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LAVAGNA TATTICA – Come De Ligt ha neutralizzato Vlahovic

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De Ligt, insieme a McKennie, è stato il migliore di Juve-Fiorentina. Il difensore olandese ha neutralizzato Vlahovic

Il gol nel finale dà ossigeno alla Juve di Allegri, perché arrivare alla sosta con un altro passo falso sarebbe stato ai limiti dell’insostenibile. Tuttavia, ancora una volta la partita con la Fiorentina è stata costellata da tanti problemi tecnici e tattici. Contro una squadra alta e propositiva, molto organizzata in entrambe le fasi, la Juventus faticava tantissimo a guadagnare metri e a risalire il campo. Mancava sia pulizia tecnica che organizzazione, con tanti lanci nel vuoto. Fino all’espulsione di Milenkovic, sono stati i viola a dominare gioco e contesto, schiacciando spesso i bianconeri. Lo spartito del match era abbastanza chiaro: Fiorentina che palleggiava, Juve che aspettava dietro con un baricentro molto basso.

Una delle poche note liete arriva dalla grande prestazione di De Ligt, a tratti straripante contro Vlahovic. Nei primissimi minuti del match, sembrava che la Juve tentasse di pressare in alto gli avversari. La Fiorentina però sfruttava bene queste situazioni, palleggiando bene da dietro (molto coinvolto anche Terracciano) ed approfittando degli spazi concessi dai bianconeri. Il pressing juventino diventava quindi una risorsa per gli avversari, che avevano modo di attaccare la profondità.

Ne è un esempio questa situazione dopo pochissimi secondi, in cui Terracciano lancia direttamente su Vlahovic, che di prima serve Callejon con Odriozola pronto ad attaccare la fascia. La classica giocata della Fiorentina di Italiano, che sfrutta molto il gioco diretto sul serbo per risalire il campo.

In realtà, l’azione sopra è stata una delle pochissime circostanze in cui Vlahovic è riuscito ad anticipare  il difensore olandese, che da quel momento in poi ha iniziato ad essere dominante. Dopo i primi minuti caratterizzati da un (fallimentare) tentativo di pressare in avanti, la Juve – come al solito con Allegri – ha abbassato molto il baricentro, difendendosi con due linee corte e strette mantenute quasi incessantemente fino all’espulsione di Milenkovic. La partita era così abbastanza lineare, con la Fiorentina che tentava di stanare una Juventus attendista.

Come abbiamo scritto sopra, la Juve ha faticato molto a costruire pulite occasioni da gol e – più in generale – ad arrivare nella trequarti avversaria. Perlomeno, la supremazia territoriale viola non si è tradotta in pericolosità, con i bianconeri che hanno rischiato relativamente poco. Con la Juventus bassa e stretta, che si preoccupava di proteggere il centro, la Fiorentina non ha potuto verticalizzare centralmente su Vlahovic: e quando i viola non riescono a passare dal serbo, hanno pochissime soluzioni tra le linee, con mezzali poco incisive e ficcanti.

Per rifinire, era quindi costretta ad allargare il gioco in fascia, invadendo l’area di cross (ben 19 solo nel primo tempo). Spesso, le squadre che crossano molto lo fanno perché non hanno molte idee in fase di possesso. Al contrario, la Fiorentina lavorava bene per mandare l’esterno al cross da situazioni pericolose. Abbiamo visto tanti cambi di gioco da sinistra verso destra, con Alex Sandro e Rabiot che hanno sofferto molto la spinta di Odriozola e Callejon. La Juve però è riuscita a reggere, soprattutto grazie a un grande De Ligt. Il difensore olandese è stato un muro al centro dell’area, come dimostrano i dati: 7 duelli aerei vinti e 5 spazzate, record del match.

Nella slide sopra, la Juve non è molto rapida nello scivolare in fascia, con Biraghi che effettua un cross pericoloso. De Ligt, attaccato a Vlahovic, è però molto bravo ad arrivare sul pallone. Pur in una prestazione per molti versi negativa, per lo meno la Juve è stata attenta e concentrata negli ultimi metri.

Oltre alla solidità mantenuta nella difesa di posizione, va detto che De Ligt se l’è cavata bene anche con più campo alle spalle, in quelle rare situazioni dove i bianconeri erano più alti e la Fiorentina aveva campo da attaccare. L’aggressività di De Ligt, che accorciava con i tempi giusti su Vlahovic, impediva che queste si tramutassero in occasioni da rete.

Un esempio nella slide sopra, con la Juve che – per una volta – occupa la metà campo rivale. La Fiorentina recupera palla e verticalizza quasi subito per Vlahovic, il quale ha due giocatori vicino a sé. Se il serbo azzecca la sponda, i viola avrebbero l’opportunità di attaccare in campo aperto. De Ligt è però monumentale nell’intervento difensivo, che consente alla Juve di recuperare palla e bloccare la ripartenza rivale.

Pure l’occasione di Morata di inizio ripresa nasce da De Ligt. In questo caso, senza soluzioni di passaggio sul breve, Terracciano lancia direttamente su Vlahovic, il quale viene molto incontro. Anche qui, De Ligt segue il centravanti e lo anticipa, avviando una ripartenza corta che porta al tiro di Morata. In una delle rare situazioni in cui la Juve recupera palla in avanti, arriva una delle poche occasioni del match.

De Ligt accorcia molto in avanti.

De Ligt ha mostrato grande leadership anche in quei casi dove la linea difensiva era messa male. In un’azione del primo tempo, Alex Sandro si fa bucare alle spalle, con Odriozola che ha tanto spazio in fascia: De Ligt è però tempestivo nello scivolare a sinistra, contrastare il terzino spagnolo fermandogli la corsa e ribattendo il suo cross.

Alex Sandro rientra direttamente al centro dell’area, con De Ligt che contrasta Odriozola. Intervento che scatena gli applausi del pubblico.

Per la prima volta senza Bonucci e Chiellini, De Ligt si è dimostrato leader. Una sicurezza nel guidare il reparto, con anche Rugani vicino a lui che ha fatto bella figura. Se una Juve problematica ha limitato Vlahovic e concesso abbastanza poco agli avversari, molti meriti sono del difensore olandese, tra le poche note liete della partita di sabato.