LAVAGNA TATTICA – Anche contro la Dinamo Kiev, la Juve di Pirlo ha tanti problemi senza palla

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© foto www.imagephotoagency.it

Soprattutto nel primo tempo, la Juve di Pirlo ha avuto tante difficoltà senza palla. La Dinamo Kiev ha spesso bucato il pressing

Soliti problemi nel pressing

Come abbiamo scritto oggi, la Juve contro la Dinamo Kiev ha fatto vedere cose interessanti sulle corsie esterne. Chiesa ed Alex Sandro hanno disputato un’ottima prestazione, con i bianconeri che sono riusciti ad isolarli più volte sul lato debole. Inoltre, erano entrambi molto bravi ad attaccare l’area quando partiva il cross dall’altro lato. Così è arrivato il gol di Chiesa, proprio da un traversone di Alex Sandro.

La Juve ha però mostrato, soprattutto nella seconda metà del primo tempo, i soliti evidenti problemi senza palla di cui avevamo scritto contro il Benevento. C’è un’evidente difficoltà nel restare intensi con continuità: dopo un buon approccio, la Juve è nettamente calata, con reparti lunghi e una squadra troppo slegata. Ancora una volta, c’è stata tanta difficoltà nel condurre un pressing organico, con scarsa aggressività e troppa distanza tra i giocatori. Palleggiando dal basso, la Dinamo Kiev riusciva spesso ed eludere la pressione rivale e a consolidare il possesso nella metà campo rivale.

Gli ospiti trovavano sovente i centrocampisti liberi alle spalle di Morata e Ronaldo, con troppa distanza tra attacco e mediana bianconera. Anche questa una costante della stagione.

Qui la Dinamo allarga a sinistra e poi torna in mezzo. Nessuno accorcia sui centrocampisti ucraini, con il mediano che può controllare e aprire il gioco a destra. Il pressing della Juve fallisce.

Davide Terruzzi ha scritto così su Ateralbus: “Un buon inizio, a tratti ottimo, la palla che viaggia velocemente, il pressing che funziona, il gol del vantaggio cui fa seguito un “rilassamento” prolungato con la squadra che si spezza in due, poco movimento senza palla, mancanza di intensità, cattiveria, reparti sfilacciati. La differenza, rispetto ad altre uscite, è che la Dinamo Kiev non ha segnato.

La Juve si fa bucare

L’occasionissima degli ucraini, su cui Szczesny si supera, esprime tutte le difficoltà bianconere.

Questa è la genesi. Come si vede, la Juve tenta di pressare in alto, ma McKennie è in inferiorità numerica contro i due mediani avversari (Bentancur è molto più basso): il portiere trova quindi il compagno libero alle spalle del texano, con la Dinamo che buca in due il pressing bianconero.

A quel punto, gli ucraini allargano il gioco sul proprio terzino sinistro. La Juve è lenta nello scivolare in fascia, con Chiesa che non riesce a contrastare l’avversario e a coprire la palla: il terzino può verticalizzare per le punte, con i difensori della Juve (in parità numerica) che non riescono ad anticipare gli attaccanti. Mykolenko può quindi verticalizzare per Rodrigues, che ha Bonucci alle spalle.

L’attaccante della Dinamo viene incontro, sovrasta Bonucci ed effettua un bellissimo cambio di campo sul lato debole, dove Tsygankov ha praterie a destra. Sul cross, la sua squadra sfiora il vantaggio. Palleggiando dal basso, la Dinamo ha messo in imbarazzo il pressing della Juve ed è arrivata a costruire una netta occasione da gol. Si tratta di un’azione che fotografa bene le molte difficoltà della Juve, spesso poco aggressiva senza palla.

Difficoltà sui cambi di campo

I bianconeri hanno sofferto nella difesa dell’ampiezza. Come scritto sopra, la Dinamo Kiev consolidava facilmente il possesso: la Juve era lenta nello scivolare in zona palla, non era aggressiva sul portatore. Di conseguenza, abbiamo visto tanti cambi di campo, su situazione di palla scoperta, soprattutto da destra verso sinistra.

Chiesa era molto dentro al campo in quei casi, di conseguenza la Dinamo trovava sempre l’uomo libero a sinistra.

Nelle slide sopra, due situazioni molto simili. La Dinamo Kiev, con poca pressione addosso, effettua cambi di gioco da destra verso sinistra, con la Juve e Chiesa che hanno tanto campo da coprire in fascia. I bianconeri erano molto vulnerabili sul lato debole.

Insomma, nonostante la vittoria, la Juve continua ad avere i soliti problemi senza palla, con un’eccessiva fragilità in tutte le zone del campo. C’è poca intensità e un’eccessiva lunghezza sia quando si pressa in avanti, sia quando ci si difende nella propria trequarti. Pirlo ha molto lavoro da fare.

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