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Locatelli: «Dipende tutto da noi, bisogna vincere le partite per andare in Champions» – VIDEO

Il capitano della Juventus, Manuel Locatelli, ha parlato a margine della Première del documentario Stories of Strenght
(Inviato all’Allianz Stadium) – All’Allianz Stadium è stato presentato il documentario Stories of Strength – terza stagione dell’omonimo progetto nato nel 2023 per abbattere lo stigma legato alla salute mentale e incoraggiare il dialogo e la condivisione di esperienze. Presente all’evento anche il capitano della Juventus, Manuel Locatelli, il quale ha rilasciato alcune dichiarazioni ai nostri microfoni di JuventusNews24.
COSA MI HA LASCIATO QUESTO EVENTO? – «E’ stato veramente molto emozionante. Spesso le persone ci vedono come degli idoli, degli esempi, ma tante volte loro sono i nostri primi esempi. Molte volte le persone ci scrivono e noi li leggiamo, ma quando vedi delle persone, le tocchi con mano e senti quello che hanno da dirti guardandoti negli occhi è una cosa che ti entra dentro. Siamo dei privilegiati, abbiamo la responsabilità anche per queste persone. oggi devo dire grazie a loro, mi sono emozionato e per me sono degli esempi da seguire».
QUESTE EMOZIONI IMPORTANTI ANCHE DA TRASMETTERE IN CAMPO AI COMPAGNI PER LE PROSSIME SFIDE, A PARTIRE DAL LECCE – «Chiaramente, sappiamo le responsabilità che ci sono nel giocare nella Juve, per questi tifosi e per tutti gli altri milioni di persone che ci tifano. Noi ce lo ricordiamo sempre perché giocare qui è un’altra cosa. Sappiamo che dipende tutto da noi per andare in Champions League e questa deve essere la base. Bisogna vincere le partite senza parlare troppo, senza fare troppi calcoli. Bisogna vincere le partite per andare in Champions League».
LE PAROLE DI SPALLETTI SULLA MANCANZA DI CATTIVERIA – «Credo che quella cattiveria agonistica ci manchi in determinati momenti. Bisogna cercare di fare gol perché poi le partite rimangono aperte, è una colpa di tutti, non solo degli attaccanti. Avere più cattiveria sottoporta ci aiuta, perché poi si indirizzano le partite. Il mister ci ha detto questo, è una cosa che stiamo analizzando».
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UN PO’ DI PAURA ORA PUO’ FARCI BENE? – «No, non credo ci sia… La strizza nel calcio è relativa. Noi siamo abituati a questo tipo di pressioni, la cosa importante è che dipende ancora tutto da noi. Dobbiamo giocarci queste partite importantissime con maturità. E’ una cosa che secondo me stiamo avendo perché stiamo cercando di mantenere sempre il possesso della palla, però ci manca quella cattiveria lì che in determinate partite è fondamentale»
COME STIAMO MENTALMENTE E FISICAMENTE DA 1 A 10? – «Bene. In questo momento della stagione non c’è 1 o 10, bisogna stare tutti al 10. Ci giochiamo la Champions League, sappiamo quello che ci giochiamo. Non ci sono alibi di non star bene fisicamente o mentalmente, bisogna stare tutti al 10. Poche parole, stare insieme, lavorare tanto e vincere le partite».
CALENDARIO – «Arrivati a questo momento della stagione ogni partita è difficile. Sappiamo che col Lecce sarà difficile ma non ci sono alibi né scuse, noi bisogna vincere perché siamo la Juve e perché per andare in Champions devi vincere, non devi guardare le altre, devi pensare a te, al tuo percorso e a quello che devi raggiungere».
QUANTO PESA IL GIALLO E LA DIFFIDA? – «Tantissimo, mi sono arrabbiato. Di solito non parlo di arbitri, non mi piace, ma non può darmi quel giallo lì. Ho sbagliato perché dopo ero nervoso, ed esserlo non aiuta la squadra, ma è una cosa a cui ho pensato perché non simulo e non si può simulare col Var. E’n un giallo che non mi deve dare. Ma questo è il calcio, si accetta. Dovrò stare più attento».
TRANQUILLITA’ O RABBIA? – «Entrambe le cose. Come ho già detto, dipende da noi. Sicuramente non siamo per niente felici della partita fatta col Verona e dobbiamo essere arrabbiati per quello. Ma con la consapevolezza che dipende da noi, con la consapevolezza dei nostri mezzi, delle nostre qualità e che bisogna vincere queste partite»
LA STORIA DI PIETRO – «La cosa bella è che lui ha detto che l’unica cosa che non ha mai abbandonato è la Juve. Non è solo calcio. La gente pensa questo sia solo calcio ma non è così. Delle volte va normalizzato, ma l’aver dato a queste persone la forza di reagire e di lottare nei momenti bui è un qualcosa di positivo ed è una responsabilità che abbiamo. Li ho abbracciati tutti con trasporto, è emozionante per me e per loro. Li ringrazio perché è stata una bella iniziativa, complimenti alla Juve per l’iniziativa. Ho abbracciato anche i genitori perché da genitore capisco cosa possano aver provato, complimenti a loro per la reazione che hanno avuto. Il messaggio è sempre: fino alla fine forza Juve».

