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LAVAGNA TATTICA – Arthur prosegue il recupero: come lo può usare Allegri

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Arthur a ottobre potrebbe tornare a disposizione della Juve. Ecco come Allegri può utilizzare il brasiliano

Da quel che trapela, Arthur è guarito dall’infortunio. Lo staff della Juve sta lavorando sul suo recupero, con il giocatore che tornerebbe disponibile a partire da metà ottobre. Quando Allegri parlava di “creare valore” nella sua prima conferenza si riferiva probabilmente anche al brasiliano, che cerca di trovare quella continuità che gli manca. Non sarà però semplice inserirlo in pianta stabile, né adattarlo al gioco di Allegri. Come abbiamo scritto tante volte, Arthur è un calciatore molto specifico, piuttosto spagnolo nel modo di giocare. Si esalta in squadre che dominano il possesso, che giocano con un baricentro alto e che fanno tanta densità in zona palla. Arthur effettua pochi lanci lunghi e pochi passaggi in profondità, ma è una macchina nel gioco corto. Ha una incredibile pulizia tecnica e una capacità quasi irreale di resistere alla pressione avversaria.

È la pedina che consente a una squadra di dominare il pallone, rendendo agli avversari difficile recuperare il possesso. Ha però bisogno di giocare con una formazione molto corta, perché se gli spazi si allungano va in enorme difficoltà: non ha la capacità atletica di coprire ampie distanze. Motivo per cui oggi sembra complicato ipotizzarlo come play di Allegri. In fase di possesso, effettuerebbe pochi cambi di campo (qualcosa che l’allenatore chiede molto) e, con le mezzali spesso alte, gli mancherebbero soluzioni di passaggio sul breve. Inoltre, senza palla non ha capacità difensive sufficienti, soprattutto nelle transizioni (basti pensare a cosa ha sofferto Danilo in Juve-Empoli). Da mezzala sembra ancora più improponibile per ciò che chiede Allegri. Il tecnico toscano non ha mai usato palleggiatori tra le linee, bensì calciatori atletici: incursori dinamici che coprono tanto campo e attaccano gli spazi nei cross. Tutte doti che non appartengono ad Arthur. Forse potrebbe trovare un senso in un 4-2-3-1 con un altro mediano vicino, a patto che la squadra sappia rimanere corta. Il problema è che questo modulo terrebbe in panchina Bentancur e Rabiot, il cui dinamismo in spazi ampi sembra decisivo per come intende giocare Allegri. Insomma, non sarà semplice trovare un posto al brasiliano.