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LAVAGNA TATTICA – La Juve passa meglio da Locatelli: il 433 aiuta il centrocampo

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A Roma, la Juve è riuscita a muovere meglio la palla. Il passaggio al 433 ha aiutato Locatelli

Ieri abbiamo scritto di come il passaggio al 4-3-3 abbia cambiato la partita, con la Juve che ha acquisito più solidità. Nonostante sia stata una gara soprattutto difensiva, rispetto al passato i bianconeri hanno anche costruito azioni degne di note. Forse troppo sporadiche, ma comunque efficaci. Finalmente, la Juve trovava liberi i propri centrocampisti, passava tanto da loro e riusciva così a manipolare la struttura difensiva rivale, anche a causa di una Lazio che con il passare dei minuti è calata molto nel pressing.

Le ricezioni di Locatelli esprimono bene tutto questo. Grazie all’utilizzo del terzo uomo, la Juve ha trovato spesso libero il proprio play, con l’ex Sassuolo che aveva tempo e spazio per allargare il gioco (8 lanci lunghi riusciti): situazioni che la difesa a zona di Sarri soffre molto. Locatelli è stato finalmente nel vivo dell’azione, perché ben supportato dalla squadra.

 

Nelle slide sopra vediamo due azioni esemplificative: nella prima, la Juve lo trova libero grazie all’utilizzo del terzo uomo riuscendo così a superare il pressing avversario. Nella seconda, ha tempo e spazio per calciare (trovato ancora una volta libero) sul lato debole, dove Cuadrado ha praterie. In tal modo, la Lazio era sempre costretta a rincorrere.

Oltre a questo, anche McKennie e Rabiot hanno offerto buoni smarcamenti, con i bianconeri che li hanno trovati diverse volte tra le linee.

Così è arrivata l’occasionissima di Morata nel primo tempo, che si vede nella prima slide. Nella seconda, la Juve trova invece bene Rabiot tra le linee. In generale non c’era la staticità delle precedenti partite, con i centrocampisti bravi ad aprirsi e a manipolare le marcature rivali.

Un esempio sopra, dove Locatelli si apre e McKennie viene molto incontro. La Juve trova così l’uomo libero. La squadra di Sarri ha perso un po’ di riferimenti con il cambio modulo. I terzini uscivano sulle mezzali della Juve, con Chiesa e Kulusevski che avevano modo di puntare i loro difensori.

Quando poi, nella ripresa la Lazio, si è allungata molto, i velocisti della Juve hanno seminato il panico in campo aperto. Chiesa è finalmente entrato in partita con straordinarie corse, così come Rabiot ha fatto vedere ottimi break. L’ingresso di Kean per uno stanco Morata ha poi dato tanta verticalità alla Juve. Oltre a difendersi bene, i bianconeri creavano pericoli ogni volta che recuperavano palla.

Per esprimersi al meglio, questa Juve dovrebbe diventare più propositiva e non c’è dubbio sul fatto che le partite migliori siano state fatte quando i bianconeri sono riusciti ed esaltare i propri giocatori più tecnici. Anche se a intermittenza, contro la Lazio abbiamo visto una fase di possesso più brillante e sicura, soprattutto dopo il cambio modulo. Da lì si deve ripartire.

Ama il calcio giocato, ma gli piace ancora di più parlarne, scriverne e discuterne. "Chiellini. Il muro invalicabile" è il suo primo libro.