LAVAGNA TATTICA – La Juve soffre il pressing a uomo del Verona di Juric

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Il pressing del Verona di Juric ha messo in grossa difficoltà la Juve di Pirlo. I bianconeri hanno sofferto molto l’aggressività rivale

Dybala, Ramsey e le combinazioni di prima

La Juve ha affrontato una delle squadre più peculiari della Serie A. Allievo di Gasperini, Juric gioca in un modo che ricorda il suo maestro: applica un sistema difensivo spiccatamente a uomo, con duelli individuali a tutto campo. D’altronde, è esattamente ciò che ha detto Pirlo nel post gara: “Il Verona, come del resto l’Atalanta, ti viene a prendere a tutto campo uomo contro uomo, per saltare la loro pressione abbiamo cercato giocate di prima venute bene, ma poi sono state sbagliate alcune scelte”.

Ad inizio gara, la Juve dava l’idea di poter manomettere con facilità il sistema difensivo rivale. Dybala e Ramsey svariavano molto e arretravano parecchio la propria posizione: lo scopo era mandare fuori posizione Lovato ed Empereur (che li seguivano in zone profonde del campo) e creare così spazi alle loro spalle da aggredire tramite combinazioni di prima.

Nella giocata della slide sopra, per esempio, Ramsey prima arretra molto e poi va ad attaccare il varco liberato da Morata. Con un prezioso movimento a venire incontro, lo spagnolo attira su di sé Ceccherini e serve di prima il compagno che può così aggredire la profondità.

Anche quando la Juve consolidava il possesso, Dybala e Ramsey tendevano a svuotare il centro dell’attacco per mandare fuori posizione i difensori avversari. Oltre quindi a dare fraseggio e qualità tra le linee, gli smarcamenti e le combinazioni tra i due erano fondamentali per creare varchi nel pressing  a uomo scaligero.

Nella slide sopra, si vede come riescano a creare un buco al centro della difesa avversaria, perché Lovato ed Empereur si staccano per andare su di loro. Morata, partendo da sinistra, può quindi convergere verso il centro.

Considerando che Arthur e Rabiot erano sistematicamente marcati, i movimenti di Ramsey e Dybala erano preziosi anche per dare soluzioni di passaggio ai difensori.

Il pressing di Juric crea problemi

Dopo un avvio di gara incoraggiante, la Juve è però calata molto. I bianconeri hanno iniziato a soffrire il pressing a uomo del Verona, come al solito particolarmente intenso e coraggioso. L’Hellas non si è affatto chiusa, ha anzi tentato di recuperare il pallone in avanti, con anche i centrali di difesa che si alzavano molto per seguire i movimenti di Dybala e Ramsey.

Per ampie fasi del match, la Juve ha fatto una fatica enorme nel consolidare il possesso. Non riusciva ad aggirare il pressing a uomo scaligero, con l’Hellas che ha anzi recuperato diversi palloni nella metà campo rivale. L’occasione di Kalinic, tra le principali del primo tempo, è proprio nata da un brutto pallone perso dai bianconeri. Merito di un Verona corto e aggressivo. Arthur e Rabiot hanno patito parecchio le costanti marcature di Ronaldo Vieira e Tameze.

Il Verona recupera palla e va al tiro con Kalinic. Da notare l’organizzazione del pressing scaligero con Empereur che si sgancia in avanti per seguire Ramsey.

La Juve tentava di fare girare palla da un lato all’altro del campo per liberare l’uomo, ma il Verona scivolava benissimo in fascia. La manovra si è spesso ingolfata, con i bianconeri che faticavano nella risalita.

Preoccupa soprattutto l’impatto del secondo tempo, dove il Verona ha approcciato la gara nettamente meglio. La Juve è parsa in affanno nel reggere l’intensità avversaria, con i giocatori ospiti che arrivavano prima sulla palla e non facevano quasi respirare i giocatori bianconeri. D’altronde, la mancanza di intensità è stato uno dei difetti principali degli anni scorsi, è un qualcosa su cui Pirlo deve lavorare.

Nella slide sopra, si vede un pallone che a inizio ripresa l’Hellas recupera nella trequarti juventina. Come si vede, il Verona pressa in una zona altissima del campo, con Ramsey e Dybala che arretrano parecchio la propria posizione. E’ stato un pattern visto con frequenza nella prima ora: la Juve ha faticato a superare il sistema difensivo rivale.

Per sorprendere gli avversari, ogni tanto Pirlo ha provato ad alzare la posizione di Bonucci durante i rinvii dal fondo, per creare incertezza tra le marcature dell’Hellas. La Juve non ha però sfruttato questa soluzione come avrebbe potuto.

Kulusevski cambia l’inerzia del match

Nonostante queste difficoltà, i bianconeri hanno avuto le occasioni per vincere. Nella prima frazione, più che con azioni costruite dal basso, la Juve ha creato in transizione e in campo aperto: l’Hellas non era sempre messo bene a palla persa, con Faraoni che era spesso in ritardo su un Bernadeschi che poteva aggredire la profondità.

E’ interessante analizzare l’azione del palo di Cuadrado, nata da una bella conduzione di Danilo (il terzo di difesa) che Colley non ha seguito. A quel punto, si sono aperte praterie. Per dare più imprevedibilità, la Juve avrebbe potuto cercare di più queste situazioni.

L’inserimento di Danilo coglie impreparata la difesa del Verona. Se ne sarebbero potuti vedere di più.

Nel finale, i bianconeri hanno poi creato a ripetizione, con l’ingresso di Kulusevski che ha di sicuro cambiato la partita. La Juve ha acquisito più creatività, freschezza e capacità di prendere il fondo anche a sinistra. Non può però passare in sordina la prima ora, dove i campioni d’Italia hanno manifestato seri problemi nel superare il sistema di pressing di Juric. C’è molto lavoro da fare per Pirlo.

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