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LAVAGNA TATTICA – Fiorentina Juve: non convince la difesa a 3 di Pirlo

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In Fiorentina-Juve, le scelte tattiche di Pirlo non hanno pagato. La difesa a 3 ha reso ancora più problematica e prevedibile la manovra

Contro la Fiorentina, la Juve ha disputato una gara piuttosto sconcertante sia dal punto di vista tecnico che agonistico, soprattutto pensando alla posta in palio. I problemi che i bianconeri hanno mostrato nell’attaccare una difesa schierata sono quelli che vediamo da mesi, che però sono state accentuate ulteriormente dalle scelte tattiche di Pirlo.

Per la prima volta in stagione dal primo minuto, la Juve è scesa in campo con un 3-5-2 abbastanza classico e simmetrico, in cui si giocava con 3 difensori puri. Questa soluzione ha però pagato pochissimo, tant’è che Pirlo è corso ai ripari al 46′. La difesa a 3 altro non ha fatto che enfatizzare le enormi difficoltà che la Juve dimostra quando attacca una difesa schierata. Sostanzialmente, gli ospiti hanno regalato un uomo agli avversari. La circolazione è stata estremamente lenta, orizzontale e sterile, con l’azione che non riusciva a progredire. I difensori si passavano continuamente la palla tra di loro, che girava da un esterno all’altro.

Come si vede chiaramente nella passmap sopra, Juventus non riusciva ad arrivare alle punte.  Per quanto la linea difensiva dei viola fosse in media molto alta, la Juve nel primo tempo ha faticato nell’attaccare la profondità. Ogni tanto Cuadrado ha effettuato qualche bel movimento, ma i compagni non sono riusciti a imbeccarli.

 

Si è patita molto l’assenza d Danilo, un terzino atipico che – come sappiamo – ha un’importanza tattica cruciale nel palleggio: sia per la sua pulizia tecnica, sia per la qualità dei suoi smarcamenti. La presenza di De Ligt e Chiellini, che da terzi di difesa toccavano tanti palloni in zone alte del campo, ha reso più prevedibile e farraginosa la manovra, con i bianconeri che faticavano ad imbeccare i giocatori di estro.

Qua per esempio Cuadrado fa un buon smarcamento alle spalle della linea, ma De Ligt lo serve con i tempi sbagliati: il colombiano finisce così in fuorigioco. Avere costretto De Ligt e Chiellini a giocare così tanti passaggi in posizioni alte del campo non è sembrata una buona idea.

Insomma, con una manovra lenta e un movimento senza palla quasi assente, abbiamo visto pochi filtranti e verticalizzazioni. Ancora una volta (e si vede dalla passmap postata sopra) lo schema era spesso “palla a Cuadrado nella speranza che si inventi qualcosa”. Dopo i difensori, è stato infatti lui il bianconero a giocare più palloni. Neanche lui è però riuscito a incidere nel primo tempo, era sempre circondato da maglie rivali.

Uno dei molti retropassaggi di Cuadrado, con i compagni lontani. L’azione torna indietro.

Non stupisce che Pirlo abbia inserito Morata a inizio ripresa, per dare più verticalità a una Juve estremamente statica e piatta. I problemi tattici hanno riguardato tutti i reparti. Le punte e Ramsey hanno giocato una gara pessima sia con la palla che senza, ma molti degli equivoci sono nati da una difesa a 3 che non ha fatto altro che rendere ancora più lenta e inefficace la manovra.