LAVAGNA TATTICA – Bonucci soffre Kalinic, la Juve è troppo passiva

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© foto www.imagephotoagency.it

La Juve e Bonucci hanno sofferto i movimenti di Kalinic. Pirlo ha detto che la squadra è stata troppo remissiva nel primo tempo

Si soffre il pressing di Juric

Ieri abbiamo scritto delle difficoltà che la Juve ha avuto in fase di possesso contro il Verona. L’intenso pressing  a uomo di Juric ha ben ostacolato la costruzione dei bianconeri, che hanno faticato a risalire il campo. L’Hellas se l’è giocata alla pari per larghe fasi del match, tenendo i bianconeri lontani dalla propria area di rigore. Come è successo tante volte negli scorsi anni, la Juve ha sofferto l’intensità e l’aggressività degli avversari, che sono riusciti a recuperare diverse volte il pallone in zone pericolose del campo.

L’occasione di Kalinic nel primo tempo, per esempio, nasce proprio da una transizione corta nella metà campo della Juve. Si tratta di un’azione che mostra bene l’organizzazione del pressing a uomo veronese, che nega soluzioni di passaggio alla Juve. I bianconeri incontravano serie difficoltà nel trovare l’uomo libero.

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Il pressing del Verona è asfissiante, la Juve non riesce a uscire. Da notare Empereur, il terzo di difesa, che segue Ramsey in zone profondissime del campo.

Oltre agli affanni nel palleggio, la Juve nei primi 60′ ha anche mostrato parecchi problemi senza palla. Tant’è che Pirlo non è rimasto soddisfatto dall’atteggiamento, come ha rivelato nel post match: “Non mi è piaciuto l’atteggiamento troppo remissivo nel primo tempo, siamo stati troppo rinunciatari nell’aggredire il Verona e lasciargli un po’ troppo conte nella costruzione del gioco”

La Juve è troppo bassa

Come detto correttamente dal proprio allenatore, per larghe fasi del primo tempo i bianconeri hanno tenuto un baricentro davvero basso, con l’Hellas che non aveva tante difficoltà nel consolidare il possesso e stanziarsi nella trequarti avversaria. Per quanto sia un avversario organizzatissimo e ostico nel pressing, va detto che il livello tecnico del Verona è  tutt’altro che eccelso: sia in difesa che in mezzo al campo. Per una squadra che, come ricorda spesso Pirlo, vuole fare un pressing alto e intenso, non è di certo un buon segnale avere subito così tanto un avversario come il Verona.

Per perforare il 4-4-2 della Juve, il piano dell’Hellas era chiaro. Faceva tanta densità a sinistra, dove Zaccagni e Lazovic giocavano bene in coppia e si muovevano a memoria. Lo scopo era andare al cross da quel lato, con il Verona che poi era molto bravo a riempire bene l’area con tanti uomini (anche questa un’eredità di Gasperini, mentore di Juric). 11 cross per Lazovic e 3 per Zaccagni, dati che dimostrano come gli scaligeri abbiano punto soprattutto su quel lato.

Nella slide sopra, si vede una delle molte azioni del Verona che si conclude con un cross di Lazovic da sinistra, con Zaccagni bravo a liberargli lo spazio. Da notare Faraoni ponto a staccare sul secondo palo. L’elevata presenza di giocatori scaligeri fa capire come l’Helllas si fosse abbastanza “stanziato” nella trequarti bianconera. Un qualcosa successo con frequenza e che a Pirlo non è piaciuto.

Bonucci soffre i movimenti di Kalinic

Il Verona dava anche la sensazione di poter far male in ripartenza ogni volta che recuperava palla. In quelle situazioni, gli scaligeri si aggrappavano molto ai movimenti di Kalinic, che spalle alla porta ha disputato una prestazione di alto livello. I suoi smarcamenti a venire incontro erano determinanti per consentire alla squadra di risalire: addomesticava palla e permetteva così ai compagni di aggredire gli spazi, con il Verona che poteva ribaltare l’azione.

Di fatto, il croato era il giocatore che avviava e permetteva la risalita dell’Hellas, che infatti si è molto affidata a lui. Bonucci ha sofferto parecchio i movimenti di Kalinic, non è quasi mai riuscito ad anticiparlo.

Con Danilo che si è staccato per uscire in pressing su Colley, si forma un buco che Vieira va ad aggredire. Il Verona verticalizza su Kalinic, la cui sponda per il compagno può generare un’occasione pericolosa. Bonucci è costretto al fallo.

Non è un caso che il Verona sia crollato nella mezz’ora finale. Oltre alla prevedibile stanchezza, gli scaligeri hanno sofferto molto l’assenza di una prima punta (Favilli, subentrato a Kalinic, era uscito per infortunio). Non c’era nessuno che tenesse palla, di conseguenza la Juve ha potuto recuperare facilmente palla.

Dopo quanto successo in Roma-Juve con Dzeko, Bonucci ancora una volta ha sofferto i duelli fisici contro il centravanti avversario, che ha vinto quasi sistematicamente i duelli fisici. Anche per questo, i bianconeri hanno avuto qualche problema in fase di non possesso.

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