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LAVAGNA TATTICA – Danilo lavora per rientrare: ecco come Allegri lo può utilizzare

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In casa Juve si avvicina il rientro di Danilo. Ecco un modo in cui Allegri lo può utilizzarre

Anche se il suo rientro è più lontano rispetto a quello di Chiesa, anche Danilo è in pieno recupero. Da giocatore quasi insostuibile per gli allenatori, Allegri ha dovuto fare a meno di lui dopo l’infortunio con la Lazio. Il brasiliano dava una determinata forma alla struttura tattica della Juve: con lui in campo, il teorico 442 diventava una difesa a 3. Il terzino sull’altro lato si alzava per fare ampiezza, mentre il brasiliano restava fermo e bloccato dietro. Anche troppo: nel calcio contemporaneo, per creare superiorità posizionale e vantaggi offensivi sono determinanti gli inserimenti dei terzi di difesa, che con corse improvvise o sovrapposizioni generano imprevedibilità.

Basti pensare a Bastoni nell’Inter. Danilo era invece troppo basso e prudente, ci ricordiamo poche sue corse in avanti. Anche per queste cose, la Juve era troppo prevedibile e statica. Quando l’ex City tornerà in campo, bisognerà senza dubbio trovare il modo di sfruttare di più queste sue caratteristiche, visto che la tecnica di Danilo può tornare utile anche in zona di rifinitura. Un altro dilemma sarà quello di fare coesistere contemporaneamente lui, Chiesa e Cuadrado, senza lasciare nessuno in panchina. Un buon compromesso, fatto spesso con Pirlo ma mai proposto con Allegri, può quello di spostare Danilo di fascia, con Chiesa esterno alto di sinistra. Il brasiliano lascerebbe quindi l’ampiezza all’italiano, mentre sull’altro lato Cuadrado avrebbe modo di occupare l’ampiezza. D’altronde, come sappiamo – chiara eredità del calcio di Guardiola – Danilo è quello che spesso viene definito “falso terzino”: ossia, quei laterali che in fase di possesso vediamo spesso dentro al campo, vicino ai mediani.