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LAVAGNA TATTICA – La Juve pressa alto contro lo Zenit: è questa la chiave per il futuro

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La Juve contro lo Zenit è riuscita a pressare in alto come mai in stagione. Ciò ha consentito di creare molto

Come sappiamo, la Juve di Allegri non esaspera certo il pressing offensivo. Oltre a non averlo mai fatto, il tecnico toscano in conferenza cita spesso l’importanza del saper soffrire e stringere i denti. Le sue squadre si sono sempre caratterizzate per una fase attendista, con difesa di posizione dal baricentro piuttosto basso. Non a caso, la Juve in Serie A ha un indice PPDA piuttosto alto. In pratica, concede in media tanti passaggi prima di intraprendere un’azione difensiva e di recuperare così il pallone.

 

Contro lo Zenit, e ne abbiamo scritto, la Juve vista è stata una vera e propria metamorfosi rispetto a quella delle precedenti settimane. I bianconeri sono riusciti a mantenere un baricentro altissimo, creando tanto dell’inizio alla fine. La palla girava velocemente, c’erano tante combinazioni di prima e rotazioni efficaci che manipolavano la struttura difensiva rivale. Soprattutto a destra, i calciatori si scambiavano spesso di posizione con buona fluidità. La Juve trovava così l’uomo libero sia in ampiezza che tra le linee, senza tutte quelle ricezioni spalle alla porta che vedevamo nelle scorse partite. Questa produzione offensiva elevata è stata resa possibile anche dall’atteggiamento senza palla. La Juve pressava in avanti e riaggrediva subito dopo aver perso palla. Lo Zenit faticava a ripartire perché era spesso circondato da maglie rivali. Anche i difensori bianconeri si sono presi più rischi, accorciando in avanti e lasciando tanto spazio alle spalle. La strategia ha però pagato, visto che la Juve ha schiacciato lo Zenit e creato alto dall’inizio alla fine. L’indice PPDA dei bianconeri è stato di 7, ben 4 punti in meno rispetto alla media del campionato: vuol dire che si tentava di recuperare palla molto presto.Ovviamente non bisogna trarre indicazioni assolute dalla partita, Anche perché i russi non erano certo irreprensibili. Tuttavia, non si può non fare rilevare come le partite migliori la Juve le abbia fatte quando ha praticato un calcio propositivo ed abbia attaccato in spazi stretti, abbassando l’avversario. Riuscire ad essere più aggressivi e intensi nel pressing aumenterebbe situazioni di questo tipo.