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LAVAGNA TATTICA – Non solo il gol: Chiesa è vitale contro il Chelsea

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Chiesa ha deciso Juve-Chelsea. Oltre che il gol, il suo ruolo è stato decisivo nel piano gara dei bianconeri

Come abbiamo scritto ieri, la Juve – in una situazione di emergenza – ha offerto una prova difensiva di grande livello, aspettando molto in basso il Chelsea e chiudendo ottimamente gli spazi. Una gara piuttosto “italiana”, in cui ha scelto di lasciare il possesso palla agli avversari e attaccare quasi unicamente con rapide transizioni. Ovviamente, questo non può essere lo standard tattico della stagione, per tanti motivi. Nella maggior parte delle volte, soprattutto in Serie A, capiterà di fare la partita e tenere il pallone, attaccando in spazi più stretti: come non sempre capiterà di segnare con così poche occasioni e standio costantemente lontani dall’area di rigore. Inoltre, come sottolineato da Chiellini e Allegri nel pre gara, difendere in modo così basso e attendista è difficilissimo, basta una minima disattenzione e si compromette il risultato. Lo abbiamo visto in queste prime giornate di campionato. Una volta la Juve aveva la rosa per difendere così 38 partite, ora non più. Bisogna quindi migliorare nella gestione del possesso, come avevamo visto nel primo tempo contro il Milan.

 

In ogni caso, ieri il Chelsea è stato sterile e soporifero in avanti, manifestando una bassa intensità nella circolazione che non assoceresti a una squadra di Tuchel. Ha però disputato un’ottima prova difensiva, recuperando una caterva di palloni in avanti. La Juve era incapace nel consolidare il possesso e risalire, costantemente sovrastata dal pressing rivale. A dir tanto, si riusciva a calciare lungo. Basti pensare che Locatelli ha effettuato la miseria di 24 passaggi totali. Il forcing del Chelsea non è calato nella ripresa, con i blues che hanno recuperato molti palloni in avanti.

Il soffocante pressing del Chelsea. La Juve perde palla in entrambi i casi.

Ancora una volta, Chiesa è riuscito a svettare in un contesto problematico. Creava situazioni pericolose anche da solo contro tutti, senza alcun supporto dalla squadra. Nel 3-5-1-1 della Juve, Chiesa ricopriva il ruolo di prima punta mentre Bernardeschi arretrava per fare densità centrale. Questo vuol dire che, quando la Juve recuperava palla, era l’ex Fiorentina il riferimento più avanzato, l’uomo da servire per lanciare negli spazi. E infatti, l’ex Fiorentina si è reso protagonista di tante ripartenze pericolose.

 

 

Qui sopra, vediamo un’azione incredibile, una delle rare volte in cui – palleggiando da dietro – la Juve riesce ad arrivare nella trequarti rivale. Sembra l’ennesima volta in cui il Chelsea, che fa tanta densità in zona palla, recupera il possessonella trequarti bianconera. Eppure, sul passaggio piuttosto lungo di Sandro, Chiesa riesce incredibilmente a girarsi e a puntare verso la porta. Vero che Christensen era con una frazione di secondo in ritardo, ma Chiesa fa una giocata incredibile. Riesce poi a involarsi verso la fascia, con la Juve che poi riempie l’area con tanti giocatori. Da solo, Chiesa supera il pressing rivale e fa risalire la squadra.

Molto difficlmente Chiesa sarà di nuovo impiegato come prima punta in contesti del genere. Avere però fatto la differenza, oltre che decidere col gol della vittoria, in una partita del genere mostra la polivalenza di questo giocatore straordinario, capace di incidere sempre e comunque.