LAVAGNA TATTICA – Quali compiti Pirlo ha chiesto a Kulusevski

juve kulusevski
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Kulusevski ha confezionato un assist in Juve-Novara. Ha giocato in una posizione molto stretta e interna

Un 4-4-2 che diventa 3-2-4-1

Nei giorni passati abbiamo analizzato nel dettaglio il nuovo 3-2-4-1 con cui la Juventus si schiera in fase di possesso. Rispetto al passato, è spiccata la voglia e la continuità con cui i bianconeri cercavano di andare in ampiezza. La circolazione mirava infatti ad effettuare, quando possibile, tanti cambi di gioco sul lato debole. Si palleggiava dentro per poi andare fuori, con la presenza di due esterni (Alex Sandro e Cuadrado) sempre altissimi.

juve pirlo

Il 3-2-4-1 visto contro il Novara, con Cuadrado e Alex Sandro molto alti.

Si tratta quindi di una squadra che mira a isolare i quinti sul lato debole, per far loro puntare l’avversario e andare poi al cross. Il contrario rispetto alla Juve di Sarri, che tendeva a svuotare l’ampiezza e ad attaccare quasi solo per vie centrali, con rapide combinazioni interne di prima. L’anno scorso, c’era l’intera squadra collassata in pochi metri, con i giocatori molto vicini tra di loro. Insomma, era una Juve che alzava molto poco la palla, al contrario di quanto avveniva sotto la guida di Massimiliano Allegri.

Kulusevski tra le linee

In questo scaglionamento, Kulusevski ha fatto la punta della Juve ed ha giocato molto vicino a Cristiano Ronaldo. Pur ricorrendo tante volte al cross, va specificato che la Juve non ha affatto svuotato il centro. Le punte erano molto vicine tra di loro per dialogare sul breve, la stessa rete di Ronaldo è arrivata tramite una combinazione di pregevole fattura in cui lo svedese ha confezionato il suo primo assist con la casacca bianconera. Si faceva comunque una buona densità per vie interne: un segnale di continuità con i principi di Sarri dello scorso anno.

Nelle due slide sopra, si vede proprio come la Juve sovraccarichi gli spazi interni. I mediani (McKennie soprattutto) si smarcano tra le linee per occupare meglio la zona di rifinitura, con le punte molto dentro al campo.

Ci si aspettava quindi un Kulusevski con grande libertà tattica, che si defilasse molto, agisse anche decentrato e che magari si alternasse con Cuadrado con rotazioni posizionali. Al contrario, contro il Novara è sempre rimasto molto stretto, agendo così in spazi parecchi ingolfati. Una scelta abbastanza sorprendente e contro intuitiva rispetto alla scorsa stagione di Parma, in cui lo svedese si era esaltato con tantissimo campo davanti a sé in situazioni di contropiede (la squadra di D’Aversa attaccava quasi sempre in spazi larghi)

Le prospettive di Kulusevski

Kulusevski ha saputo incidere fin da subito: come detto, ha effettuato l’assist per Ronaldo ed ha offerto movimenti tanto intelligenti quanto funzionali tra le linee, che generavano vantaggi alla squadra.

Nell’azione sopra agisce bene da terzo uomo: viene incontro e fa da sponda per McKennie, con la Juve che così supera il pressing avversario e trova il proprio mediano libero di ricevere.

Ci sono però state altre situazioni in cui Kulusevski è parso soffrire gli spazi angusti, con qualche imprecisione di troppo. Al contrario, nei frangenti in cui ha avuto più spazi, ha confezionato giocate decisive (viene in mente quel bellissimo pallone che ha messo Ramsey solo davanti al portiere).

Probabilmente, Pirlo sta puntando sul Kulusevski attaccante ragionando sul breve periodo: Dybala è infortunato e deve ancora arrivare la punta, di conseguenza ci sono oggettive carenze di rosa. Quando però la squadra sarà al completo, verosimilmente cambieranno i compiti dello svedese. La sensazione è che, per esaltarsi, abbia bisogno di di spazio e di ricoprire porzioni ampie di campo. Sembra un po’ uno spreco confinarlo quasi esclusivamente in zolle così strette del terreno di gioco.

 

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