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LAVAGNA TATTICA – La verticalità di Morata cambia il match: Spezia bucato

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Morata e Bernadeschi hanno cambiato Juve-Spezia. Con loro due, i bianconeri hanno approfittato della linea alta della formazione ospite

Lo Spezia concede spazi

Il risultato di 3-0 e la facilità con cui la Juve ha chiuso il match non devono trarre in inganno: i bianconeri hanno avuto diversi problemi tattici nei primi 60′, non sono riusciti ad approfittare degli scompensi rivali. Tant’é che, nel post match, sia Pirlo che Szczesny si sono concentrati sulla bassa intensità che abbiamo visto nel primo tempo. Eppure, bastava poco per mettere in difficoltà lo Spezia di Italiano. I liguri hanno disputato una prova estremamente coraggiosa e ambiziosa, riuscendo spesso a schiacciare una Juve piuttosto passiva, che faticava a recuperare palla in avanti. Lo Spezia ha avuto per larghe fasi del match il predominio del gioco, guadagnava facilmente metri e costringeva i bianconeri a un baricentro molto basso. La palla girava rapidamente da un lato all’altro del campo, al contrario della lentezza che la Juve faceva vedere nella circolazione.

Eppure, gli ospiti mostravano con evidenza parecchie fragilità senza palla  Lo Spezia, come suo solito, difendeva con una linea alta e ambiziosa: c’era modo di attaccare la profondità, anche alla luce dei limiti tecnici dei difensori di Italiano. La retroguardia dello Spezia andava sotto pressione quando sollecitata, i bianconeri potevano generare occasioni senza particolare fatica. Bastava alzare la palla dalla difesa e lo Spezia si faceva il gol quasi da solo: sia concedendo spazi, sia a causa di ripetuti errori tecnici da parte dei propri difensori.

Due esempi nelle azioni sopra, in cui si vede l’altezza piuttosto elevata della retroguardia. Nella seconda slide, è sufficiente un lancio di Alex Sandro (su situazione di palla scoperta) per mettere Kulusevski solo davanti al portiere. Insomma, era sufficiente alzare la palla e le occasioni arrivavano senza grossa fatica o elaborazione.

La Juve è imprecisa

Nonostante ciò, la Juventus ha faticato nel rendersi pericolosa con la continuità che ci si auspicava. Abbiamo visto i soliti problemi delle ultime settimane: la palla girava troppo lentamente e la squadra era spesso ferma, con poca aggressione degli spazi. McKennie ha puntato poche volte la linea rivale, mentre Frabotta ha perso una valanga di palloni quando la Juve allargava il gioco su di lui. In generale, abbiamo visto tanti errori tecnici, caratterizzati da poca precisione e da scarsa intensità. I bianconeri hanno puntato la linea rivale molto meno di quanto si sarebbe potuto fare, nonostante gli spazi abbondassero.

Nelle slide sopra, vediamo due situazioni in cui lo Spezia ha una linea altissima: c’è la possibilità per fare male. Nella prima azione, però, Frabotta serve male Ronaldo, con un passaggio troppo arretrato che lo costringe ad abbassarsi: i bianconeri perdono quindi slancio. Nel secondo fotogramma, invece, McKennie sbaglia la sponda per Alex Sandro, con lo Spezia che recupera così palla. C’era la possibilità di aggredire la profondità con tanti uomini, ma la Juve non riesce ad approfittarne.

Le situazioni più interessanti arrivavano, ancora una volta, quando i bianconeri riuscivano a imbeccare Chiesa sul lato debole. Ben supportato da Danilo, l’ex Fiorentina ha dato tanta spinta anche nel primo tempo: nei peggiori momenti della gara, Chiesa ha il merito di riuscire comunque a puntare e minacciare le difese rivali. La Juve ha però avuto il demerito di non riuscire sempre a servirlo con i tempi giusti.

Morata e Bernardeschi cambiano il match

Per fortuna (e merito) di Pirlo, i cambi dalla panchina hanno cambiato il match. Non è un caso che siano stati subito Morata e Bernardeschi a confezionare il gol del vantaggio: finalmente, la linea difensiva dello Spezia è stata puntata con decisione e velocità. Oltre al movimento di Bernardeschi, va notato un Morata al centro dell’attacco che aggredisce (finalmente!) la profondità. E’ bastato un lancio da dietro di Alex Sandro per generare una chiarissima opportunità da gol.

L’azione del gol.

Oltre alla rete segnata, in generale Morata ha dato tanta verticalità alla squadra. Anche se ha perso qualche pallone (si vede che non è al meglio fisicamente), ha consentito ai bianconeri di attaccare meglio gli spazi, invogliando i compagni a lanciare lungo. Bastava poco per perforare il sistema difensivo di Italiano, ma ci è voluto l’ingresso del centravanti per sbloccare una gara che si stava complicando molto più del previsto. Anche la seconda rete è nata proprio da un movimento di Morata, che ha ancora una volta attaccato la linea rivale.

Morata attacca la linea sul lancio di Danilo.

La Juve ha passato buona parte del primo tempo a tornare spesso indietro con retropassaggi mentre invece era sufficiente alzare la palla per mettere in crisi il sistema difensivo rivale. Gli ingressi di Morata e Bernardeschi hanno portato esattamente ciò che serviva ai padroni di casa. Dopo il vantaggio, lo Svezia si è poi disunito e allungato ulteriormente nel tentativo di segnare. I bianconeri hanno così avuto parecchi spazi in ripartenza per segnare, chiudendo con tranquillità il match.

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