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Kostic Juve, Sickenberger (BILD): «Sogna da sempre l’Italia» – ESCLUSIVA

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Ulrika Sickenberger, giornalista della Bild ed esperta di Eintracht Francoforte, ha parlato in esclusiva di Kostic, obiettivo della Juve

La Juve ha posato gli occhi su Filip Kostic, esterno serbo classe ’92 fresco vincitore dell’Europa League con l’Eintracht Francoforte. Un nome valutato dalla società e da Allegri per duttilità (può ricoprire più posizioni), esperienza e costi (è ad un anno dalla scadenza del contratto). In esclusiva a Juventusnews24, la giornalista della Bild ed esperta di Eintracht, Ulrika Sickenberger, ha inquadrato la situazione relativa a Kostic.

Qual è la situazione attuale tra Kostic e l’Eintracht Francoforte?

«Kostic ha ancora un anno di contratto, fino alla prossima estate. Dopo la finale di Europa League, l’allenatore Glasner gli ha parlato a lungo, anche del suo futuro. Il tecnico dopo ha dichiarato: “Sono sicuro che questa non è stata la sua ultima partita con l’Eintracht”. In primo luogo bisogna dire che lui si sente molto a suo agio qui, è amato dai tifosi e sa quello che deve al club. Bisogna però sottolineare anche che l’Italia è sempre stata il suo sogno. Ma ora può giocare anche in Champions League con l’Eintracht».

La possibilità che lasci la Germania quest’estate è reale, dunque?

«Certamente, è possibile che possa partire. È sempre una questione di domanda e offerta: se la proposta è ritenuta corretta (dai 15 milioni di euro in su), l’Eintracht potrebbe sedersi al tavolo e discuterne».

Ci sono già squadre interessate a lui?

«È sempre stato accostato a diverse squadre: Milan, Inter, Roma, Lazio in Italia, e all’estero anche a Tottenham e Valencia».

La Juventus è una destinazione possibile?

«Assolutamente, perché no. È un grande nome, una grande squadra, con tanti titoli. Anche se ultimamente non molto di successo…».

Che tipo di giocatore è Kostic? Le sue qualità, il suo modo di giocare, ma anche dove secondo lei può e deve ancora migliorare…

«Kostic gioca come ala sinistra ed è una vera macchina. Corre su e giù per 90 minuti, non si stanca mai. Fornisce tanti cross eccezionali ma ha bisogno di un buon attaccante in grado di convertirli in gol. Si è completato alla grande con Silva, Jovic e Haller: con Borré, invece, è migliorato sempre di più verso la fine».

Che stagione è stata, questa, per lui?

«In campionato non ha rispettato i suoi standard, anche se è il capocannoniere dell’Eintracht. In Europa League, tuttavia, è stato decisivo: la sua migliore partita di questa stagione è arrivata nel 3-2 a Barcellona. Ma purtroppo non è stato votato giocatore della stagione da parte dell’Uefa…».

C’è un’immagine, un episodio o una curiosità che ti viene in mente su di lui? Qualcosa che descriva la sua personalità ad esempio…

«Filip è una persona che si tiene sempre molto in disparte, è piuttosto introverso e non rilascia quasi mai interviste. Forse l’unica cosa che mi viene in mente è che gli piace molto bere l’espresso, una passione che gli ha tramandato Kevin Trapp. Ecco perché ha comprato anche la sua stessa macchina da caffè espresso».