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LAVAGNA TATTICA – La Juve si fa sovrastare in mezzo al campo, il Chelsea domina tra le linee

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Il Chelsea di Tuchel sovrasta la Juve di Allegri in tutto e per tutto. Ecco cosa non ha funzionato tra i bianconeri

Difficile prevedere quale tipo di piano avesse la Juve vista a Londra. Fin dal primo minuto, si è assistito a un dominio incessante e incontrastato del Chelsea, che ha chiuso gli ospiti nella loro trequarti. Se nel match di andata, nonostante il baricentro bassissimo, i bianconeri erano riusciti a resistere, ieri sera i blues hanno ripetutamente sfondato il bunker rivale. Con Lukaku in campo,  il Chelsea era parso troppo rigido tatticamente. Al contrario, senza una prima punta di ruolo,  a Londra la fluidità dei blues ha seminato il panico tra le linee bianconere. Gli attaccanti erano bravissimi a non dare punti di riferimento

Rispetto alla partita di Torino, sono cambiate diverse cose. In primis, la presenza di Kanté era vitale nel riempimento della trequarti offensiva. Il francese era molto più alto di Jorginho, si sganciava spesso in avanti a ridosso delle punte. Il Chelsea attaccava quindi spesso con 6 uomini, prendendosi anche rischi in caso di palla persa: il piano ha pagato, perché – oltre a creare tantissimo – i blues hanno recuperato palla con grande rapidità. E poi, approfittando dei molti spazi concessi dalla Juve sul proprio lato destro, Rudiger (il terzo di difesa) si sganciava spesso in avanti. Tant’è che ha ricoperto una posizione in media altissima, con i bianconeri che faticavano a leggere le sue corse e Bentancur spesso infilato alle spalle.

La fluidità della squadra di Tuchel era notevole. Capitava spesso anche che Chilwell entrasse dentro al campo, con Hudson-Odoi che si apriva per dare ampiezza. Così come James non si limitava a pestare la linea di fondo, ma svariava spesso anche in orizzontale.

Oltre ai meriti del Chelsea, lo scaglionamento della Juventus ha favorito il piano gara avversario. Nonostante la presenza di 4 mediani, i bianconeri hanno sofferto molto tra le linee, concedendo continue ricezioni. McKennie, per seguire Chilwell, si abbassava tantissimo, tant’è che diventava quasi un quinto di difesa. Rabiot, complice Chiesa troppo stretto, era costretto molte volte ad aprirsi per supportare Alex Sandro contro Kanté e James. Di conseguenza, gli spazi intermedi erano spesso sguarniti, con il Chelsea che ha banchettato tra le linee. Se ci si aggiunge la passività della linea juventina, si capisce come mai i blues abbiano trovato continuamente varchi. Oltre che centralmente, il Chelsea era bravo a fare girare palla da un lato all’altro del campo, con James spesso servito in corsa.

Nelle slide sopra si vedono due esempi di quanto scritto. Nella prima, si vede Kantè che si butta in avanti, nello spazio tra Rabiot e Chiesa, e Chilwell dentro al campo. Nella seconda, Rudiger va in conduzione con Bentancur in ritardo (da notare McKennie larghissimo). In entrambi i casi, la Juve è sia bassa che attaccabile.

Anche nell’azione sopra possiamo ammirare la varietà di soluzioni del Chelsea. Rudiger si sgancia molto in avanti: fa praticamente la punta e tiene occupato Cuadrado. Consente quindi a Ziyech di venire incontro al portatore, con nessuno della Juve che segue il suo smarcamento. Ancora una volta, il Chelsea trova superiorità tra le linee. Sull’evolversi dell’azione, Jorginho metterà poi Hudson-Odoi solo davanti al portiere.

Nei rari frangenti in cui i bianconeri provavano ad alzare la linea della pressione, altro non si faceva che generare ancora più spazi su cui il Chelsea andava a nozze.

Troviamo due esempi, in situazioni molto diverse, nelle azioni sopra. Nella prima slide, la Juve prova a pressare in avanti, ma basta una banale rotazione con Thiago Silva che alza la propria posizione per mandare fuori giri il pressing bianconero. Nella seconda, la Juve si fa invece bucare con facilità. Cuadrado, sia in ritardo che in inferiorità numerica, si fa bucare dal “dai e vai” tra Ziyech ed Hudson-Odoi, con l’inglese che viene lanciato in profondità dall’ex Ajax. Solo un intervento provvidenziale di De Ligt evita il gol. La Juve non è ancora in grado di modulare l’altezza del pressing, optando di conseguenza per un approccio super rinunciatario e attendista che però poi rende difficile arrivare dalle parti del’area rivale.

Insomma, il Chelsea era straordinario nella capacità di crearsi spazi: sia gestendo con brillantezza il possesso, sia smarcandosi benissimo senza palla. Inoltre, avere mantenuto un baricentro così alto contro una Juve inerme ha consentito ai blues di recuperare palla subito dopo averla persa e in posizioni altissime del campo. I bianconeri sono stati sopraffatti dal contropressing bianconero, con il Chelsea sempre pieno di giocatori in zona palla. Così è arrivato il terzo gol: nonostante il doppio vantaggio, i padroni di casa mantengono un baricentro altissimo, con Jorginho che recupera palla su Chiesa (ovviamente molto basso).

L’azione del terzo gol. Jorginho ha effettuato 5 intercetti e 4 contrasti vinti, consentendo al Chelsea di recuperare palla in avanti. In generale, è stato però l’intero contropressing a funzionare benissimo.

Insomma, quando i ritmi si alzano questa Juve va in grande affanno. Rinuncia a giocare a calcio, preferendo un approccio speculativo e sparagnino nella speranza di sfruttare gli episodi. Ciò avviene anche in Italia contro avversari molto meno ricchi e forti: non stupisce quindi che si possa andare incontro a batoste quando si affrontano i campioni d’Europa.