lorenzo Insigne, autore di una rete e di un assist, ha dimostrato ancora una volta di voler lasciare il segno prima della sua partenza verso il Canada. Per i partenopei si è trattata della quarta vittoria nelle ultime cinque uscite, in mezzo c’è stata solamente l’importante sconfitta subìta in casa dal Milan, del cui peso si discuterà forse ampiamente al termine del campionato, a seconda di come andrà a finire. Considerando invece il 2022 il Napoli viene da un bilancio di otto vittorie, tre pareggi e una sconfitta. Può preoccupare un po’ la tenuta difensiva, visto che il Napoli prende gol da nove partita di fila, comprese anche le gare di Europa League. L’ultimo clean-sheet degli azzurri risale al successo per 2 a 0 sul Venezia del 6 febbraio. Il Napoli dovrà quindi cercare il successo nella gara pomeridiana contro i viola, e attendere in serata la sfida del Milan a Torino, sperando che i granata mettano i bastoni tra le ruote ai piani-scudetto dei rossoneri. 

Verona-Inter

E l’Inter? Non resterà certo a guardare, pronta ad approfittare di ogni passo falso delle due squadre che la precedono in classifica e cosciente del fatto che alla fine di aprile dovrà recuperare il match contro il Bologna: in vista di quell’incontro, che a quel punto potrà anche essere decisivo per le sorti del campionato, sarà fondamentale non farsi ulteriormente staccare da Napoli e Milan in modo da poter sperare fino alla fine nello scudetto-bis. Prima però occorre concentrarsi sulla gara interna contro il Verona, che arriva a San Siro reduce dalla faticosa ma meritata vittoria sul Genoa per 1 a 0. I gialloblu stazionano ormai stabilmente a metà classifica, forti dei loro 45 punti finora conquistati prevalentemente in casa (29), mentre lontano dal Bentegodi faticano un po’: tre pareggi a una sconfitta nelle ultime quattro uscite lontano dalla mura amiche. L’Inter in casa negli ultimi tempi ha rallentato un po’ la sua corsa: se fino a gennaio aveva vinto sempre tranne in due occasioni – con Atalanta e Juventus – dall’inizio di febbraio a oggi ha raccolto a San Siro una sola vittoria in campionato, contro la Salernitana, un pari con la Fiorentina e ben due sconfitte, contro Milan e Sassuolo. Se a queste aggiungiamo anche lo 0 a 2 subito dal Liverpool in Champions League è facile capire come San Siro non sia più un talismano. Un netto calo che ha portato la formazione guidata da Simone Inzaghi a perdere punti importanti nei confronti di Milan e Napoli. I precedenti tra le due formazioni comunque sono tutti dalla parte dei nerazzurri: il Verona non batte l’Inter da ben trent’anni, l’ultimo successo dei gialloblu risale al lontano 9 febbraio del 1992. Se consideriamo invece solo gli incontri giocati a Milano il Verona è riuscito a strappare appena un punto nelle ultime sei sfide. 

Ad aprire le danze della sfida per lo scudetto sarà proprio l’Inter, impegnato nell’anticipo di sabato alle 18.00. Napoli e Milan andranno invece in scena domenica: i partenopei al pomeriggio e il Milan in serata. La Juventus cercherà invece tre punti decisivi nella corsa alla Champions a Cagliari nella serata di sabato. Un turno di campionato tutto da gustare. 

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