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Lavagna Tattica

LAVAGNA TATTICA – La Juve è straripante a destra con Dybala, McKennie e Danilo

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Dybala, McKennie e Danilo hanno reso la Juve devastante a destra contro lo Zenit. Finalmente abbiamo visto un gioco fluido

Contro lo Zenit, la Juve di Allegri è stata la squadra che non riesce ad essere in campionato. L’esatto contrario del “cortomusismo”, visto che abbiamo visto un gioco propositivo e coraggioso. I bianconeri hanno cercato di dominare il contesto dall’inizio alla fine, creando occasioni da gol anche quando in vantaggio di più reti e riempiendo sempre il fronte offensivo con tanti uomini. Di sicuro, l’intensità nel pressing ha fatto la differenza. La Juventus cercava di recuperare palla subito dopo averla persa. Lo Zenit era sempre circondato da maglie rivali, con i bianconeri  che riuscivano così a mantenere un baricentro altissimo e a schiacciare gli avversari.

E’ stata però soprattutto la qualità della fase di possesso la grande discontinuità rispetto alla squadra che siamo abituati a vedere. Finalmente la Juve ha creato tanto, attaccando in modo credibile una difesa bassa e schierata. La palla girava rapidamente, con tanti fraseggi di prima e parecchie combinazioni sul corto. Continui smarcamenti e rotazioni che mandavano in crisi le linee avversarie. Sono stati tanti i giocatori a incidere. Dybala è stato senza dubbio l’assoluto trascinatore, con continue giocate di alta scuola su tutto il fronte offensivo. Era letteralmente incontenibile per gli avversari, che faticavano a leggere i suoi movimenti, i suoi dribbling e le sue conclusioni. Ancora una volta, la squadra è riuscito a liberarlo tante volte al tiro (8, record del match). L’argentino sapeva bene quando aprirsi o quando invece agire tra le linee. Da segnalare anche i suoi 3 passaggi chiave e i suoi 3 dribbling: che sia in fiducia lo si vede dalle numerose volte in cui prova a generare la superiorità numerica, come per esempio avvenuto nell’occasionissima di Morata nel primo tempo, nata da una grande azione individuale della Joya sulla destra.

Danilo e McKennie sono però forse i calciatori che meglio esprimono la fluidità della Juve. Nelle settimane passate, avevamo criticato il fatto che il brasiliano fosse troppo bloccato vicino ai difensori centrali: raramente lo vedevamo nell’ultimo terzo di campo. Al contrario, contro lo Zenit ha fin da subito spinto tantissimo e in modo vario. Si sovrapponeva costantemente per dare ampiezza, consentendo a Chiesa, Dybala e McKennie di entrare dentro al campo. In altre circostanze, effettuava invece corse interne, ricoprendo posizioni da mezzala: così è arrivato l’assist per il gol (annullato) a Morata. Finalmente, la Juve sfruttava la sua qualità anche in zona offensiva, con i bianconeri che riuscivano così a riempire il fronte offensivo con tanti uomini.

La sua Heat-Map. Come si vede, tocca molti palloni in una zona avanzatissima del campo.

 

Anche McKennie effettuava smarcamenti preziosissimi.  Era molto duttile, ricopriva tante posizioni che davano sempre un vantaggio alla squadra. A inizio azione, aiutava Locatelli nell’uscita: poi si sganciava in avanti e lo vedevamo un po’ ovunque. A volte dava soluzioni di passaggio tra le linee, consentendo alla Juve di occupare bene la zona di rifinitura. In altri casi, si apriva a destra per supportare Danilo e attaccare gli spazi alle spalle degli esterni russi (è andato al cross diverse volte). E poi, quando la Juve andava al cross, riempiva spesso l’area di rigore. Insomma, è difficile rinunciare a McKennie quando il texano sta bene: non avrà una tecnica sublime, ma offre qualità nei movimenti senza palla a una Juve spesso statica e prevedibile.

Due esempi nelle slide sopra. Nella prima, McKennie riempie l’area di rigore. Nella seconda va al cross attaccando bene lo spazio alle spalle del quinto dello Zenit (uscito su Danilo).

Inoltre, compensava molto bene i movimenti di Dybala, Danilo e Chiesa, aprendosi quando loro si stringevano. Soprattutto nella ripresa, abbiamo visto combinazioni sul breve molto belle sulla fascia a destra, che spesso liberavano Dybala al tiro o un compagno al cross. La Juve non intasava l’area di cross poco pericolosi, ma al contrario faceva combinare bene i propri giocatori tra di loro. Solo la sfortuna ha privato il texano di un gol che si sarebbe strameritato.

Nelle situazioni sopra vediamo la buona efficacia delle rotazioni bianconere: entrambe si concludono con un tiro pericoloso di Dybala. Nella prima, c’è un triangolo con Danilo largo e McKennie e Dybala più stretti. La combinazione tra questi ultimi due consente alla Joya di concludere. Nella seconda slide, c’è invece l’occasionissima di Dybala di inizio ripresa. In questo caso, Danilo è più bloccato. Il movimento a stringere di Chiesa attira dentro al campo il quinto dello Zenit. McKennie, che ancora una volta riceve tra le linee, può quindi allargare il gioco per un Dybala che intelligentemente si è andato ad aprire. Insomma, la Juve si muoveva bene, trovava l’uomo libero sia in ampiezza che tra le linee. Finalmente i calciatori bianconeri venivano serviti fronte alla porta e non sulla figura: avevano sempre modo di puntare l’uomo o fare una giocata pericolosa.

Anche Locatelli esprime bene il salto di qualità della Juve di questa sera. L’italiano, pur uscendo poco prima dell’80’, ha effettuato ben 78 passaggi, 4 in meno del recordman Danilo. La Juventus finalmente è riuscita a passare dai propri centrocampisti, trovandoli tante volte liberi. Un netto passo avanti rispetto alle ultime uscite dove Locatelli toccava pochi palloni.

Non possiamo sapere se questa partita sarà una svolta, ma non è un caso che la Juventus migliori le abbiamo viste contro lo Zenit, nella prima mezz’ora contro il Milan e nel secondo tempo del derby. Allegri dopo la Roma ha detto che ha una squadra per fare meglio in contropiede, ma questa squadra sembra esaltarsi di più quando riesce a essere propositiva. In quei casi, consente ai propri giocatori più tecnici di fare la differenza.